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Influenza 2026 in calo ma la variante K domina in Italia. L’ISS frena: “Presto per dire che il picco è passato”

Il nuovo rapporto RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità sull’influenza in Italia segnala 773 mila nuovi casi nella settimana dal 5 all’11 gennaio 2026, ma il superamento del picco resta da verificare con la riapertura delle scuole. L’incidenza è in calo, ma in Basilicata e in altre Regioni la diffusione resta elevata.
A cura di Valeria Aiello
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L’influenza continua a circolare in Italia, anche se nell’ultima settimana si osserva un nuovo calo dei casi, scesi a circa 733mila nel periodo compreso tra il 5 e l’11 gennaio 2026. È quanto emerge dai dati del nuovo rapporto RespivirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che segnala un’ulteriore flessione delle infezioni respiratorie acute (ARI), pari a 13,3 casi ogni 1.000 assistiti, ancora in diminuzione rispetto alla settimana precedente.

Nonostante il calo osservato nelle ultime settimane, l’ISS invita tuttavia alla prudenza nell’interpretazione dei casi.

Sebbene l’incidenza dei casi registrati risulti ancora in diminuzione rispetto alle due settimane precedenti, per verificare il superamento del picco bisogna attendere le prossime settimane alla luce dell’eventuale impatto della riapertura delle scuole e delle altre attività dopo le festività natalizie sulla circolazione dei diversi virus respiratori” spiegano gli esperti del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS.

Il quadro nazionale non è però uniforme su tutto il territorio: in alcune Regioni la diffusione dell’influenza resta elevata, con un’incidenza superiore alla media, come in Basilicata, mentre altre Regioni, come la Liguria, registrano valori nettamente più contenuti. Parallelamente, dalla caratterizzazione virologica delle infezioni continua a emergere una netta prevalenza del virus influenzale A(H3N2): tra i ceppi attualmente in circolazione, il subclade K (variante K) si conferma largamente dominante in Italia.

Dati del nuovo rapporto RespiVirNet: incidenza in calo, ma variante K dominante

Secondo l’ultimo rapporto settimanale RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (settimana 2026-02), l’incidenza delle infezioni respiratorie acute in Italia si conferma in calo per la terza settimana consecutiva, attestandosi a 13,3 casi ogni 1.000 assistiti. Un’incidenza più elevata si osserva tuttavia nei bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, con circa 28 casi ogni 1.000 assistiti. Anche in questa fascia, il dato risulta comunque in diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando l’incidenza era pari a 37 casi per 1.000 assistiti.

Sul fronte della sorveglianza virologica, nella settimana 2026-02 si registra un tasso di positività per l’influenza pari al 39,3% nella comunità e del 44,9% nel flusso ospedaliero. Le analisi di laboratorio confermano inoltre che, tra i virus influenzali identificati, A(H3N2) rappresenta la quota largamente prevalente, coerentemente con quanto osservato nelle settimane precedenti, con il sottoclade K – variante K – nettamente predominante.

Influenza 2026 in Italia: la mappa delle Regioni dove la diffusione resta più elevata

I dati del rapporto RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano marcate differenze territoriali nell’andamento delle infezioni respiratorie acute. Alcune Regioni registrano livelli di incidenza particolarmente elevati, mentre altre si collocano su valori più contenuti, contribuendo a un quadro nazionale non omogeneo.

Incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI) in Italia. Dati aggiornati alla settimana 2026–02, dal 05 gennaio al 11 gennaio 2026 / Fonte: RespivirNet, Sorveglianza Epidemiologica
Incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI) in Italia. Dati aggiornati alla settimana 2026–02, dal 05 gennaio al 11 gennaio 2026 / Fonte: RespivirNet, Sorveglianza Epidemiologica

Per valutare il livello di diffusione dell’influenza, il sistema RespiVirNet utilizza il Moving Epidemic Method (MEM), un modello sviluppato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) basato sul confronto con le serie storiche delle sindromi simil-influenzali. In base a questo metodo, l’incidenza viene classificata in cinque livelli: basale (fino a 7,22 casi per 1.000 assistiti), bassa (13,35), media (17,43), alta (19,61) e molto alta (oltre 19,61).

Alla luce di queste soglie, il quadro regionale risulta il seguente:

  • Basilicata: intensità molto alta, per la seconda settimana consecutiva (21,94 casi ogni 1.000 assistiti)
  • Abruzzo, Sicilia e Sardegna: intensità alta
  • Marche, Lazio, Molise e Puglia: intensità media
  • Tutte le altre Regioni: intensità bassa
  • Campania e Calabria: dati non disponibili nella settimana considerata

Nel complesso, il quadro restituito dal sistema di sorveglianza conferma un calo progressivo dell’incidenza a livello nazionale, ma evidenzia al tempo stesso aree del Paese in cui la diffusione dell’influenza resta significativa, rendendo necessaria cautela nella valutazione del superamento del picco stagionale.

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