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Le foto della passera scopaiola, un timido ed elusivo uccello: perché si chiama così

Sebbene piuttosto diffusa in Italia, con una stima di 100.000-200.000 coppie nidificanti, non è semplice incontrare la passera scopaiola, un uccello piuttosto schivo ed elusivo. Ecco il significato del nome curioso di questo uccello.
A cura di Andrea Centini
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Passera scopaiola (Prunella modularis). Credit: Andrea Centini
Passera scopaiola (Prunella modularis). Credit: Andrea Centini

Tra le numerose specie di piccoli passeriformi che vivono in Italia ce n'è una chiamata in un modo assai curioso: la passera scopaiola (Prunella modularis). Il suo nome comune, come spiegato dalla Lipu, è legato all'abitudine di nidificare nei pressi di arbusteti appartenenti alla famiglia delle Ericacee, in particolar modo di Erica scoparia, una pianta sempreverde diffusa in diversi Paesi affacciati sul Mar Mediterraneo, Italia compresa. L'epiteto “scoparia” deriva dal fatto che sin dall'antichità i suoi rametti lunghi, flessibili e resistenti vengono utilizzati per creare scope, ramazze e le famose “granate” della Toscana; si ottengono congiungendo molti rami (in genere giovani, non troppo lignei e lunghi tra i 60 centimetri e 1 metro) con una tecnica tradizionale, ancora oggi utilizzata lungo l'Appenino. Proprio da questa antica tradizione prendono il nome sia la pianta che l'uccellino che nidifica nei suoi pressi. In inglese la passera scopaiola è comunemente conosciuta come passero delle siepi (hedge sparrow), un nome da molti considerato più appropriato e legato al suo comportamento elusivo.

Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini
Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini

Questo uccello, pur essendo ampiamente diffuso nelle zone alpine, prealpine e appenniniche italiane, dove frequenta anche parchi e giardini privati, non è così semplice da avvistare, a causa del carattere particolarmente timido e schivo. Anche se tende a cantare dalle cime delle conifere alla stregua degli abeti rossi, come spiegato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, molto spesso si nasconde tra gli arbusti, nei quali si lancia al minimo accenno di pericolo o segnale di disturbo. Il piumaggio criptico, che ricorda in parte quello del passero domestico (Passer domesticus) e della passera d’Italia (Passer italiae), può inoltre confondere gli osservatori poco attenti e non molto esperti di birdwatching, che potrebbero credere di aver visto il “solito” passerotto.

Invece siamo innanzi a un rappresentante della famiglia dei prunellidi (Prunellidae), uccelli noti per la costruzione di un nido a coppa – a livello del suolo o molto basso – dove depongono le uova, in genere da 4 a 6. Quelle della passera scopaiola sono di colore verde e azzurro e vengono covate per un paio di settimane, come specificato dalla Lipu.

Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini
Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini

Il piumaggio non presenta differenze significative tra maschi e femmine. Come indicato, esso risulta piuttosto criptico, con colore di fondo marrone e striature di nero lungo il dorso e i fianchi. Il ventre è chiaro mentre sulla testa e sul petto sono macchiati di grigio-azzurro. Le “guance” richiamano il dorso, essendo marroni con deboli strie. I giovani risultano molto più striati degli adulti. Gli occhi sono ambrati e presentano un'ampia pupilla nera, il è becco corto e sottile – come quello di un silvide – spiega la guida degli uccelli – mentre le zampe sono rosate. Le dimensioni sono quelle di un piccolo passeriforme, con una lunghezza di circa 14 centimetri.

Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini
Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini

La specie, fortunatamente, presenta uno stato di conservazione favorevole in Italia, dove si contano fino a 200.000 coppie nidificanti. Per l'Europa si parla di circa 12 milioni di coppie, sebbene la classificazione sia “prossima alla minaccia” (codice NT) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Tra le regioni italiane in cui la specie è più abbondante figurano il Piemonte e la Valle d'Aosta, con un massimo di 30.000 coppie stimate, seguite dalla Lombardia con poco più di 15.000. Scendendo verso il centro i numeri calano sensibilmente.

Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini
Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini

La specie nel nostro Paese è sia stanziale e nidificante che migratrice, con esemplari svernanti che giungono da varie parti dell'Est e del Nord Europa, in particolar modo dai Paesi affacciati sul Mar Baltico come la Finlandia. Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare la passera scopaiola più volte soprattutto in Umbria, dove sono state scattate tutte le fotografie che trovate nell'articolo; nel Lazio gli incontri sono stati pochi e di brevissima durata, dato che gli esemplari avvistati sono fuggiti rapidamente. Come abbiamo raccontato, si tratta infatti di una specie molto sensibile alle potenziali minacce.

Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini
Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini

Per chi non lo ricordasse, il personaggio Silvietta della serie a fumetti Lupo Alberto è proprio una passera scopaiola, il cui nome ambiguo – e spesso vittima di doppi sensi – è stato sfruttato per generare situazioni grottesche nelle avventure della Fattoria MacKenzie, in particolar modo con il coinvolgimento del “seduttore” Enrico La Talpa. Ad alimentare gli equivoci sul web, il fatto che Prunella modularis è una delle poche specie di passeriformi a essere definita poliandrica, dove le femmine si accoppiano con più maschi durante la stagione riproduttiva (invece che perseguire la monogamia). Ma come indicato, il nome un po' infelice scelto dagli ornitologi si riferisce al fatto che la specie nidifica nei pressi di Erica scoparia, la pianta più utilizzata per la realizzazione di scope e ramazze.

Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini
Passera scopaiola. Credit: Andrea Centini
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