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La malattia X incombe sull’umanità e può essere 20 volte peggio della Covid, OMS: “Non siamo pronti”

Nel suo recente intervento al World Government Summit di DubaI, il direttore generale dell’OMS ha affermato che sull’umanità incombe la minaccia della malattia X e che non siamo pronti ad affrontarla, perché non abbiamo imparato le (durissime) lezioni della pandemia di Covid. “Il ciclo di panico e negligenza sta cominciando a ripetersi”, ha spiegato il dottor Ghebreyesus. La misteriosa malattia potrebbe essere 20 volte più letale della COVID-19.
A cura di Andrea Centini
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Virus Marburg. Credit: NIAID
Virus Marburg. Credit: NIAID

Dopo la pandemia di COVID-19 provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, un virus emerso in Cina alla fine del 2019 (probabilmente) in un mercato umido di Wuhan, sul mondo incombe un'altra minaccia per la salute pubblica: la famigerata malattia X. In parole semplici, si tratta di una patologia provocata da un agente patogeno che non è ancora stato identificato dagli scienziati. È in sostanza una malattia ipotetica, della quale non sappiamo assolutamente nulla. Origine, sintomi, trasmissione e mortalità sono un totale mistero. Eppure la malattia X viene presa talmente sul serio dagli epidemiologi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che è stata inclusa nell'elenco delle malattie prioritarie già sei anni fa (2018). Ciò significa che la prima malattia X è stata proprio la COVID-19, cui evidentemente, secondo gli esperti, ne seguirà un'altra.

A lanciare l'allarme è il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, biologo esperto in immunologia e soprattutto attuale segretario generale dell'OMS. Fu proprio lui nel marzo del 2020 ad annunciare lo stato di emergenza sanitaria globale (pandemia) a causa del coronavirus SARS-CoV-2. Nel suo recente intervento alla conferenza del World Government Summit di Dubai lo scienziato etiope ha sottolineato che il mondo non è pronto per la malattia X, semplicemente perché non ha imparato le (durissime) lezioni della pandemia che formalmente sta per entrare nel suo quinto anno. In modo un po' profetico ha spiegato che esattamente sei anni fa disse che il mondo “non era preparato per una pandemia”, esprimendo la sua preoccupazione sul fatto che una pandemia avrebbe potuto manifestarsi in qualsiasi momento. Ciò, come tutti noi sappiamo, è poi effettivamente accaduto poco dopo.

Ora ci troviamo nella stessa situazione. Gli habitat naturali continuano a essere distrutti, avvicinando sempre di più l'essere umano alla fauna selvatica; i famigerati mercati umidi dove le persone sono costantemente in contatto con carcasse e fluidi corporei di animali (selvatici e non) potenzialmente infetti non sono stati chiusi; gli allevamenti intensivi continuano a produrre sofferenza estrema e a favorire lo spillover – il salto di specie all'uomo – di eventuali patogeni alla base di una nuova zoonosi. Tutto questo ci avvicina all'emersione di una malattia X, un nome segnaposto ma che secondo l'OMS potrebbe essere molto più mortale della COVID-19.

“All’indomani della COVID-19, milioni di persone muoiono a causa di shock sociali, economici e politici che si riverberano ancora oggi”, ha spiegato il dottor Ghebreyesus nel suo intervento a Dubai. “Le dolorose lezioni che abbiamo imparato rischiano di essere dimenticate mentre l’attenzione si rivolge a molte altre crisi che il nostro mondo si trova ad affrontare. Ma se non riusciamo a imparare queste lezioni, la pagheremo cara la prossima volta – e ci sarà una prossima volta. Il ciclo di panico e negligenza sta cominciando a ripetersi”, ha chiosato l'immunologo.

Ghebreyesus spiega non è una questione di se, ma di quando. Come indicato, non sappiamo ancora quale sarà il patogeno a scatenare la prossima malattia X, ma è chiaro che uno si manifesterà. “Potrebbe essere causata da un virus influenzale, o da un nuovo coronavirus, oppure potrebbe essere causata da un nuovo agente patogeno che ancora non conosciamo”, ha chiosato il direttore generale dell'OMS. Tra i potenziali candidati un virus dell'influenza aviaria, un batterio resistente agli antibiotici, un altro coronavirus o magari specie di microbi ancestrali sepolte nei ghiacciai da secoli o migliaia di anni, risvegliati dallo scioglimento dei ghiacciai a causa del riscaldamento globale.

A sinistra un Pandovirus, a destra il permafrost. Credit: wikipedia / pixabay
A sinistra un Pandovirus, a destra il permafrost. Credit: wikipedia / pixabay

Secondo gli esperti dell'Agenzia dell'ONU, questa malattia potrebbe essere anche venti volte più letale della COVID-19. Considerando che la pandemia ancora in corso ha causato ufficialmente quasi 7 milioni di morti – un'ampia sottostima secondo gli esperti – ed è stata una delle peggiori della storia, è chiaro che l'impatto della malattia X sarebbe assolutamente catastrofico. Non solo dal punto di vista sanitario, ma anche da quello sociale ed economico.

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