La stazione spaziale passa davanti al Sole durante un brillamento: lo scatto mozzafiato dell’astrofotografo

Un astrofotografo professionista ha scattato un'immagine straordinaria della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) mentre transita innanzi al Sole, nell'esatto momento in cui si verifica una violenta eruzione solare o brillamento. Il magnifico scatto è stato ottenuto da Andrew McCarthy, uno dei più talentuosi astrofotografi al mondo, come dimostrano le incredibili opere che pubblica puntualmente sui suoi profili social. Tra i soggetti preferiti da McCarthy ci sono proprio i più grandi protagonisti della volta celeste, la Luna e il Sole. Nell'agosto 2022, ad esempio, fece il giro del mondo la magnifica fotografia della cosiddetta “Mineral Moon” per omaggiare il programma Artemis della NASA, un'immagine ottenuta assieme al collega Connor Matherne unendo ben 250.000 singoli scatti. Meravigliosa anche la sua gigantesca protuberanza di plasma scagliata dal Sole – lunga ben 1,6 milioni di chilometri – e associata a un'espulsione di massa coronale (CME), un fenomeno strettamente associato alle tempeste geomagnetiche sulla Terra.
Ma torniamo al passaggio della ISS innanzi al disco solare durante il brillamento. McCarthy, che vive in Arizona, negli Stati Uniti, ha scattato l'astrofotografia – in chiaro odore di APOD – nei giorni scorsi nel cuore dell'arido deserto di Sonora, tra i più caldi del Nord America. Proprio le condizioni proibitive del deserto hanno richiesto all'esperto molteplici accorgimenti per far funzionare i suoi telescopi solari, come ad esempio borse di ghiaccio e refrigeratori vari. Le alte temperature sono infatti cattivissime nemiche dei sensori CCD delle astrocamere e dei dispositivi elettronici in generale, per questo se si vuole operare in condizioni al limite è necessario essere creativi. L'astrofotografo ha piazzato diversi telescopi per ottenere molteplici immagini del Sole, che sono state unite anche a quelle dell'eclissi del 2024 per ottenere la cromosfera scura. Come ben sanno gli appassionati, del resto, la post produzione gioca un ruolo fondamentale nell'affascinante pratica astrofotografica.
A rendere particolarmente bello e suggestivo il nuovo scatto di McCarthy non vi è solo la perfetta definizione della ISS, che è lunga circa 73 metri, larga oltre 100 e alta 20 (per una massa totale che arriva a circa 420.000 chilogrammi), ma anche il passaggio a ridosso di un violento brillamento, un'eruzione dalla fotosfera – la superficie visibile della stella – nella quale vengono liberate enormi quantità di energia, paragonabili per potenza all'esplosione simultanea di centinaia di migliaia o milioni di bombe atomiche. Questi fenomeni, strettamente associati alle macchie solari, possono innescare le espulsioni di massa coronale, che a loro volta scagliano nello spazio giganteschi flussi di plasma e campi magnetici, il vento solare. Quando è diretto verso il pianeta, se sufficientemente rapido e intenso è in grado di scatenare aurore polari e tempeste geomagnetiche.
Le eruzioni solari liberano grandi quantità di radiazioni che possono essere pericolose per gli astronauti. Chiaramente, anche se il brillamento e il laboratorio orbitante nell'immagine di McCarthy risultano vicini, si tratta solo di un gioco prospettico. La stazione spaziale orbita infatti a circa 400 chilometri di quota dalla Terra, mentre il Sole si trova alla distanza di poco più di 150 milioni di chilometri, quella che gli astronomi definiscono 1 Unità Astronomica (UA).
"Questi transiti solari sono incredibilmente difficili da catturare, soprattutto quando fa talmente caldo che i dispositivi elettronici smettono di funzionare. Per fortuna, non solo sono riuscito a scattare la foto, ma il brillamento solare al momento perfetto ha reso questo scatto un'occasione unica, che non avrei mai potuto pianificare a causa della natura fugace di questi brillamenti", ha spiegato su Instagram McCarthy, aggiungendo che quello ottenuto è uno dei suoi scatti preferiti "di tutti i tempi", proprio alla luce dell'imprevedibilità delle eruzioni solari.
L'esperto ha realizzato due versioni dell'astrofotografia; un crop con la ISS vicina al brillamento e una veduta d'insieme, nella quale si nota bene la turbolenta e granulosa superficie solare, i cui dettagli possono essere colti solo da strumenti e filtri specializzati. McCarthy ha deciso di chiamare la sua astrofotografia "Sogni di Kardashev", un omaggio all'astronomo russo Nikolai Kardashev recentemente scomparso, fautore dell'omonima scala Kardashev con la quale è possibile misurare il progresso tecnologico.