Covid 19
17 Dicembre 2021
13:04

La variante Omicron si moltiplica 70 volte più velocemente di Delta ma l’infezione è meno grave

Lo indicano i primi dati su come la nuova variante del coronavirus si comporta nelle vie respiratorie.
A cura di Valeria Aiello
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Covid 19

La nuova variante Omicron (B.1.1.529) del coronavirus Sars-Cov-2 infetta e si moltiplica 70 volte più velocemente di Delta nei bronchi umani ma l’infezione a carico dei polmoni è significativamente inferiore a quella provocata dal virus originario.

Lo indicano i dati di uno studio preliminare condotto dai ricercatori della Facoltà di Medicina Li Ka Shing dell’Università di Hong Kong che hanno analizzato come la nuova variante, designata variant of concern (VOC) dall’Organizzazione Mondiale di Sanità, si comporta nelle vie respiratorie umane. I risultati della ricerca, attualmente in fase di revisione paritaria, sono stati anticipati in una nota rilasciata dall’Università di Hong Kong.

Per l’analisi, il team di ricerca, guidato dal noto virologo Michael Chan, ha utilizzato colture ex vivo di cellule delle vie respiratore umane che sono state infettate in laboratorio con la variante Omicron di Sars-Cov-2. Questo modello sperimentale è stato utilizzato per confrontare l’infezione provocata dal virus originario e dalla variante Delta attualmente dominante.

Quantità media di virus in coltura tissutale per millilitro di campione (TCID50/ml) misurata in cellule di bronchi e polmoni a 24 e 48 ore dall’infezione con il Sars–Cov–2 originario (verde), la variante Delta (arancio) e Omicron (blu) / Università di Hong Kong.
Quantità media di virus in coltura tissutale per millilitro di campione (TCID50/ml) misurata in cellule di bronchi e polmoni a 24 e 48 ore dall’infezione con il Sars–Cov–2 originario (verde), la variante Delta (arancio) e Omicron (blu) / Università di Hong Kong.

Le osservazioni a distanza di 24 ore dall’infezione hanno mostrato che la variante Omicron si è replicata circa 70 volte in più rispetto alla variante Delta e al virus originario nei tessuti bronchiali, il che potrebbe spiegare perché Omicron sia più trasmissibile rispetto alle varianti precedenti. Al contrario, la variante Omicron si è replicata 10 volte in meno del virus originario nei tessuti polmonari, suggerendo che questa minore efficienza possa essere un indicatore di una minore gravità della malattia.

Lo stesso Chan ha tuttavia sottolineato che “la gravità della malattia nell’uomo è determinata non solo dalla moltiplicazione del virus, ma anche dalla risposta immunitaria scatenata dall’infezione, che può portare a una disregolazione del sistema immunitario innato, come ad esempio alla tempesta di citochine”.

Chan ha anche affermato che “infettando molte più persone, un virus altamente infettivo può causare più casi di Covid gravi e fatali, anche se il virus stesso può essere meno patogeno”. Pertanto, in considerazione anche dei risultati dei recenti studi che hanno dimostrato che la variante Omicron può parzialmente sfuggire all’immunità indotta dai vaccini e dalle precedenti infezioni naturali, i ricercatori ritengono che sia “probabile che la minaccia complessiva di Omicron sia molto significativa”.

31032 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni