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Oggetto interstellare 3I/ATLAS

Nuove immagini di 3I/ATLAS, Avi Loeb: “I 3 getti a 120 gradi sono una firma tecnologica?”

L’elaborazione delle nuove immagini di 3I/ATLAS ottenute dal Telescopio Spaziale Hubble mostrano una peculiare simmetria dei getti, disposti a 120 gradi l’uno dall’altro. Il professor Avi Loeb, che ha condotto un nuovo studio in collaborazione con il ricercatore italiano Toni Scarmato, si chiede se possano essere una firma tecnologica, ovvero i getti dei motori di un grande veicolo spaziale.
A cura di Andrea Centini
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I getti di 3I/ATLAS. Credit: Toni Scarmato /ArXiv
I getti di 3I/ATLAS. Credit: Toni Scarmato /ArXiv
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Il Telescopio Spaziale Hubble, che nei prossimi anni cadrà sulla Terra con rischi da non sottovalutare, venerdì 16 gennaio 2026 ha catturato nuove immagini dell'oggetto interstellare 3I/ATLAS. Gli scatti grezzi, analogamente a quelli raccolti tra la fine di novembre e dicembre 2025, se elaborati attraverso un apposito filtro chiamato “Larson-Sekanina Rotational Gradient” mostrano una struttura molto peculiare dei getti che fuoriescono dal visitatore venuto da lontano. Oltre alla gigantesca ed enigmatica anti-coda rivolta verso il Sole, sono visibili tre getti più piccoli che si estendono per circa 25.000 chilometri. Il dettaglio più interessante risiede tuttavia nella loro disposizione: sono infatti a 120 gradi di distanza l'uno dall'altro, come mostrano le splendide elaborazioni dell'astrofisico Toni Scarmato, visibili nell'ultimo articolo del professor Avi Loeb ha pubblicato su Medium.

Lo scienziato italiano, che ha un osservatorio astronomico in Calabria, ha collaborato proprio con il professor Loeb nell'analisi di queste immagini. Assieme hanno determinato che la struttura del getto attorno a 3I/ATLAS “oscilla periodicamente di +/-20 gradi in un periodo di 7,1 ore”, come spiegato dallo fisico e astronomo israeliano naturalizzato statunitense dell'Università di Harvard. “L'oscillazione – evidenzia il professor Loeb – è probabilmente il risultato della rotazione, con ogni getto che si comporta come un fascio di luce disallineato proveniente da un faro rotante. L'asse di rotazione è orientato sorprendentemente vicino (entro 10-20 gradi) alla direzione verso il Sole, come già dedotto nell'agosto 2025 (e riportato qui)”, ha aggiunto l'esperto.

Come indicato, l'elemento più rilevante risiede nel distanziamento a 120 gradi di distanza l'uno dall'altro dei tre “mini-getti”. Nei razzi e nei veicoli spaziali, compresi quelli che si vedono nei film di fantascienza come Interstellar, sono presenti motori a razzo disposti strategicamente per eseguire le manovre e correggere la traiettoria nello spazio; non essendoci atmosfera, infatti, non ci si può affidare alle appendici aerodinamiche, ma serve sempre una spinta precisa – da più direzioni – per orientare correttamente un veicolo. Gli ugelli di questi motori a razzo rilasciano getti che risultano ben visibili nelle manovre di attracco alle stazioni spaziali, ma non solo. In sostanza, se 3I/ATLAS fosse un veicolo spaziale, molto probabilmente avrebbe dei motori con emissione di getti simili a quelli che si vedono nelle nuove immagini di Hubble (dopo l'elaborazione col filtro). Chiaramente si tratta solo di una speculazione senza alcuna evidenza scientifica, ma è evidente che i getti dell'oggetto interstellare risultano piuttosto intriganti e peculiari.

La spaziatura angolare simmetrica di 120 gradi tra i 3 mini-getti è sbalorditiva!”, ha affermato il dottor Frank Laukien, la cui citazione è stata riportata da Avi Loeb nel suo articolo. “È difficile immaginare una tale simmetria in un oggetto macroscopico naturale. Una domanda chiave è: tre mini-jet simmetrici sono la configurazione minima praticabile di dispositivi di propulsione per riorientare un oggetto nello spazio tridimensionale? I propulsori satellitari di fabbricazione umana di solito sono disposti a coppie in direzioni opposte. La disposizione geometrica dei mini-jet potrebbe essere un'indicazione di tecnologia attiva?”, si è chiesto il fisico. “Per sistemi di propulsori ortogonali, sarebbero necessari 6 propulsori, con due propulsori opposti lungo ciascuna delle tre direzioni spaziali ortogonali. Se 3I/ATLAS ruota attorno al suo asse maggiore ogni 7,1 ore circa, i propulsori nella direzione dell'asse maggiore non sarebbero molto utili, e forse solo (3+1)=4 propulsori nel piano ortogonale all'asse di rotazione maggiore sono sufficienti per qualche tipo di manipolazione tecnica come le regolazioni di assetto?”, ha chiosato il dottor Laukien.

Ribadiamo che si tratta solo di ipotesi e la stragrande maggioranza degli esperti ritiene che 3I/ATLAS sia semplicemente una cometa interstellare, con caratteristiche eccezionali dovute alla velocità estrema con cui è entrata nel Sistema solare e per il fatto che non ha interagito con altre stelle (prima del Sole) per un tempo incredibilmente lungo. Anche il professor Avi Loeb ritiene molto probabile che si tratti di una cometa naturale, ciò nonostante continua a indagare sulle numerose anomalie rilevate (ben 18, compresa la simmetria dei mini-getti) con mentalità aperta e senza pregiudizi. I dettagli della nuova ricerca "Rotation Period of 3I/ATLAS After Perihelion from Jet Position Angle Wobble and Photometric Variability" sono stati caricati sul database online ArXiv.

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