L’esplosione di una meteora filmata in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale: una prima assoluta

Per la prima volta, l’esplosione di una meteora nell’atmosfera terrestre è stata filmata dalle telecamere montate sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’evento è avvenuto sopra l’Oceano Pacifico settentrionale il 10 novembre 2025 ed è stato catturato durante un live streaming dalla ISS, offrendo una prospettiva inedita su un fenomeno che di solito viene osservato solo dalla superficie terrestre.
Il video mostra un improvviso lampo luminoso — una breve ma intensa esplosione — mentre l’oggetto attraversa l’atmosfera ad altissima velocità e si disintegra in quota. Le immagini sono state successivamente condivise su YouTube da SEN (Space Entertainment Network), l’azienda di media e tecnologia spaziale che gestisce le proprie telecamere installate all’esterno della ISS e trasmette in diretta le immagini della Terra dallo spazio.
Secondo il Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) della NASA, eventi di questo tipo sono classificati come bolidi: meteore particolarmente luminose che esplodono nell’atmosfera a causa delle enormi sollecitazioni termiche e meccaniche generate dall’ingresso a velocità estremamente elevate. Nella maggior parte dei casi, queste esplosioni durano solo pochi istanti e avvengono sopra aree remote o non osservate, rendendo rara una documentazione diretta, soprattutto dallo spazio.
Il video del bolide ripreso in diretta dalla ISS
Nel video diffuso da SEN si osserva un bolide luminoso attraversare l’atmosfera sopra l’Oceano Pacifico settentrionale ed esplodere in pochi secondi, producendo un lampo intenso visibile anche dall’orbita terrestre. Le immagini sono state registrate dalle telecamere 4K installate all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale, parte di un sistema che consente a SEN di trasmettere in diretta la Terra dallo spazio per gran parte della giornata, con flussi video pubblici disponibili online.
La ripresa dell’esplosione è avvenuta durante uno di questi live streaming, pensati per offrire una visione costante del pianeta dall’orbita bassa terrestre. Proprio questa copertura prolungata aumenta la probabilità di documentare eventi rari e improvvisi, come l’ingresso e la disintegrazione di una meteora nell’atmosfera.
Nel presentare il filmato, SEN ha spiegato:
Per quella che crediamo essere la prima volta in assoluto, un’esplosione di meteorite nell’atmosfera terrestre è stata catturata in diretta dallo spazio. Il 10 novembre 2025, SEN ha filmato un bolide luminoso mentre sfrecciava nel cielo ed esplodeva sopra l’Oceano Pacifico settentrionale. Un bolide è un’enorme meteora che esplode a mezz’aria, creando un lampo luminoso e talvolta boati sonici. Questo accade quando la meteora viaggia a velocità incredibili, comprimendo e riscaldando l’aria davanti a sé, causandone la frammentazione. In rari casi, alcuni frammenti possono sopravvivere fino al suolo come meteoriti”.
Secondo il Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) della NASA, la combinazione di velocità estreme, compressione dell’aria e riscaldamento intenso porta alla rapida disintegrazione del corpo roccioso, producendo il breve ma intenso bagliore osservato anche nel video ripreso dalla ISS.
I commenti allo streaming di SEN sull’esplosione del bolide
La pubblicazione del video ha suscitato numerose reazioni online, in particolare su Reddit, dove appassionati di spazio e astronomia hanno commentato la rarità e l’aspetto visivo del bolide ripreso in diretta dallo spazio.
Alcuni utenti hanno sottolineato il colore insolito dell’esplosione. “ I pochi [bolidi] che ho che ho avuto la fortuna di vedere di persona erano tutti verdi. Questo viola è impressionante. Dev’essere stato uno spettacolo” ha scritto uno di loro. Altri hanno raccontato la propria esperienza di osservazione, inizialmente confusa con quella di un velivolo. “Ricordo di averlo visto, pensando che fosse un aereo o un elicottero. Poi è diventato un po’ più luminoso e… è scomparso”.
Nel loro insieme, questi interventi mettono in evidenza quanto eventi di questo tipo, pur relativamente comuni su scala planetaria, siano raramente osservabili in tempo reale, soprattutto da una prospettiva orbitale come quella della Stazione Spaziale Internazionale.