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La pillola Abemaciclib contro il cancro al seno migliora la sopravvivenza e abbatte il rischio di recidiva

Il farmaco orale Abemaciclib, da assumere due volte al giorno, in combinazione con la terapia ormonale è in grado di migliorare sensibilmente la sopravvivenza libera da malattia e ridurre il rischio di recidiva nei pazienti con cancro al seno. Nello specifico è efficace contro i tumori HR+/HER2-, che rappresentano la grande maggioranza delle diagnosi.
A cura di Andrea Centini
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I risultati di uno studio di 7 anni su una pillola contro il cancro al seno sono molto incoraggianti. Mostrano che il farmaco, chiamato Abemaciclib e da somministrare assieme alla terapia ormonale (endocrina), è in grado di migliorare sensibilmente la sopravvivenza libera da malattia e il rischio di recidiva nei pazienti. La compressa orale risulta efficace contro una specifica forma di carcinoma mammario, quello positivo per i recettori ormonali HR ed HER2 negativo. In questi tumori, che rappresentano circa il 70-80 percento delle diagnosi di cancro al seno, le cellule malate presentano recettori per i principali ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone) che favoriscono la crescita tumorale, inoltre non sovraesprimono il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano, una proteina associata alla proliferazione delle cellule malate.

Nello studio in questione, chiamato MonarchE, sono stati coinvolti oltre 5.500 pazienti con più di 18 anni (sia donne che uomini) affetti da cancro al seno HR+ / HER2- in fase iniziale, ad alto rischio ma senza metastasi rilevate a distanza. Il tumore doveva essere già stato eliminato con intervento chirurgico e presentare le seguenti caratteristiche: coinvolgimento di almeno quattro linfonodi; neoplasia di Grado 3; e un diametro di almeno 5 centimetri. Tra i criteri di esclusione l'assenza di un precedente trattamento con un inibitore di CDK4 e CDK6 o altre terapie sperimentali, gravi condizioni mediche sottostanti e altri parametri.

Si tratta di dati significativi perché il farmaco, quanto è stato approvato nel 2017 dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti, era inizialmente destinato ai pazienti con carcinoma mammario avanzato. Ora, dopo un periodo di follow-up di 2 anni, è stato dimostrato che risulta efficace anche in quello iniziale, con capacità di migliorare sensibilmente la sopravvivenza libera da malattia invasiva e prevenire la recidiva. In Italia era stato reso rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) già nel 2020 per i pazienti con cancro al seno HR+/HER2- localmente avanzato.

Come specificato, la pillola di Abemaciclib messa a punto dalla casa farmaceutica statunitense Eli Lilly – venduta col nome commerciale di Verzenio – è efficace quando somministrata in combinazione con una terapia ormonale o endocrina, che agisce sugli ormoni che favoriscono la crescita tumorale. Abemaciclib è nello specifico un inibitore selettivo delle chinasi ciclina-dipendenti (CDK4/6), una classe di farmaci che agisce contro le cellule tumorali bloccandone il ciclo, mentre la terapia ormonale, a seconda dei casi, si basa con farmaci come il Fulvestrant, il tamofixene e gli inibitori dell’aromatasi alla stregua di letrozolo e anastrozolo. Questa combinazione risulta particolarmente promettente per i pazienti a rischio di recidiva e malattia metastatica incurabile, che rappresenta la principale causa di morte per cancro al seno.

Sebbene negli ultimi anni la sopravvivenza sia migliorata moltissimo per i pazienti colpiti da cancro al seno, le forme metastatiche rappresentano ancora oggi una significativa causa di mortalità, anche alla luce delle numerose diagnosi. Il cancro al seno è infatti il secondo più diagnosticato al mondo (con 2,3 milioni di casi annui, dietro al cancro ai polmoni) e il primo in Italia, con circa 56.000 casi all'anno. Ogni anno perdono la vita nel mondo circa 670.000 pazienti, mentre in Italia poco meno di 14.000. In larghissima maggioranza si tratta di donne, ma anche gli uomini possono essere colpiti dal cancro al seno.

A determinare l'efficacia della pillola Abemaciclib in sinergia con la terapia ormonale è stata la casa farmaceutica Eli Lilly, che ha pubblicato i dati dello studio MonarchE sul proprio portale. Presto saranno presentati in un convegno medico e sottoposti a revisione paritaria per la pubblicazione su una rivista scientifica specializzata. "Prevenire le recidive della malattia e aiutare i pazienti a vivere più a lungo è l'obiettivo finale e un obiettivo ambizioso nel contesto della terapia adiuvante", ha affermato nel comunicato stampa il dottor Jacob Van Naarden di Eli Lilly Oncology "Raggiungere un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza globale con soli due anni di terapia con Verzenio rafforza il suo profilo differenziato nel carcinoma mammario in fase iniziale ad alto rischio, HR+, HER2-. Questi dati confermano che Verzenio è lo standard di cura per i pazienti con malattia ad alto rischio e con linfonodi positivi e aumentano l'urgenza di garantire che tutti i pazienti idonei siano trattati", ha chiosato l'esperto.

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