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Le stelle cadenti illuminano il cielo nella notte di San Lorenzo: quando e dove vedere le Perseidi

Nella notte tra 12 e 13 agosto potremo ammirare nel cielo il picco massimo delle Perseidi, le Lacrime di San Lorenzo. Come e dove ammirare le stelle cadenti.
A cura di Andrea Centini
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Le Perseidi fotografate dall'astrofisico Gianluca Masi il 12 agosto del 2018. Credit: Gianluca Masi / Virtual Telescope Project
Le Perseidi fotografate dall'astrofisico Gianluca Masi il 12 agosto del 2018. Credit: Gianluca Masi / Virtual Telescope Project

Le Perseidi, conosciute comunemente col nome di Lacrime di San Lorenzo, sono le stelle cadenti più spettacolari dell'anno e ogni agosto spingono moltissime persone a volgere lo sguardo al cielo, alla ricerca delle brillanti e suggestive scie luminose. Il picco massimo dello sciame meteorico, che si verifica tipicamente tra l'11 e il 13 del mese, può infatti regalare uno ZHR (tasso orario zenitale) di oltre cento meteore ogni ora, un fenomeno ulteriormente impreziosito dai colori e dalla velocità delle fiammate. Nel 2022, purtroppo, l'evento – che raggiungerà il suo culmine nella notte tra il 12 e il 13 – sarà fortemente disturbato dalla presenza della Luna, che raggiungerà la fase di plenilunio alle 03:36 di venerdì 12, come indicato dall'Unione Astrofili Italiani (UAI). Nonostante l'ingombrante presenza della compagna della Terra sarà comunque possibile ammirare le Perseidi seguendo i consigli degli esperti. Ecco cosa c'è da sapere per non perdersi il suggestivo spettacolo astronomico.

Perseidi. Credit: NASA
Perseidi. Credit: NASA

Quando vedere le Perseidi per la notte di San Lorenzo

Anche se San Lorenzo cade il 10 agosto, come specificato il picco massimo delle sue "lacrime" quest'anno è atteso tra venerdì 12 e sabato 13 agosto. Nella notte del picco il momento migliore per puntare il naso all'insù sarà dopo la mezzanotte del 13, in particolar modo durante le primissime ore del mattino, prima che albeggi. Tenendo presente il disturbo della Luna Piena e il fatto che le Perseidi sono comunque visibili in un ampio intervallo temporale, tra metà luglio e la fine di agosto circa, come spiegato in un comunicato stampa dall'astrofisico Gianluca Masi del Virtual Telescope Project (VTP) quest'anno possiamo “giocare un po' d'anticipo” rispetto al picco massimo, puntando alle notti tra l'8 e il 9 e tra il 9 e il 10 agosto, proprio in occasione della vera notte di San Lorenzo. “In quelle date, una volta tramontata la Luna, la parte finale della notte – fino all’alba – offrirà per almeno un’ora le condizioni di visibilità migliori, anche per ragioni astronomiche”, ha spiegato lo scienziato. “Tecnicamente, infatti, si può osservare a qualsiasi ora, ricordando però che nella seconda parte della notte si assiste ad un sensibile aumento dell’attività meteorica, poiché all’alba l’osservatore è sulla parte della Terra che avanza lungo la propria orbita verso le polveri cometarie, dunque è come se vedesse dal “parabrezza”, anziché dal “lunotto” posteriore del nostro pianeta. Questa condizione, unitamente al tramonto della Luna, garantisce perciò dei buoni risultati”, ha aggiunto l'esperto. Insomma, anche se il picco massimo delle Lacrime di San Lorenzo sarà disturbato dalla luminosità del plenilunio, avremo comunque l'opportunità di goderci le spettacolari scie nel firmamento. Non servirà alcuno strumento: le meteore possono infatti essere ammirate a occhio nudo. Per chi non potrà osservarle dal vivo, il Virtual Telescope Project trasmetterà una diretta streaming sul suo sito ufficiale a partire dalle 03:00 del 10 agosto.

Il radiante delle Perseidi. Credit: Stellarium
Il radiante delle Perseidi. Credit: Stellarium

Dove vedere le stelle cadenti la notte di San Lorenzo

Ora che sappiamo quando vedere le stelle cadenti, dove vanno cercate nel cielo? Un indizio significativo per gli sciami meteorici risiede nel nome, che è legato a quello del radiante, ovvero la porzione di cielo da cui sembrano originare le meteore. Nel caso delle Perseidi si tratta della costellazione di Perseo, che in questi giorni è visibile nel cielo nordorientale nella seconda parte della notte. Poiché comunque le scie luminose attraversano un ampio tratto della volta celeste non serve focalizzarsi su un punto specifico del cielo; in questo caso basta controllare tutto l'orizzonte orientale o, come spiegato dal dottor Masi, “sdraiarsi a terra e guadare così verso lo zenit, ovvero il centro del cielo”.

Il numero di stelle cadenti visibili nel firmamento non è costante, ma varia sulla base di molteplici fattori, locali e astronomici: fra essi ci sono sicuramente i livelli di inquinamento luminoso del luogo di cui si osserva – più è buio e meglio è, naturalmente -; la già citata invadenza della Luna; e la quantità di detriti e polveri della cometa Swift-Tuttle intercettate dall'atmosfera terrestre, da cui originano le Perseidi. La cometa ha un periodo di 133 anni e ad ogni nuovo passaggio rimpingua la scia di frammenti lungo la sua orbita, aumentando così la concentrazione delle stelle cadenti. L'ultimo passaggio è avvenuto nel 1992.

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