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Cambiamenti climatici

Mezzo milione di morti premature all’anno collegate all’aumento di temperature: la previsione su The Lancet

Un nuovo studio pubblicato su The Lancet Global Health ha previsto che l’aumento delle temperature porterà a una riduzione dell’attività fisica e un aumento delle morti premature. I dati entro il 2050.
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La crisi climatica e il progressivo aumento delle temperature globali potrebbe causare entro il 2050 circa mezzo milione di morti premature in più all'anno e una perdita economica fino a oltre tre miliardi di dollari all'anno.

È questa l'allarmante previsione contenuta in uno nuovo studio pubblicato sull'autorevole rivista The Lancet Global Health, che ha messo in relazione l'aumento delle temperature globali con l'inattività fisica e il possibile impatto sulle morti premature e la produttività. Proprio in queste settimane uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research ha mostrato come il riscaldamento globale, invece di rallentare, sia accelerato negli ultimi anni.

La previsione dello studio su Lancet

Per realizzare questa previsione i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti tra il 2000 e il 2022 in 156 paesi sulle abitudini della popolazione rispetto all'attività fisica e i dati relativi alle temperature medie. I ricercatori sono infatti partiti da due dati noti: da una parte l'incidenza del caldo sulla propensione o la possibilità delle persone a fare sport dall'altra il ruolo protettivo che l'attività fisica svolge per la nostra salute.  Sappiamo infatti che le temperature elevate possono rappresentare un ostacolo all'attività fisica all'aperto, a cui si aggiungo – spiegano gli autori – le limitazioni imposte dagli eventi meteorologi estremi sempre più frequenti e dal peggioramento della qualità dell'aria, dovuto a smog e inquinamento.

Dall'altra è noto come avere uno stile di vita poco attivo sia uno dei fattori di rischio più determinanti per le malattie non trasmissibili. Lo dicono i dati: un terzo della popolazione non aderirebbe infatti secondo alle linee guida indicate dall'Organizzazione mondiale della salute. Secondo queste infatti un adulto in buona salute dovrebbe fare almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa. A conferma dell'impatto potenziale sulla salute, secondo alcuni dati all'inattività fisica – si legge nello studio – è collegato infatti il 5% di tutte le morti negli adulti.

La previsione per il futuro

Unendo questi due informazioni ai modelli di previsione climatica i ricercatori hanno calcolato che per ogni mese in cui le temperature medie superano i 27,8°C l'inattività fisica globale potrebbe aumentare di circa l'1,4% (nei paesi a basso e medio reddito anche dell'1,8%). Dato lo scenario attuale, in cui le temperature globali medie continuano ad aumentare (il 2025 è stato il terzo anno più caldo di tutti), se questo trend non verrà invertito, sempre meno persone faranno attività fisica, con conseguenze per la loro salute e la produttività, quindi la ricchezza.

I ricercatori hanno previsto che entro il 2050 ogni anno registreremo tra i 470.000 e il 700.000 decessi prematuri in più all'anno legati all'inattività fisica. Da un punto di vista economico questo potrebbe significare una perdita in produttività compresa tra i 2,64 e i 3,68 miliardi di euro all'anno. Gli scenari peggiori potrebbero interessare le regioni tropicali. Parliamo quindi di America centrale, nei Caraibi, nell'Africa subsahariana orientale e nell'Asia sud-orientale equatoriale.

A fronte di questi risultati, oltre a sottolineare quanto sia fondamentale agire su una delle cause più determinanti dell'aumento di temperature, ovvero tagliare le emissioni, i ricercatori hanno chiesto e raccomandato maggiori sforzi per favorire l'attività fisica, nonostante le temperature, dalla progettazione stessa della città, in modo da mitigare l'impatto del calore alla creazione di spazi con clima controllato sovvenzionati dove fare esercizio.

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