Influenza stagionale, ISS: “Picco superato ma contagi in aumento tra i bambini”

Il picco stagionale dell’influenza è stato superato, ma la circolazione dei virus respiratori non si è ancora arrestata. È quanto emerge dai dati del nuovo rapporto RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che fotografa una fase di progressiva riduzione dei contagi in Italia. Nell’ultima settimana di monitoraggio (12-18 gennaio 2026) sono stati stimati circa 720mila nuovi casi, portando il totale dall’inizio della sorveglianza a 9,2 milioni. L’incidenza risulta in diminuzione in tutte le fasce d’età (12,7 casi ogni 1.000 assistiti), fatta eccezione per i bambini tra 0-4 anni, dove aumenta rispetto alla settimana precedente, con circa 33 casi ogni assistiti.
A spiegare il quadro sono gli esperti del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, che sottolineano come la fase più intensa della stagione influenzale sia ormai alle spalle, ma non ancora conclusa.
L’incidenza è ancora in diminuzione ed è altamente improbabile che torni ai livelli del picco registrato a fine dicembre. Ancora però, soprattutto nel flusso di comunità e nella fascia di età 0-4 anni, la circolazione dei virus respiratori resta elevata – affermano gli esperti dell’ISS – . Anche il flusso ospedaliero registra ancora un numero significativo, sebbene in diminuzione, di casi gravi, causati prevalentemente da virus influenzali in persone non vaccinate”.
Sul piano territoriale, il rapporto segnala un’incidenza ancora molto elevata in alcune regioni del Sud, in particolare Basilicata, Campania e Puglia, a fronte di un quadro più favorevole nel resto del Paese.
L’andamento dell’influenza nei bambini 0-4 anni
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nei bambini più piccoli la circolazione dei virus respiratori tende a prolungarsi più a lungo rispetto agli adulti. Anche in una fase di riduzione dell’incidenza complessiva, nei bambini in età prescolare la trasmissione dell’influenza può quindi restare sostenuta, sia per l’elevata frequenza dei contatti in contesti di socializzazione precoce, come asili nido e servizi per l’infanzia, sia per una minore immunità pregressa.
Il dato sull’incidenza più elevata nella fascia 0-4 anni, oltre a indicare una dinamica di trasmissione diversa rispetto alle altre classi d’età, richiama l’importanza di strategie di prevenzione adattate all’età, dalla promozione delle buone pratiche di igiene alla valutazione delle misure di protezione nei servizi per la prima infanzia.
Influenza stagionale: la mappa delle Regioni dopo il picco nazionale
Con il superamento del picco dell’influenza, la situazione nelle diverse Regioni italiane resta tuttavia ancora differenziata nella settimana 2026-03 (12-18 gennaio). I dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet mostrano un’incidenza molto alta in Basilicata, Campania e Puglia (oltre 19,61 casi ogni 1.000 assistiti), alta in Sardegna (18,44 casi ogni 1.000 assistiti),media in Molise (10,79 casi ogni 1.000 assistiti) e bassa nella maggior parte delle altre regioni (fino a 13,35 casi ogni 1.000 assistiti); nella Provincia di Trento l’incidenza è tornata a livello basale (6,63 casi ogni 1.000 assistiti).

Queste differenze regionali indicano che la fase successiva al picco non procede in modo uniforme sul territorio nazionale. n alcune aree, in particolare nel Sud, la circolazione dei virus influenzali appare più persistente, suggerendo che la discesa dell’incidenza possa essere iniziata più tardi rispetto ad altre zone del Paese.
Nel complesso, il quadro nazionale resta comunque orientato verso una progressiva riduzione dei casi, in linea con l’evoluzione stagionale dell’influenza, pur con la necessità di mantenere un monitoraggio più attento nelle regioni dove l’intensità rimane elevata.