L’Arabia Saudita ridimensiona The Line: l’ambiziosa città lineare cambia forma

L’Arabia Saudita è pronta a ridimensionare The Line, l’ambiziosa città lineare concepita come uno degli esperimenti urbanistici più ambiziosi mai annunciati. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la futuristica città lineare immaginata per ospitare milioni di persone nel nord-ovest dell’Arabia Saudita non verrà più realizzata nella forma originariamente prevista, ma sarà profondamente ripensata.
The Line, presentata nel 2021 come una città lunga 170 chilometri, priva di auto e alimentata esclusivamente da energie rinnovabili, rappresentava il cuore narrativo e politico di Neom, nell’ambito di un megaprogetto Vision 2030 lanciato nel 2017 dal principe ereditario Mohammed bin Salman.
The Line: da città del futuro allo sviluppo limitato
The Line non sarà più concepita come una grande città residenziale continua, ma come uno sviluppo molto più limitato, costruito solo in parte e basato sulle infrastrutture già realizzate. Come appreso dalle fonti citate dal quotidiano finanziario, l’idea di un insediamento urbano in grado di accogliere milioni di abitanti è stato accantonato, lasciando spazio a un progetto più tradizionale, con funzioni ridotte e obiettivi meno ambiziosi.
Il ridimensionamento segna una svolta significativa rispetto alla narrazione iniziale, che presentava The Line come un modello urbano replicabile a livello globale e come simbolo della trasformazione economica e tecnologica del regno.
Perché l’Arabia Saudita ridimensiona The Line
Alla base della revisione del progetto ci sono ritardi, sforamenti di budget e crescenti dubbi sulla sostenibilità finanziaria. Dopo anni di investimenti massicci, il contesto economico è cambiato: i prezzi del petrolio non garantiscono più la stessa abbondanza di risorse, mentre Riyadh deve far fronte a spese molto elevate per altri obiettivi strategici, come Expo 2030 e i Mondiali di calcio del 2034.
In questo scenario, il governo saudita sembra aver scelto di concentrare le risorse su progetti considerati più realistici e con ritorni economici più prevedibili, riducendo l’esposizione verso iniziative ad alto rischio e forte valenza simbolica.
Il ripensamento non riguarda solo The Line. Anche altri elementi del megaprogetto Vision 2030 stanno subendo una revisione, a partire da Trojena, la futuristica stazione sciistica nel deserto, che non ospiterà più i Giochi Asiatici Invernali del 2029. Una decisione che conferma l’abbandono delle componenti più spettacolari e meno sostenibili del progetto.
Nel complesso, Neom non viene cancellato, ma trasformato: da visione totale di una nuova città del futuro a insieme di sviluppi più frammentati e mirati, con un peso maggiore assegnato alla fattibilità economica rispetto all’impatto simbolico.