video suggerito
video suggerito

Lattine nei supermercati vietate? Bassetti sul bisfenolo A: “Possibili rischi di tumore e infertilità”

Dopo il divieto del’UE sul bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti, dalle lattine di tonno ai legumi in scatola, le parole dell’infettivologo Matteo Bassetti sollevano nuovi interrogativi sulla sicurezza dei prodotti ancora in vendita.
A cura di Valeria Aiello
0 CONDIVISIONI
Dal 2025 l’Unione Europea ha vietato il bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti e nei rivestimenti delle lattine, con una fase di transizione fino al 2028.
Dal 2025 l’Unione Europea ha vietato il bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti e nei rivestimenti delle lattine, con una fase di transizione fino al 2028.

Dal 20 gennaio 2025 l’Unione Europea ha vietato il bisfenolo A (BPA) nei materiali a contatto con gli alimenti, una sostanza utilizzata anche nei rivestimenti interni di molte lattine, dalle scatolette di tonno a quelle di legumi in scatola. La norma ha introdotto restrizioni precise, con un periodo di transizione che consente ancora la vendita di alcuni prodotti fino al 2028.

A riportare l’attenzione sui cibi in lattina è stato il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, che ha parlato di “possibili rischi di tumore e infertilità” legati all’esposizione al bisfenolo A. Un’affermazione che va letta nel contesto scientifico corretto: il tema non è il consumo occasionale di una lattina, ma l’esposizione ripetuta nel tempo a una sostanza classificata come interferente endocrino.

Ma cosa significa davvero tutto questo per i consumatori? I cibi in lattina fanno male? E quali prodotti sono interessati dal divieto? Per rispondere è necessario capire cos’è il bisfenolo A, perché è stato vietato e cosa cambia concretamente nei supermercati e nei negozi di alimentari nel 2026.

Cosa ha detto davvero Bassetti e perché il bisfenolo A nelle lattine è vietato

Il Bisfenolo A (BPA) è un composto chimico utilizzato dagli anni Sessanta nella produzione di plastiche rigide e policarbonato, che è stato ampiamente impiegato in molti oggetti di uso quotidiano: dalle bottiglie riutilizzabili ai contenitori per alimenti, fino alle resine epossidiche che rivestono l’interno delle lattine, ma anche in dispositivi medici, componenti elettronici e perfino nella carta termica degli scontrini.

La caratteristica per cui il BPA è stato oggetto di attenzione scientifica è la sua capacità di agire come interferente endocrino, cioè una sostanza che può alterare il sistema ormonale imitando gli effetti di alcuni ormoni naturali. “Fa quindi sembrare che ci siano degli ormoni nel nostro corpo e può dare problemi alla fertilità, alla pubertà precoce, ma anche essere associato a obesità, diabete e ad alcuni tumori ormono-dipendenti” spiega il professor Bassetti.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) include infatti il BPA tra le sostanze endocrine-attive oggetto di monitoraggio per i possibili effetti biologici a lungo termine.

Numerose ricerche scientifiche, comprese revisioni di letteratura su modelli animali e studi epidemiologici sull’uomo, hanno analizzato l’impatto di un’esposizione prolungata al BPA sulla funzione riproduttiva e su altri meccanismi regolati dagli ormoni. In ambito sperimentale sono state osservate alterazioni nella regolazione degli ormoni sessuali e nello sviluppo, elementi che hanno alimentato il dibattito sui possibili effetti a lungo termine. Altri studi osservazionali hanno esplorato possibili associazioni con parametri della fertilità umana, pur senza dimostrare un nesso causale diretto.

La svolta normativa è arrivata nel 2023, quando l’EFSA ha pubblicato una nuova rivalutazione scientifica riducendo drasticamente la dose giornaliera tollerabile (TDI) di bisfenolo A. La soglia è stata abbassata da 4 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno a 0,2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, un valore migliaia di volte inferiore rispetto al precedente limite.

Secondo l’Autorità, alla luce di questa nuova TDI, l’esposizione alimentare della popolazione europea avrebbe potuto superare la soglia di sicurezza. È su questa valutazione scientifica che l’Unione Europea ha adottato il Regolamento (UE) 2024/3190, vietando l’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti.

Cosa prevede la norma UE e cosa cambia per i consumatori

Dopo l’entrata in vigore del Regolamento 2024/3190, la Commissione Europea ha pubblicato il 17 dicembre 2025 una “Nota di orientamento sull’attuazione della norma (C/2025/6721)”. Il documento, disponibile sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, chiarisce cosa è già vietato e cosa può ancora essere venduto durante la fase transitoria.

Le linee guida precisano in particolare l’ambito di applicazione del divieto.

L’uso del bisfenolo A è vietato nei materiali a contatto con alimenti, come plastica, rivestimenti, inchiostri e adesivi. Tuttavia, non tutti i prodotti spariscono immediatamente dal mercato: il regolamento prevede periodi di transizione.

  • I materiali monouso destinati al contatto con gli alimenti possono essere commercializzati fino al 20 luglio 2026, con alcune eccezioni – come gli imballaggi per frutta e verdura – estese fino al 20 gennaio 2028.
  • Gli articoli riutilizzabili destinati al contatto con gli alimenti, come bottiglie per bevande e utensili da cucina, possono essere venduti fino al 20 luglio 2027, con deroghe fino a gennaio 2029 per alcune attrezzature professionali.

Dopo questi termini, i prodotti già immessi sul mercato potranno essere venduti fino a esaurimento scorte, ma non potranno essere nuovamente immessi sul mercato.

Per i consumatori questo significa che la presenza di lattine sugli scaffali nel 2026 non equivale automaticamente a un’irregolarità. Si tratta di una fase di adeguamento progressivo prevista dalla norma.

In ogni caso, chi desidera ridurre ulteriormente l’esposizione può adottare scelte prudenziali: preferire contenitori in vetro o acciaio, evitare il riscaldamento di alimenti in materiali plastici e variare le fonti alimentari.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views