Nuova terapia anti HIV a singola compressa “sicura ed efficace”: così sopprime il virus che causa l’AIDS

In occasione della 33esima Conferenza sui Retrovirus e le Infezioni Opportunistiche (CROI 2026) tenutasi a Denver, in Colorado (Stati Uniti d'America), la casa farmaceutica americana Gilead Sciences, Inc. ha presentato i risultati di due studi dedicati a un nuovo trattamento sperimentale contro l'infezione da HIV, il virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). La terapia BIC/LEN si basa sulla somministrazione giornaliera di una singola compressa a base di due farmaci antiretrovirali: Bictegravir (75 milligrammi) e Lenacapavir (50 milligrammi). I risultati dei due studi di Fase 3 Artistry 1 e Artistry 2 hanno mostrato che la combinazione risulta sicura ed efficace nei pazienti affetti da HIV con soppressione virologica. È una condizione in cui la terapia antiretrovirale è stata in grado di ridurre la concentrazione di virus nell'organismo a tal punto da non essere rilevabile nel sangue dai test standardizzati.
In genere questa condizione clinica, molto preziosa perché sottolinea che il trattamento è in grado di “tenere a bada” il patogeno e dunque la progressione della malattia, viene raggiunta attraverso trattamenti “multicompressa” o a singola compressa con più farmaci, ad esempio la combinazione B/F/TAF (bictegravir 50 mg/emtricitabina 200 mg/tenofovir alafenamide 25 mg compresse). Il nuovo trattamento messo a punto dal colosso farmaceutico americano è un'alternativa valida basata su due soli farmaci antivirali che, come spiegato da Gilead Sciences, Inc. in un comunicato stampa, è risultata essere “generalmente ben tollerata, senza che siano stati identificati problemi di sicurezza significativi o nuovi”. La nuova terapia è destinata a coloro che cercano nuove opzioni terapeutiche, ad esempio perché non possono più sottoporsi al trattamento precedente per un'interazione farmacologica (magari per la scoperta di una nuova patologia da curare) o che preferiscono ridurre il trattamento contro l'HIV a una singola compressa da assumere quotidianamente.
Bictegravir e lenacapavir sono due farmaci antiretrovirali progettati per combattere contro il virus dell'HIV e presentano meccanismi d'azione piuttosto differenti e complementari. Il primo è un inibitore dell’integrasi (INSTI), ovvero un farmaco che impedisce al patogeno di inserire il proprio materiale genetico all'interno del DNA delle cellule umane (colpendo l'apposito enzima). È considerato molto efficace perché il virus dell'HIV non è “bravo” a sviluppare mutazioni in grado di innescare resistenza al principio attivo ed è già approvato nelle guida internazionali contro l'HIV (non a caso già fa parte di terapie affermate come la B/F/TAF). Il secondo è invece un antivirale innovativo progettato per colpire il capside, ovvero il rivestimento proteico che protegge il genoma dei virus – sia DNA che RNA – donando loro anche la forma con cui li osserviamo al microscopio elettronico.
I ricercatori della casa farmaceutica hanno immaginato che la combinazione di questi farmaci in una singola compressa avrebbe offerto una solida terapia alternativa nei pazienti con soppressione virologica. E così è stato. Nei due sopracitati studi, infatti, è stato rilevato che la soppressione virale indotta dalla terapia sperimentale non è stata inferiore a quella dei regimi con più compresse e al regime standard raccomandato (BIKTARVY).
Per quanto concerne gli effetti collaterali, il farmaco è stato generalmente ben tollerato e gli eventi avversi sono stati paragonabili per numero e gravità a quelli dei trattamenti con più compresse. Non sono state osservate variazioni nell'indice di massa corporea (BMI) dei partecipanti. “Gli studi ARTISTRY rappresentano l'ultimo esempio dell'impegno di Gilead nel promuovere il trattamento dell'HIV attraverso la continua innovazione scientifica”, ha affermato il professor Jared Baeten, Responsabile dell'Area Terapeutica Virologica di Gilead Sciences. “Questo regime monocompressa da assumere una volta al giorno combina la durata del bictegravir con quella del lenacapavir, un inibitore del capside di prima classe. Questa nuova combinazione terapeutica è progettata per sostenere la soppressione virologica in coloro che cercano nuove opzioni terapeutiche. Non vediamo l'ora di collaborare con le autorità regolatorie per rendere disponibile questa combinazione alle persone con HIV”, ha chiosato l'esperto.
La nuova terapia dovrà essere sottoposta alle valutazioni delle sopracitate autorità (come l'FDA negli Stati Uniti e l'EMA in Europa) per l'autorizzazione all'immissione in commercio.