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L’incoronazione di Re Carlo sarà “cruelty free”: l’olio sacro per ungerlo non avrà derivati animali

L’olio sacro con cui verrà unto Re Carlo durante l’incoronazione del 6 maggio non conterrà derivati animali, a differenza del crisma tradizionale. Sarà privo della secrezione degli zibetti e dell’ambra grigia prodotta dai capodogli.
A cura di Andrea Centini
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L'incoronazione di Re Carlo sarà “cruelty free”, ovvero senza crudeltà contro gli animali, perlomeno per quel che concerne la parte della cerimonia dedicata all'unzione. Il crisma, ovvero l'olio sacro utilizzato per ungere il monarca, non conterrà infatti derivati animali, ma solo sostanze di origine vegetale. Sino all'incoronazione di sua madre, la Regina Elisabetta II deceduta a settembre dello scorso anno – e che non era esattamente un'amante degli animali -, sono stati utilizzati oli contenenti sottoprodotti di mammiferi.

Il crisma che il 6 maggio 2023 sarà cosparso su mani, testa e petto di Re Carlo presso l'Abbazia di Westminster a Londra si basa infatti su olio di oliva ottenuto da oliveti piantati sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme, presso il Monastero di Maria Maddalena e il Monastero dell'Ascensione. Come specificato in un comunicato stampa della Casa Reale britannica, il Monastero di Maria Maddalena “è il luogo di sepoltura della nonna di Sua Maestà, la Principessa Alice di Grecia”. Il crisma è stato consacrato in una cerimonia presso la Chiesa del Santo Sepolcro dal Patriarca di Gerusalemme Theophilos III e dall'Arcivescovo anglicano di Gerusalemme Hosam Naoum.

Re Carlo, naturalmente, non sarà cosparso con del "semplice" olio di oliva come una bruschetta; il crisma, infatti, è stato profumato con diversi oli essenziali ed essenze, tra i quali fiori d'arancio, rosa, sesamo, cannella, benzoino, ambra e altre sostanze. Sono state utilizzate per sostituire gli odori dei derivati animali impiegati in passato per mettere a punto l'olio sacro. Essi erano principalmente due: lo zibetto, ovvero la secrezione delle ghiandole perianali del mammifero omonimo; e la pregiatissima ambra grigia, prodotta dall'intestino dei capodogli.

Per ottenere lo zibetto gli sfortunati animali vengono tenuti in gabbia e le loro ghiandole spremute per far fuoriuscire la sostanza odorosa, caratterizzata da note simili a quelle del muschio. L'ambra grigia viene invece prodotta naturalmente dai capodogli per inglobare i becchi dei calamari di cui si nutrono. Ciò impedisce che le strutture cornee, non digeribili, graffino il delicato apparato digerente del cetaceo. Il globo pastoso viene espulso con le feci o rigurgitato se troppo grande. È ricchissimo di feromoni e sviluppa un odore gradevole dopo essere stato a contatto con l'acqua marina. Una volta espulsa l'ambra grigia può galleggiare e giungere fino a riva. Chi la trova è fortunatissimo, dato che la sostanza viene pagata a peso d'oro (35mila dollari al chilogrammo) dalle società che producono profumi, grazie anche alla sua capacità di fissare gli odori. La storia di questo pescatore lo dimostra. Un tempo si recuperava più facilmente, ma il numero di capodogli si è ridotto sensibilmente a causa della baleneria, dunque l'ambra grigia è diventata merce sempre più rara e preziosa, che oggi – fortunatamente – viene sostituita con sostanze analoghe sintetiche.

L'unzione del nuovo Re (o della nuova Regina) è una fase della cerimonia considerata talmente sacra che nel 1953 la TV non fu autorizzata a riprenderla, durante l'incoronazione della Regina Elisabetta. Non è dato sapere se nel caso di Re Carlo sarà possibile assistere alla solenne procedura, eseguita dall'arcivescovo di Canterbury con strumenti storici. Fra essi, come indicato dalla BBC, un cucchiaio "sopravvissuto" alla distruzione del 1649 perpetrata dall'esercito di Oliver Cromwell, il leader politico e militare che fece cadere temporaneamente la monarchia in Inghilterra instaurando una repubblica (che durò appena una decina di anni).

Sempre in tema di incoronazione senza utilizzo di prodotti di origine animale, si sta speculando anche sul fatto che Re Carlo possa non indossare il tradizionale mantello di ermellino. Potrebbe infatti presentarsi alla cerimonia con la semplice e moderna divisa militare, come suggerisce Express.co. Ad oggi, tuttavia, non vi sono conferme. Non indossare la pelliccia di ermellino sarebbe sicuramente un ulteriore taglio con le crudeli tradizioni del passato.

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