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Alternativa alla caffeina “senza effetti collaterali”: esperto fa chiarezza sulla paraxantina

La caffeina è la sostanza psicoattiva e stimolante più consumata al mondo attraverso caffè, tè, cacao e altri prodotti, ma non è esente da effetti collaterali. I ricercatori stanno indagando su una possibile alternativa chiamata paraxantina. Un esperto di medicina della nutrizione spiega cosa sappiamo su questo composto e se possa realmente “sostituire” il noto principio attivo.
A cura di Andrea Centini
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La paraxantina è il principale metabolita della caffeina, ovvero la sostanza in cui la caffeina viene convertita dal fegato una volta ingerita. È proprio alla paraxantina che si deve una parte significativa degli effetti eccitanti della caffeina. Alla luce delle sue proprietà, gli scienziati stanno cercando di capire se l'assunzione diretta di questo composto, senza attendere la conversione della caffeina parte dell'organismo, possa rappresentare un vantaggio, offrendo i medesimi effetti sul risveglio e sulla concentrazione ma senza i noti effetti collaterali. La caffeina, com'è noto, è una sostanza psicoattiva e stimolante universalmente accettata e legale (a differenza di altre) che viene consumata in enormi quantità in tutto il mondo attraverso fonti come caffè, e bacche di altre piante. Come spiegato dall'Istituto Humanitas, la caffeina, grazie al suo effetto fisiologicamente attivo di eccitante, “ci aiuta a restare svegli e reattivi”. Non a caso si assume principalmente a colazione per iniziare una nuova giornata di studio e lavoro con una marcia in più, così come quando c'è bisogno di restare attenti e concentrati.

La caffeina, tuttavia, non agisce solo sul sistema nervoso centrale e non è esente da potenziali effetti collaterali significativi: poiché influisce anche a livello respiratorio e circolatorio, stimolando il rilascio di ormoni collegati allo stress come adrenalina e noradrenalina, questa sostanza può far aumentare la pressione e il battito cardiaco. Inoltre è associata all'ansia. Per questo non se ne raccomanda il consumo durante la gravidanza e l'allattamento, essendo in grado di raggiungere il feto e il bambino. “Un’intossicazione da caffeina – spiega l'Humanitas – può provocare un aumento incontrollato dell’eccitazione, a cui si possono sommare forte tachicardia, nervosismo e insonnia”, motivo per cui è sconsigliata anche alle persone affette da problemi cardiaci come le aritmie.

Per tutte queste ragioni, vari studi stanno indagando sulle proprietà della paraxantina al fine di determinare se possa effettivamente offrire gli stessi vantaggi della caffeina ma senza i sopracitati effetti collaterali. Lo studio “Paraxanthine safety and comparison to caffeine”, condotto nel 2023 da scienziati canadesi di KGK Science Inc., ad esempio, ha dimostrato che il composto non innesca tossicità genetica o mutagenicità negli studi in vitro — nessun danno al DNA — e non determina effetti avversi o mortalità nei ratti in esperimenti di tossicità orale (due esemplari sono invece morti con la dose più alta di caffeina). “Questi risultati suggeriscono che la paraxantina potrebbe rappresentare un'alternativa più sicura alla caffeina per gli esseri umani”, hanno spiegato la dottoressa Sandra Szlapinski e colleghi nell'abstract dello studio. Ma si è trattato di un piccolo studio su modelli animali e cellule coltivate in laboratorio, pertanto non è sufficiente per determinare l'effettiva sicurezza e i benefici della paraxantina sugli esseri umani.

Come evidenziato in un articolo pubblicato su The Conversation dal professor Mayur Ranchordas, docente di nutrizione sportiva applicata e consulente presso l'Università Sheffield Hallam (Regno Unito), diverse case produttrici di bevande energetiche si stanno affrettando a inserire la paraxantina nei propri prodotti, promuovendola come fonte di “energia concentrata e pulita” rispetto alla caffeina. In sostanza, viene spesso presentata come un'alternativa efficiente e priva degli effetti collaterali sopracitati. Tuttavia, come sottolinato dal professor Ranchordas, “gran parte di ciò che sappiamo sulla paraxantina deriva da piccoli studi o ricerche originariamente concepite per comprendere come l'organismo elabora la caffeina”.

L'esperto afferma che l'azione stimolante della paraxantina è analoga a quella della caffeina, favorendo lo stato di allerta bloccando l'adenosina, “un messaggero chimico del cervello che contribuisce ad accumulare la sonnolenza durante il giorno”. “Quando la segnalazione dell'adenosina viene ridotta – spiega lo scienziato – le persone spesso si sentono più sveglie. L'attenzione e i tempi di reazione possono migliorare temporaneamente.” Vari piccoli studi hanno indagato sugli effetti di dosaggi di 200–300 milligrammi al giorno di paraxantina, più o meno equivalenti a quelli della caffeina nel caffè forte e nelle bevande energetiche; è emerso che il composto potrebbe effettivamente migliorare prestazioni mentali come tempi di reazione, memoria, attenzione e simili. Tuttavia, la letteratura scientifica in termini di sicurezza è ancora troppo scarsa (a differenza dei decenni di studi sulla caffeina). Secondo lo scienziato, al momento è proprio questo il limite principale del composto: sembra promettente, ma non lo conosciamo abbastanza bene. Al momento è sotto esame da parte di gruppi di ricerca della Commissione Europea: è stato rilevato che fino a 200 milligrammi la paraxantina mostrerebbe una buona tollerabilità, ma si parla sempre di analisi basate su studi limitati.

“Ciò che manca ancora alla paraxantina è la vasta documentazione scientifica sulla sicurezza e sulle prestazioni umane della caffeina”, spiega il professor Ranchordas, aggiungendo che “gli studi tossicologici sugli animali sono generalmente rassicuranti e brevi studi sull'uomo suggeriscono che il composto sia ben tollerato a breve termine”. Ma mancano dati relativi al consumo intenso e quotidiano, come invece avviene per la caffeina e per le bevande energetiche (che può avere avere effetti nefasti). Alla luce di questa carenza, l'esperto sottolinea che è consigliabile trattare la paraxantina in modo non dissimile dalla caffeina: “Utilizzare la dose minima efficace, evitarne l'assunzione a fine giornata, non combinarla con altri stimolanti e proteggere il sonno e il recupero”. Solo col tempo sapremo se si tratti realmente di una valida alternativa priva dei noti effetti collaterali.

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