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26 Marzo 2022
9:23

Isola delle Azzorre colpita da 2000 terremoti: rischio eruzione vulcanica, primi cittadini evacuati

L’isola di São Jorge, alle Azzorre, è stata investita da oltre 2000 terremoti nell’ultima settimana. Rischio concreto di eruzione vulcanica. Prime evacuazioni.
A cura di Andrea Centini
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Da sabato 19 marzo la meravigliosa isola di São Jorge, una delle nove perle dell'arcipelago delle Azzorre, è colpita da una sequela sismica-vulcanica che al momento ha provocato oltre 2000 terremoti, almeno 142 dei quali avvertiti dalla popolazione, come indicato dal quotidiano portoghese publico.pt. La Protezione Civile delle Azzorre segnala nell'App di allerta PROCIV che la scossa più potente è stata di magnitudo 3.3 e si è verificata alle 18:41 (ora locale) nel giorno in cui tutto ha avuto inizio, con epicentro nei pressi del comune di Velas. Si tratta dunque di attività sismica relativamente lieve, ma il numero di sismi e la distribuzione suggeriscono che possa trattarsi del preludio di una violenta eruzione o di un terremoto di intensità significativa. Non a caso il centro di sorveglianza sismo-vulcanico CIVISA della Azzorre ha deciso di innalzare l'allerta vulcanica al livello 4, che indica la concreta possibilità che il vulcano possa eruttare.

Alla luce di questo rischio è stato attivato un piano di emergenza per evacuare parte della popolazione. I pazienti ricoverati in ospedale, nelle case di cura e quelli con difficoltà motorie dell'area di Velas sono stati trasferiti a Calheta, che si trova dall'altra parte dell'isola (São Jorge è lunga 54 chilometri e larga poco meno di 7 chilometri). Anche agli abitanti che vivono nelle cosiddette “fajas” (pianure alla base delle altissime scogliere dell'isola) è stato raccomandato di abbandonare le proprie case. Sebbene non sia ancora necessario trasferire tutta la popolazione, come affermato alla Reuters dal sindaco di Velas Luis Silveira, in molti stanno lasciando l'isola spontaneamente. Sarebbero già partite 1.250 persone, su una popolazione complessiva di circa 8.500. Alcune decine, stanno a quanto dichiarato a Fanpage.it da testimoni, sarebbero arrivati sull'isola di Pico, che si trova innanzi a São Jorge).

“Stiamo vivendo momenti di angoscia, di paura”, ha dichiarato Silveira. “Abbiamo chiesto alle persone di mantenere la calma, ma sta diventando più difficile”, ha aggiunto il sindaco. La situazione è tesa e gli scienziati sono a lavoro per determinare quanto sia effettivo il rischio che possa scatenarsi un disastro naturale. Clelio Meneses, il segretario regionale responsabile della Protezione civile, ha affermato ci si sta preparando per lo scenario peggiore, ma non è detto che si verifichi.

Il vulcano coinvolto è l'Urzelina, la cui ultima eruzione risale al primo maggior del 1808. Stando a un documento storico citato dell'Archivio Storico d'Oltremare le aree più interessate dall'eruzione furono proprio Velas, Santo Amaro e Lugar dos Toledos. Un'altra eruzione significativa si verificò nel 1580, mentre potenti terremoti sono stati registrati nel 1757 e nel 1980. L'epicentro di molte delle attuali scosse è concentrato nella fessura vulcanica nei pressi della parrocchia di Manadas, nel comune di Velas.

Le Azzorre sono un arcipelago vulcanico in cui l'ultima grande eruzione si verificò nel 1957 a Faial, anch'essa molto vicina a São Jorge (insieme a Pico formano il cosiddetto “Triangulo”). Gli abitanti delle isole sono abituati a una certa attività sismica, ma non alle anomalie registrate negli ultimi giorni. Al momento su São Jorge ci sono circa 300 operatori al lavoro per garantire la sicurezza dei cittadini e aiutarli con i trasferimenti verso Calheta, che dista circa 30 minuti di auto. Anche il numero di voli sull'isola è stato aumentato per permettere la partenza di chi ha deciso di allontanarsi. La speranza è che lo sciame sismico non sfoci nel disastro naturale che tutti temono.

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