La rabbia di Martina: “Mio figlio non riesce a comunicare da solo, è a scuola da 5 mesi senza assistente”

Non c'è diritto all'istruzione senza diritto alla comunicazione. Per questo motivo la legge in Italia riconosce agli alunni con disabilità che impediscono o limitano la loro possibilità di comunicare attraverso i canali tradizionali, quindi parlando o scrivendo, il diritto a ricevere assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale. Per aiutare le persone, non solo i bambini, con difficoltà verbali permanenti o temporanee, a comunicare è stata elaborata negli anni la Comunicazione aumentativa e alternativa (CAA).
Non si tratta di un singolo strumento, ma di un approccio che può avvalersi di dispostivi elettronici, figure, tecniche e pratiche, personalizzate in base alle esigenze individuali, che incrementano o rendono possibile la comunicazione. Nello specifico, per i bambini, la comunicazione aumentativa è indispensabile anche per l'apprendimento, oltre che per le relazioni con gli altri.
Ecco perché è fondamentale la presenza a scuola dell'assiste CAA, una figura di supporto che spetta di diritto agli alunni che ne hanno bisogno e li affianca nello svolgimento della vita scolastica. Senza questa figura, comunicare, e quindi imparare, diventa praticamente impossibile. Lo ha vissuto in prima persona Martina, una mamma di Roma, che negli ultimi due anni ha visto suo figlio, un bambino di sei anni con disabilità grave, privato per diversi mesi di questa figura a causa di una lunga serie di ritardi. A Fanpage.it ha raccontato la sua storia.
La storia di Martina
Martina vive in un quartiere di Roma, nel Municipio II. Suo figlio ha sei anni, frequenta la scuola materna in un istituto privato e ha bisogno della comunicazione aumentativa per interagire con gli altri e per partecipare all'attività didattica. Negli ultimi due anni però questo diritto è stato ostacolato da più di un ritardo. "Già l’anno scorso ci sono stati diversi problemi", racconta Martina. "Per prima cosa il servizio è partito in ritardo rispetto all'inizio dell'anno scolastico, a fine novembre. Inoltre il monte ore con l'assistente assegnato a mio figlio è stato fortemente diminuito, quasi dimezzato rispetto agli anni precedenti. Siamo passati da dieci a quattro ore settimanali. Quest'anno invece il servizio non è nemmeno ancora partito. Se tutto va bene partirà la prossima settimana".
Come funziona l'assegnazione del servizio
Fino a qualche anno fa nel Lazio l'assistenza per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) era di competenza regionale, ma da poco la Regione ha trasferito ai Comuni il compito di erogare il servizio. La Giunta capitolina ha stabilito che il servizio sia gestito in collaborazione tra il Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione professionale e i 15 Municipi capitolini. Questo "è rivolto – spiega il sito del Comune di Roma – ai minori con disabilità e difficoltà nella comprensione e produzione del linguaggio che frequentano le strutture educative (a gestione diretta e indiretta), le scuole dell’infanzia (capitoline, statali e paritarie) e le scuole primarie e secondarie di primo grado, statali e paritarie, di Roma".
È quindi il Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione Professionale del Comune di Roma a comunicare a vari municipi i fondi assegnati che vengono poi ripartiti tra gli alunni aventi diritto. Dopo questo passaggio dovrebbe quindi attivarsi l'iter per assegnare gli assistenti ai bambini nelle diverse scuole. Tuttavia, per ben due anni, Martina ha dovuto fare i conti con un lungo ritardo nell'effettiva assegnazione di questa figura. Quest'anno nello specifico il ritardo si è prolungato per mesi.
"Il provvedimento di assegnazione del budget per mio figlio è arrivato a ottobre 2025. Questo significa che i soldi per il suo assistente c’erano, anche se le ore sono state ulteriormente ridotte, ma l'assistente non è mai arrivato. Eppure, adesso siamo a febbraio, la scuola è praticamente finita e mio figlio per tutto questo tempo non ha avuto il giusto supporto di cui ha diritto". Dai documenti che ci ha mostrato Martina nel Municipio II sono 64 gli alunni (compreso suo figlio) che sono risultati idonei a ricevere il servizio, ma che sono rimasti senza assistente almeno fino al 23 dicembre, data in cui il Comune ha inviato alle scuole il contratto sottoscritto con le cooperative che forniscono queste figure.
Perché è una figura indispensabile
"Per me è davvero grave che mio figlio, come tanti altri bambini del municipio, sia stato ed è tuttora senza questa figura per lui indispensabile. L’anno scorso, quando ho visto che il servizio non partiva, ho anche pagato personalmente un operatore rivolgendomi direttamente alla cooperativa. Ma non ho potuto fare la stessa cosa anche quest’anno perché i costi sono davvero insostenibili. Per ogni operatore sono circa 25 euro l’ora. Sono arrivata a spendere anche 800 euro a mese. Per qualche mese ho potuto sostenere la spesa, anche se a fatica ma poi ho dovuto rinunciarci", ci racconta Martina.
Le tecniche o i servizi che possono essere utilizzati per facilitare la comunicazione "non riescono – spiega la neuropsichiatra Aurelia Rivarola – a sviluppare un’effettiva interazione comunicativa se non vengono inserite in un preciso progetto di CAA". Ecco perché è necessaria la presenza di una figura formata per aiutare la persona o il bambino a utilizzare questo approccio, facendo da intermediario tra lui e la classe.
Martina racconta l'esempio di un'attività in classe: "Per mio figlio affetto da un grave disturbo del linguaggio la comunicazione aumentativa è fondamentale per sostenere lo sviluppo comunicativo, linguistico, cognitivo e comportamentale nell’ambiente scolastico. Ha bisogno che le attività scolastiche gli vengano spiegate con il supporto della CAA. Ad esempio se l’insegnante legge una favola in classe, con la CAA può seguire anche lui, altrimenti no".
I rischi, nel caso in cui questo tipo di assistenza manchi, non riguardano soltanto l'apprendimento ma anche la vita sociale e relazionale dell'alunno. "Ma soprattutto – aggiunge Martina – ha bisogno dell’assistente per utilizzare il comunicatore. È un dispositivo che ci ha fornito l’ASL e che gli permette di comunicare con gli altri bambini, ma senza una persona competente che lo supporti nell’utilizzo, non può utilizzare lo strumento nell’ambiente scolastico. Tutto questo è fondamentale non solo per partecipare all’attività didattica, ma anche per promuovere l’integrazione in classe, altrimenti il bambino rischia di rimanere isolato".
Per tutte queste ragioni Martina, nel corso degli ultimi mesi ha più volte lamentato il problema al Municipio II, in cerca di risposte. Una delle ultime risposte annunciava l'attivazione del servizio a dicembre ma a gennaio dell'assistente a scuola ancora nessuna traccia.
La replica del Municipio II
Fanpage.it ha contatto il Municipio II per chiedere le ragioni di questo ritardo nell'assegnazione dell'assistente CAA. "Il 23 dicembre l'ufficio del municipio che si occupa di attivare il servizio CAA ha trasmesso ufficialmente a tutti gli istituti scolastici l'accordo sottoscritto con le cooperative per l'avvio del servizio di Comunicazione aumentativa alternativa CAA. Questo significa che tutte le scuole avrebbero dovuto attivarlo a partire dal 7 gennaio", ha spiegato la presidente del Municipio II Francesca Del Bello.
Per quanto riguarda le ragioni dietro il ritardo nella firma del contratto con le cooperative siglato solo a fine dicembre, il municipio ha spiegato che "eroga il servizio con i fondi regionali, ovvero la Regione attraverso il bilancio li stanzia al Comune e la ragioneria del Comune li distribuisce ai municipi. A quel punto il singolo municipio fa la determina di impegno fondi e la invia di nuovo alla ragioneria per ricevere l'ok. È chiaro che in tutti questi questi passaggi passano i mesi. Noi abbiamo potuto firmare il contratto con le cooperative solo a dicembre perché i fondi sono arrivati tardi".
Martina ha spiegato a Fanpage.it che nell’ultimo mese, subito dopo l’ok del municipio, l'istituto si è attivato all’istante per convocare l’assistente, ma la cooperativa non ha fornito nessun assistente in tempi rapidi. "La scuola è sempre stata molto attenta alle esigenze di mio figlio, ma purtroppo senza un supporto adeguato da parte del municipio, questo non è bastato".
Il Municipio II ha anche detto a Fanpage.it che l'assistente verrà convocato nella scuola in questi giorni così da poter finalmente far partire l'assistenza con la CAA. Martina ci ha confermato di aver appena conosciuto l'assistente che seguirà suo figlio e che il servizio dovrebbe partire la prossima settimana, quindi a febbraio inoltrato. Mancano quattro mesi alla fine dell'anno scolastico.