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La Cina ha scoperto sulla Luna una roccia vulcanica completamente nuova

Dall’analisi di oltre 3mila particelle di regolite riportate sulla Terra dalla missione cinese Chang’e 5 è stata scoperta una nuova roccia vulcanica sulla Luna.
A cura di Andrea Centini
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Superficie lunare. Credit: wikipedia
Superficie lunare. Credit: wikipedia

Sulla superficie della Luna è stata scoperta una roccia vulcanica completamente nuova, con caratteristiche chimiche e mineralogiche uniche, mai osservate in precedenza sulla compagna della Terra. Oltre a questo nuovo basalto gli scienziati hanno identificato altre sei tipologie di roccia (clasti ignei) definite “esotiche”, che evidenziano quanto ancora poco sappiamo sul satellite naturale. I nuovi campioni analizzati sono stati raccolti durante la missione della sonda cinese Chang'e 5 (dal nome della dea della Luna Chang'e), partita il 23 novembre del 2020 e rientrata circa un mese dopo con il suo carico preziosissimo, 1,7 chilogrammi di regolite lunare. Le precedenti missioni a riportare materiale lunare sulla Terra erano state l'Apollo 17 (1972) per gli Stati Uniti e Luna 24 (1976) per l'Unione Sovietica.

A scoprire e descrivere la nuova roccia vulcanica lunare e gli altri elementi esotici sono stati gli scienziati cinesi Xiaojia Zeng, Xiongyao Li e Jianzhong Liu del Centro per le scienze lunari e planetarie – Istituto di geochimica dell'Accademia cinese delle scienze e del Centro di eccellenza in planetologia comparata di Hefei. Il veicolo Chang'e 5 aveva prelevato i campioni nella regione del Mons Rümker, nel cuore dell'Oceanus Procellarum settentrionale della Luna. Il professor Zeng e i colleghi si sono concentrati sull'analisi della litologia e della composizione di oltre 3mila particelle di regolite, con un diametro inferiore ai 2 millimetri.

Come indicato, dalle indagini sono state identificate in tutto sette rocce esotiche, di cui una completamente nuova. Nello specifico, come riportato nell'abstract dello studio, i ricercatori hanno individuato un frammento vitrofirico ad elevato contenuto di titanio; un basalto a basso contenuto di titanio; una olivina-pirossenite; un frammento magnesiaco di anorthosite; una litologia evoluta; un frammento di olivina ricco di magnesio e una perla di vetro piroclastico. Proprio quest'ultima rappresenta un basalto mai osservato prima sulla Luna, con una composizione chimica / mineralogica inedita.

Crateri lunari. Credit: wikipedia
Crateri lunari. Credit: wikipedia

Secondo gli studiosi questa scoperta suggerisce l'esistenza di antiche eruzioni vulcaniche di tipologia non ancora riconosciuta, o comunque di aree sulla Luna delle quali non conosciamo la mineralogia. Forse le future missioni Artemis sul posto ci aiuteranno a far luce su queste rocce peculiari. Questi materiali sarebbero arrivati nel luogo del prelievo di Chang'e 5 dopo l'impatto di meteoriti, che li avrebbero scagliati tra 50 e 400 chilometri di distanza. È interessante notare che la regolite lunare riportata sulla Terra dalla missione cinese è la più giovane in assoluto, rispetto a quella delle precedenti missioni. Risale infatti a circa 2 miliardi di anni fa.

I ricercatori si aspettavano di trovare tra il 10 e il 20 percento di materiale esotico dai campioni riportati dal veicolo spaziale, ma ne è stato rilevato appena lo 0,2 percento. Come indicato nell'abstract dello studio, ciò significa che potrebbe essere necessario “rivedere la modellazione dei detriti da impatto per le giovani unità geologiche lunari”. I dettagli della ricerca “Exotic clasts in Chang’e-5 regolith indicative of unexplored terrane on the Moon” sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica specializzata Nature Astronomy.

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