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La Russia ha lanciato una navetta di salvataggio per 3 astronauti a bordo della ISS

La Russia ha lanciato con successo la navetta Soyuz MS-23 verso la ISS. È la “scialuppa” di salvataggio per 3 astronauti, dopo il danno causato alla MS-22 da un meteoroide.
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A cura di Andrea Centini
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Credit: NASA / Roscomos
Credit: NASA / Roscomos

La Russia ha lanciato con successo la navetta di salvataggio per tre membri dell'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale: l'astronauta americano della NASA Frank Rubio e i due cosmonauti della ROSCOMOS (l'Agenzia spaziale russa) Sergey Prokopyev e Dmitry Petelin. Da oltre due mesi, infatti, a causa di un danno alla navetta MS-22 – colpita da un piccolo meteoroide il 14 dicembre – erano era senza una “scialuppa di salvataggio” sicura. In caso di evacuazione di emergenza dalla ISS, infatti, almeno i due russi sarebbero dovuti salire a bordo di un veicolo che ha subito una significativa perdita di liquido refrigerante, col rischio di temperature insopportabili durante il rientro. Proprio per questo è stato deciso di inviare una navetta in sostituzione, dopo un periodo di valutazione durato settimane.

La navetta Soyuz MS-23, partita senza equipaggio, ha effettuato con successo il lift-off alle 02:01 ora italiana di venerdì 24 febbraio dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, che è gestito dalla Russia. Il decollo è stato perfetto, come indicato dal portavoce della NASA Rob Navias che ha commentato il lancio sulla NASA TV in diretta streaming. “Un'ascesa da manuale in orbita per la Soyuz MS-23. Un viaggio perfetto in orbita per il veicolo che porterà a casa Frank Rubio, Sergey Prokopyev e Dmitry Petelin entro la fine dell'anno”, ha chiosato Navias. Se tutto andrà secondo i piani, la navetta dovrebbe attraccare alla stazione spaziale alle 02:01 di domenica 27 febbraio. È senza equipaggio, ma a bordo trasporta circa 430 chilogrammi di materiale e rifornimenti, oltre a un orsacchiotto di peluche utilizzato dagli ingegneri per monitorare la microgravità.

Nonostante la navetta spaziale di salvataggio, Sergey Prokopyev, Dmitry Petelin e Frank Rubio non torneranno sulla Terra a marzo, come avrebbero fatto con la MS-22. Non essendo arrivato un equipaggio a sostituirli, dovranno infatti restare almeno altri sei mesi a bordo del laboratorio orbitante. Secondo le anticipazioni, dovrebbero rientrare nel mese di settembre, ma non ci sono conferme ufficiali. La loro missione in principio era di soli 3 mesi, ma a causa del problema sarà portata almeno a 9.

Questo lungo periodo in orbita, molto probabilmente, verrà sfruttato dai medici per studiare le conseguenze della microgravità, in vista dei lunghi viaggi verso Marte che durano appunto diversi mesi. Sono noti gli effetti su massa ossea e muscolare – non a caso gli astronauti vengono sempre accompagnati a braccio e sulle carrozzine una volta a Terra – ma anche mutazioni associate a malattie cardiovascolari e cancro. Per i viaggi verso il Pianeta Rosso sono da valutare anche i rischi delle radiazioni cosmiche, potenzialmente letali.

Come specificato da Space.com, circa 24 ore dopo l'arrivo della MS-23 senza equipaggio, sulla Stazione Spaziale Internazionale attraccherà anche la Crew-Dragon 6 di SpaceX che porterà altri quattro astronauti a bordo.

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