Misteriosa anomalia magnetica sotto l’Australia: incredibilmente, ha la stessa forma della “Terra dei canguri”

Nascosta sotto il Territorio del Nord o Top End, un vasto territorio federale australiano che si estende per quasi 1,4 milioni di chilometri quadrati, gli scienziati hanno mappato con un dettaglio senza precedenti una grande e misteriosa anomalia magnetica, che è stata chiamata – con poca fantasia – Australia Magnetic Anomaly. Questa struttura, che riflette ciò che si nasconde nel sottosuolo della cosiddetta “Terra dei Canguri”, curiosamente ha la stessa forma dell'Australia, come mostrano le immagini diffuse dagli scienziati del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO), un'agenzia federale che si occupa di vari campi della ricerca scientifica. Secondo i ricercatori, sotto il Territorio del Nord si celano “insolite strutture geologiche sepolte” che sarebbero alla base di questa affascinante anomalia.
Ricordiamo che la Terra ha un esteso campo magnetico (la magnetosfera) che, secondo la teoria più accreditata spiegata dall'INGV, è generato dal movimento del ferro e del nichel fusi presenti nel nucleo esterno, a migliaia di chilometri di profondità. Lo spostamento di questi elementi genera un campo elettrico – attraverso le correnti convettive ascensionali – che a sua volta dà vita al campo magnetico, il geodinamo. Questa struttura che avvolge il pianeta è estremamente preziosa perché protegge la superficie terrestre dal bombardamento di mortali radiazioni cosmiche; senza di essa non ci sarebbe la vita (perlomeno non come la conosciamo noi) e dunque nemmeno l'essere umano. La magnetosfera, coinvolta anche nelle tempeste geomagnetiche e nelle aurore polari innescate dal vento solare, non è uniforme, ma presenta diverse anomalie causate da molteplici fattori. I principali sono la distribuzione non omogenea dei minerali magnetici nella crosta terrestre, la presenza di faglie, l'intrusione di magma, magnetizzazioni nelle rocce legate al passato e la struttura stessa della crosta.
Per far emergere con un dettaglio senza precedenti l'anomalia sotto l'Australia, i ricercatori del CSIRO hanno sorvolato il Territorio del Nord con aerei da ricerca scientifica equipaggiati con strumenti chiamati magnetometri, in grado di raccogliere dati aeromagnetici nel sottosuolo. Hanno fatto avanti e indietro seguendo linee rette a 400 metri di distanza l'una dall'altra, permettendo di mappare il sottosuolo ad altissima risoluzione. I dati sono stati sottoposti ad avanzati algoritmi che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la distribuzione e la “silhouette” dell'anomalia magnetica, che come indicato ha lo stesso profilo della costa australiana. “I dati magnetici ci permettono di vedere attraverso il terreno e comprendere l'architettura geologica che altrimenti rimarrebbe completamente nascosta. Migliorando il modo in cui elaboriamo e modelliamo questi set di dati, possiamo estrarre più informazioni geologiche che mai”, ha affermato in un comunicato stampa il professor Clive Foss, che ha guidato i geofisici del CSIRO in questo nuovo studio, basato su analisi condotte nel contesto del Bonney Well Survey.
Secondo i ricercatori, la grande anomalia potrebbe essere collegata a ciò che si osserva nell'antichissima formazione geologica di Hatches Creek, risalente alla fine del Paleoproterozoico, ovvero a circa 1,5 miliardi di anni fa. In quell'era, molto precedente alla comparsa dei dinosauri (ne è appena stato scoperto uno con un'armatura di aculei mai vista prima), si verificò la Grande Ossidazione – ovvero la diffusione dell'ossigeno in atmosfera – e si formarono i primi continenti stabili. “Queste rocce raccontano una storia di arenarie che formano creste e terreni elevati, intervallate da strati vulcanici ricchi di minerali magnetici. Le arenarie si sono depositate in mari poco profondi e delta fluviali, mentre il materiale vulcanico ha avuto origine da eruzioni attraverso fessure e camini vulcanici oltre 1,5 miliardi di anni fa”, evidenzia lo CSIRO in riferimento ad Hatches Creek.
Determinare storia e natura dell'anomalia australiana, legata molto probabilmente a enormi strutture geologiche nelle profondità della crosta, è complicato per varie ragioni; dalla presenza di rocce magnetizzate agli effetti della tettonica delle placche, fino alle inversioni del campo magnetico terrestre. I segnali sono chiari, i confini magnetici “a forma di Australia” pure, ma non sappiamo esattamente cosa determini questa difformità nel campo magnetico. Sono note anche altre significative anomalie, come una recentemente scoperta in Nuova Zelanda e l'enorme "buco" nell'Atlantico.