Le foto del pendolino, l’uccello ‘mascherato’ che sembra un folletto con la barba: dove vederlo in Italia

Passeggiando nelle zone umide e ricche di vegetazione ripariale, ovvero quella che cresce lungo rive e corsi d'acqua come i canneti, se si è sufficientemente fortunati è possibile incontrare il pendolino (Remiz pendulinus), un piccolo e bellissimo uccello passeriforme. La sua caratteristica distintiva è una mascherina nera sugli occhi, simile a quella dell'averla minore, con cui condivide anche altre caratteristiche tonali del piumaggio. La testa è grigia chiaro e il dorso è rosso ruggine (nel maschio adulto), mentre nella femmine la schiena mostra colori più spenti e bruniti. Petto e ventre sono debolmente aranciati su fondo grigio, con macchie rossicce evidenti nel maschio, mentre le ali presentano dettagli scuri. Se visto frontalmente, con il piumaggio gonfio per proteggersi dal freddo, il pendolino presenta un aspetto assai curioso, simile a quello di un folletto con una folta e lunga barba. Lo mostra bene la fotografia che trovate in testa all'articolo, che abbiamo scattato a un esemplare tempo fa, durante un'escursione presso il Monumento naturale Palude di Torre Flavia tra Ladispoli e Cerveteri, in provincia di Roma. È considerata una delle zone umide più belle del Lazio (e non solo) dover poter fare birdwatching e fotografia naturalistica. Qui, fra le altre specie, nidifica anche il minacciato fratino.

Sebbene questo grazioso uccellino sia capace di appendersi a testa in giù, come spiegato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, il suo nome comune non è legato a questa capacità di “penzolare”, bensì al suo spettacolare nido. Esso, infatti, viene appeso agli apici di piccoli rami pendenti – come quelli di un salice – trasformandosi in un vero e proprio pendolo naturale, quando sollecitato dagli agenti atmosferici. Si tratta di uno dei nidi più complessi per un uccello passeriforme europeo, tanto che alcuni ornitologi lo accomunano alle spettacolari strutture messe a punto dagli uccelli tessitori tropicali. Il nido dall'aspetto lanoso presenta una forma ovoidale a fiasco, talvolta simile a un limone allungato, con l'ingresso posizionato in alto. È composto da varie fibre e lanugini vegetali, fra le quali spiccano la tifa e i pappi, le appendici piumose di alcuni semi. A volte vengono usate anche ragnatele, che accentuano elasticità e resistenza.

Il maschio, dopo aver scelto il luogo adatto per la costruzione, inizia a gettare le fondamenta di più nidi e a richiamare le femmine; se qualcuna “approva”, completano l'opera assieme. Possono volerci anche fino a tre settimane per la realizzazione di un nido così sofisticato. È interessante notare che il pendolino è una specie poligama e che, “a causa della sua aberrante biologia riproduttiva”, come spiegato dallo Svensson, questo uccello è stato inserito in una famiglia specifica, quella dei Remizidi (Remizidae). Spesso viene accorpato alle cince insieme a codibugnoli e basettini, sebbene non siano stretti parenti.

Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare alcuni esemplari di pendolino durante le nostre escursioni di fotografia naturalistica nelle zone umide, ma non parliamo di una specie che possiamo definire “comune”. Come spiegato dalla Lipu, del resto, il pendolino nel nostro Paese ha uno stato di conservazione definito cattivo. “Mostra segni di forte declino, soprattutto in Italia settentrionale e centrale, così come in altri Paesi europei (Francia, Germania, Svizzera), a seguito di una fase di forte incremento dell’areale verificatasi tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso”, evidenzia l'associazione ambientalista. La popolazione italiana si attesta tra le 7.000 e le 11.000 coppie nidificanti. A livello di specie, fortunatamente, il pendolino sembra godere di una salute migliore, sebbene sia classificato come “prossimo alla minaccia” (codice LC, Least Concern), nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Ma c'è un dato positivo: la popolazione globale è in crescita con una stima di 1,4 milioni di esemplari adulti, secondo l'ultimo monitoraggio.

In Italia il pendolino è “migratore regolare, svernante e nidificante”, spiega la Lipu, ma non è presente in tutto lo Stivale. È infatti assente dalla Sardegna, dalle isole minori e dai principali rilievi montuosi. La specie predilige le zone di pianura e affacciate sul mare, non a caso “risulta più diffuso lungo la costa tirrenica tra Toscana e Lazio e nella Pianura Padana centro-orientale”.