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Medicina tradizionale cinese e ricrescita dei capelli: la scienza riscopre un rimedio contro la caduta

Una revisione scientifica analizza il Polygonum multiflorum, una radice usata da secoli nella medicina tradizionale cinese, evidenziando meccanismi biologici che possono contrastare la perdita dei capelli e favorirne la ricrescita.
A cura di Valeria Aiello
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Sezione della radice di Polygonum multiflorum, al centro di una revisione scientifica sui meccanismi biologici legati alla ricrescita dei capelli / Credit: Journal of Holistic Integrative Pharmacy 2026
Sezione della radice di Polygonum multiflorum, al centro di una revisione scientifica sui meccanismi biologici legati alla ricrescita dei capelli / Credit: Journal of Holistic Integrative Pharmacy 2026

La medicina tradizionale cinese potrebbe custodire da secoli il rimedio per contrastare la caduta dei capelli e favorirne la ricrescita. Un’ipotesi che oggi esce dall’ambito della tradizione ed entra nel perimetro della ricerca scientifica, grazie a un nuovo studio che ha analizzato in modo sistematico la letteratura disponibile su una radice utilizzata da oltre mille anni.

La radice in questione è quella del Polygonum multiflorum, una pianta da fiore originaria della Cina centrale e meridionale, tradizionalmente impiegata per “scurire i capelli e nutrire l’essenza”. I suoi effetti sulla ricrescita dei capelli sono stati valutati in una review scientifica pubblicata sul Journal of Holistic Integrative Pharmacy, che ha messo insieme studi sperimentali, osservazioni cliniche e fonti storiche per capire se le descrizioni tradizionali abbiano un fondamento biologico coerente.

Radice di Polygonum multiflorum, pianta utilizzata da secoli nella medicina tradizionale cinese / Credit: Journal of Holistic Integrative Pharmacy 2026
Radice di Polygonum multiflorum, pianta utilizzata da secoli nella medicina tradizionale cinese / Credit: Journal of Holistic Integrative Pharmacy 2026

La nostra analisi mostra una sorprendente continuità tra i testi antichi e ciò che oggi sappiamo sulla biologia del capello” spiega Han Bixian della Guangdong Pharmaceutical University e prima autrice della revisione. “Non parliamo di folklore, ma di effetti che trovano riscontro nei meccanismi molecolari studiati dalla ricerca moderna”.

L’interesse per questo tipo di approccio si inserisce in un contesto molto attuale. L’alopecia androgenetica è la forma più comune di perdita dei capelli e colpisce milioni di persone nel mondo. I trattamenti disponibili, come i farmaci finasteride e minoxidil, si concentrano su singoli bersagli biologici e, pur essendo ampiamente utilizzati, pongono interrogativi legati agli effetti collaterali e all’uso prolungato. È anche per questo che la ricerca sta esplorando strategie capaci di intervenire su più livelli del ciclo del capello.

Da qui prende forma il lavoro dei ricercatori: capire se un rimedio della medicina tradizionale cinese possa effettivamente supportare i processi biologici alla base della crescita dei capelli, in modo efficace e sicuro. La revisione non propone una terapia pronta all’uso, ma individua i meccanismi su cui vale la pena concentrare le future ricerche cliniche, chiarendo perché il Polygonum multiflorum continui a essere oggetto di studio.

Medicina tradizionale cinese e ricrescita dei capelli: cosa ha osservato la ricerca

La revisione analizza un insieme ampio e eterogeneo di studi per capire come il Polygonum multiflorum possa interagire con i meccanismi biologici alla base dell’alopecia androgenetica. Il punto centrale non è un singolo effetto, ma la convergenza di più azioni sul ciclo del capello.

Secondo gli autori, la radice sembra innanzitutto intervenire sulla risposta agli androgeni, riducendo l’impatto del diidrotestosterone, l’ormone associato alla progressiva miniaturizzazione dei follicoli piliferi. A questo si aggiunge un’azione protettiva sulle cellule del follicolo, che potrebbe limitarne il danneggiamento e la perdita prematura di funzionalità.

Un secondo filone riguarda l’attivazione di vie di segnalazione già note per il loro ruolo nella crescita dei capelli, come i percorsi Wnt e Shh. Queste vie di segnalazione sono coinvolte nella regolazione del ciclo follicolare e nella transizione verso la fase di crescita attiva, un passaggio cruciale nei processi di ricrescita. La revisione suggerisce inoltre un possibile miglioramento della microcircolazione del cuoio capelluto, con un aumento dell’apporto di ossigeno e nutrienti ai follicoli.

La forza di questo approccio sta nella sua ampiezza – ha aggiunto Han Bixian – . I trattamenti più comuni agiscono su un singolo bersaglio biologico, mentre qui emergono effetti coordinati su più livelli del ciclo del capello”. È questa azione multifattoriale che, secondo i ricercatori, rende il Polygonum multiflorum particolarmente interessante dal punto di vista scientifico.

Un altro aspetto affrontato riguarda la sicurezza. La revisione sottolinea come la preparazione tradizionale della radice sia un passaggio chiave: se correttamente lavorata, la radice mostrerebbe un profilo di tollerabilità favorevole, un elemento rilevante per chi è preoccupato dagli effetti collaterali associati ai farmaci di uso comune. Gli autori precisano però che la standardizzazione dei preparati e il controllo delle dosi restano nodi fondamentali.

Le conclusioni guardano avanti con cautela. “Questi risultati non sostituiscono gli studi clinici” avvertono i ricercatori, ma indicano quali meccanismi meritino di essere testati in modo rigoroso negli esseri umani. In questo senso, la revisione non chiude il discorso sulla ricrescita dei capelli, ma apre una direzione di ricerca chiara, mostrando come lo studio scientifico dei rimedi tradizionali possa contribuire allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per l’alopecia androgenetica.

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