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Impatto imminente sulla Terra di un razzo cinese da 11 tonnellate, Italia non più a rischio: dove può cadere

Il razzo cinese ZQ-3 R/B dal peso di 11 tonnellate sta per cadere sulla Terra con rientro incontrollato. L’impatto è al momento previsto alle 12:20 ora italiana di oggi 30 gennaio 2026. L’Italia era tra i Paesi potenzialmente coinvolti, ma il rischio è ora scongiurato. Ecco dove potrebbe cadere.
A cura di Andrea Centini
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L’orbita del razzo cinese ZQ–3 R/B in caduta incontrollata, ultimo aggiornamento delle ore 10:30. Credit: EU SST
L’orbita del razzo cinese ZQ–3 R/B in caduta incontrollata, ultimo aggiornamento delle ore 10:30. Credit: EU SST

Il razzo cinese ZQ-3 R/B è in caduta incontrollata sulla Terra oggi 30 gennaio 2026. Questa mattina l'Italia era potenzialmente a rischio di impatto, ma secondo gli ultimi calcoli orbitali siamo fortunatamente fuori pericolo. La caduta del razzo è un evento da monitorare attentamente perché ha un peso di 11 tonnellate e una lunghezza stimata di 12-13 metri, pertanto parti di esso – soprattutto quelle in acciaio – potrebbero sopravvivere all'attrito con l'atmosfera terrestre e precipitare al suolo. Nello specifico, si tratta del secondo stadio del razzo lanciatore e si ritiene possa avere un "carico utile fittizio" agganciato.

Secondo l'ultimo aggiornamento dei Centri Operativi di Sorveglianza e Tracciamento Spaziale dell'UE (EU SST) il rientro è ora previsto alle ore 11:20 del Tempo Coordinato Universale (UTC), le 12:20 in Italia, il cui fuso orario in inverno è UTC+1. In precedenza il rientro era stimato alle 10:32 con un margine di errore di ±3 ore.

“Considerata l'inclinazione dell'orbita del detrito, il suo rientro potrebbe avvenire tra 57 gradi di latitudine nord e 57 gradi di latitudine sud, una fetta del globo molto ampia che include gran parte degli oceani e delle terre emerse, compresi Stati Uniti ed Europa centro-meridionale”, aveva spiegato l'EU SST in un precedente comunicato. L'Italia è in prima linea nel monitoraggio, che prosegue alacremente: "Il Centro Operativo Italiano, responsabile del servizio di Analisi del Rientro SST dell'UE, sta lavorando per restringere il possibile luogo e orario del rientro. Con l'avvicinarsi del rientro, le previsioni diventeranno più accurate, ma permangono incertezze dovute alla natura incontrollata dell'oggetto." L'ultimo aggiornamento riportato sul sito di EU SST è delle 09:30 UTC del 30 gennaio, le 10:30 in Italia.

In base all'inclinazione dell'orbita del razzo, nelle scorse ore erano a rischio le regioni dell'Italia centrale, ovvero Lazio, Toscana e Umbria. Ora, come indicato, il rischio per il nostro Paese è fortunatamente scongiurato. In Europa restano ancora "nel mirino" il Regno Unito e la Polonia. Il rischio complessivo è comunque considerato basso, alla luce della vastità del territorio coinvolto, tuttavia è già accaduto nel recente passato che parti di questi razzi sono finiti sulla terraferma e non in mare (il luogo più probabile). Ad esempio, a maggio del 2020, pezzi del razzo cinese Long March 5B (CZ‑5B) caddero sui villaggi di Bongouanou, Mahounou e N’Guessankro in Costa d'Avorio (Africa), dove alcune case rimasero danneggiate (ma fortunatamente non ci furono feriti). L'incidente, nonostante la gravità, passò in sordina a causa dell'attenzione mediatica tutta concentrata sulla pandemia di COVID-19. Più recentemente, il 30 dicembre 2024, una parte di un altro razzo cinese è caduta invece a Mukuku, in Kenya.

La mappa del rischio di stamattina, che coinvolgeva anche l’Italia. Credit: EU SST
La mappa del rischio di stamattina, che coinvolgeva anche l’Italia. Credit: EU SST

Le agenzie spaziali internazionali criticano le autorità cinesi perché si continuano a lanciare razzi senza prevedere il rientro controllato dei vari stadi, mettendo a rischio la popolazione. Il razzo lanciatore ZQ-3 R/B, come indicato da aerospace.org, era stato lanciato soltanto lo scorso 3 dicembre 2025 dal Centro di lancio satellitare di Jiuquan, nel contesto della missione Zhuque-3 Y1. In passato era prassi lanciare veicoli spaziali senza prevedere il rientro controllato, ma da anni si sta facendo tutto il possibile affinché la spazzatura spaziale finisca nel cosiddetto "Punto Nemo", un luogo remoto nel cuore dell'Oceano Pacifico dove vengono fatti rientrare questi detriti.

I rientri incontrollati non riguardano soltanto la Cina; basti sapere che anche il Telescopio Spaziale Hubble cadrà in modo incontrollato sulla Terra. Secondo le stime della NASA ciò potrebbe accadere nel 2033 (un recente studio ha calcolato anche le potenziali vittime che potrebbe causare). In questo caso però era previsto il recupero del telescopio da parte di uno Space Shuttle, il cui programma è stato tuttavia chiuso in anticipo dalla NASA, quindi Hubble è rimasto senza "custode". Ci sono comunque tanti altri satelliti e detriti spaziali che cadranno in futuro sulla Terra senza possibilità di controllo.

Secondo un recente studio, questo affollamento di satelliti e spazzatura spaziale potrebbe sfociare anche nella famigerata Sindrome di Kessler in appena 2,8 giorni; si tratta di una reazione a catena provocata dai detriti in grado di annientare completamente le costellazioni di satelliti e di bloccare l'esplorazione spaziale, a causa dell'impossibilità di attraversare in sicurezza l'atmosfera per veicoli e astronauti. Ma i rischi, come dimostra il caso di ZQ-3 R/B e altri razzi lanciatori precipitati di recente, sono anche per chi si trova sulla Terra. Non c'è solo il problema dell'impatto cinetico, che potrebbe causare vittime nel caso in cui fosse coinvolto un centro densamente abitato, ma anche lo spargimento di sostanze fortemente inquinanti ancora presenti nei serbatoi.

Ricordiamo che Zhuque-3 Y1, legata al lancio del razzo protagonista del rientro incontrollato odierno, è una missione dell'azienda privata LandSpace e ha coinvolto il primo razzo lanciatore pesante cinese con possibilità di riutilizzo, esattamente come accade con i Falcon 9 e Heavy di SpaceX, l'agenzia aerospaziale fondata da Elon Musk. Il primo stadio è andato perduto, mentre il secondo sta rapidamente precipitando sulla Terra, nella speranza che non faccia alcun danno finendo in mare (come è probabile).

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