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Orche attaccano e uccidono uno squalo bianco in Australia: è la prima volta in queste acque

Le orche hanno attaccato e ucciso uno squalo bianco in Australia. È la prima volta che viene documentata un’aggressione mortale di questo tipo nelle acque australiane. Perché gli scienziati sono preoccupati da questo comportamento.
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A cura di Andrea Centini
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Lo squalo bianco ucciso dalle orche. Credit: Ben Johnstone / Portland Bait and Tackle / Facebook
Lo squalo bianco ucciso dalle orche. Credit: Ben Johnstone / Portland Bait and Tackle / Facebook

Per la prima volta è stato documentato in Australia un attacco mortale a uno squalo bianco condotto dalle orche. È noto che i meravigliosi mammiferi marini aggrediscono e uccidono il “re” degli squali nelle acque del Sudafrica, dove due esemplari – due giovani maschi chiamati Port e Starboard – sono diventati un vero e proprio incubo per questi predatori, ma come indicato tale comportamento non era mai stato osservato prima nella “terra dei canguri”. I biologi marini australiani avevano documentato attacchi letali ad altre specie di squalo, come la verdesca (Prionace glauca) e lo squalo mako (Isurus oxyrinchus), ma solo scaramucce e aggressioni non mortali ai danni degli squali bianchi (Carcharodon carcharias), maestosi predatori apicali che in casi eccezionali possono raggiungere i 7 metri di lunghezza e le 2,5 tonnellate di peso. Ora c'è la prova che le orche (Orcinus orca) li uccidono con tecniche non dissimili anche nelle acque australiane.

La scoperta è stata fatta grazie al ritrovamento della carcassa di uno squalo bianco di circa 3 metri su una spiaggia di Cape Bridgewater a Portland, lungo la costa dello Stato di Victoria. Dello sventurato pesce restavano solo la testa e la colonna vertebrale fino alla pinna caudale (intatta), come mostrano le fotografie scattate da Ben Johnstone, un pescatore della zona e proprietario di un negozio che vende esche e attrezzatura da pesca. In un post su Facebook pubblicato a ottobre 2023, quando fu ritrovato il corpo, l'uomo aveva scritto il seguente messaggio sibillino: “Questo è in parti uguali figo e terrificante, questo squalo bianco di 3 metri, trascinato a riva sulla spiaggia di Bridgewater, dopo essere stato attaccato dalle orche”. All'epoca, infatti, non si aveva ancora la certezza che fossero stati proprio i grandi cetacei bianchi e neri a uccidere l'animale.

La carcassa dello squalo bianco è stata inviata a istituti governativi per condurre un'indagine necroscopica approfondita e proprio in questi giorni sono stati pubblicati risultati, la “pistola fumante” che inchioda le orche come predatori responsabili. I segni lasciati sulla pelle dai poderosi morsi, le ferite caratteristiche nell'area ventrale / laterale dietro alle branchie (che le orche attaccano per asportare il fegato, la parte che interessa di più) e soprattutto l'indagine del DNA non hanno infatti lasciato dubbi agli esperti. “L'ispezione dello squalo ha evidenziato che c'erano segni di morsi davvero caratteristici proprio nella cintura pettorale, quindi proprio tra le pinne sotto la pancia, che sono abbastanza tipici delle orche dove succhiano effettivamente il fegato”, ha spiegato in un intervento alla ABC Radio Melbourne il professor Adam Miller, docente di Ecologia acquatica e Biodiversità presso l'Università Deakin. “Siamo stati in grado di confermare che quelle ferite da morso semplicemente contenevano il DNA dell'orca, quindi è una sorta di pistola fumante”, ha aggiunto l'esperto.

I biologi marini sono preoccupati degli attacchi delle orche ai danni degli squali bianchi poiché uccidendoli – o costringendoli ad abbandonare le aree in cui vivono – possono alterare in modo significativo gli habitat naturali. Rimuovere predatori apicali che giocano un ruolo fondamentale negli equilibri ecologici, infatti, ha un impatto enorme sulla tenuta degli ecosistemi. Particolarmente inquietante è il caso delle due orche che uccidono questi pesci in Sudafrica; poiché la loro pinna dorsale è piegata, come quella delle orche tenute in cattività, alcuni esperti ipotizzano che possano essere state liberate nella zona dopo essere state allevate, magari in qualche lontano centro di addestramento militare. Gli scienziati continueranno a monitorare il loro comportamento e anche i colleghi australiani faranno lo stesso con le orche locali. Al momento non si conosce quale sia il pod (gruppo famigliare) coinvolto nell'aggressione mortale ai danni dello squalo bianco.

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