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Il primo hotel sulla Luna punta ad aprire nel 2032: i costi di prenotazione e viaggio

La startup americana GRU Space ha aperto le prenotazioni per il primo, esclusivo hotel sulla Luna. Se tutto andrà secondo i piani, aprirà nel 2032: ecco i costi di prenotazione e quelli previsti per il soggiorno.
A cura di Andrea Centini
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Hotel sulla Luna. Credit: GRU Space
Hotel sulla Luna. Credit: GRU Space

È più di mezzo secolo che non torniamo sulla Luna e la NASA è alle prese coi ritardi del programma Artemis, eppure una giovane startup californiana punta ad aprire il primo – costosissimo – hotel sul satellite naturale entro il 2032. La sola prenotazione del posto può arrivare fino a 1 milione di dollari, una sorta di caparra. Il progetto è della giovanissima azienda GRU Space nata nel 2025 e capitanata dal ventunenne Skyler Chan, un talentuoso ingegnere elettronico e informatico che ha già lavorato sui software installati sulle vetture Tesla e a un esperimento in 3D sostenuto dalla NASA (inviato nello spazio). Se ciò non bastasse, a 16 anni Skyler ha seguito un addestramento da pilota militare. Una combinazione di competenze che lo proietta molto al di là dell'orbita bassa terrestre. Se infatti l'hotel (o meglio, gli hotel) sulla Luna rappresentano il primo step, per la società finanziata da SpaceX ed Nvidia il grande obiettivo è Marte, dove sogna grandi colonie umane e una florida economia (in modo non dissimile da Elon Musk). Ma per arrivare alla vita interplanetaria bisogna rendere profittevoli le imprese nello spazio; il turismo dei super ricchi – già avviato con la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) – sembra essere la strada maestra. Un soggiorno completo, secondo le stime di GRU Space, inizialmente potrebbe arrivare a 10 milioni di dollari; tutto dipenderà dai nuovi lanciatori pesanti come la Starship di SpaceX e il prezzo “al chilo” del materiale inviato. Ovviamente, col tempo, questi costi dovrebbero "crollare".

Ma torniamo all'hotel. Il primo, chiamato v1, secondo il whitepaper di GRU Space – un documento di fattibilità tecnologica – sarà una struttura gonfiabile per quattro persone inviata dalla Terra, un primo step verso l'ambizioso hotel v2 costruito con mattoni di regolite lunare. Per raggiungere questi risultati sono previste alcune tappe esplorative, con la prima fissata al 2029. Se tutto andrà secondo i piani delle aziende con i razzi lanciatori, come SpaceX, GRU Space nel 2029 invierà sulla Luna un modulo gonfiabile in miniatura, ma con tutte le caratteristiche della struttura definitiva. Sarà rilasciato da un lander che lo gonfierà: la struttura sarà dotata di barriere in grado di proteggerla dall'impatto di piccoli meteoroidi, protezione termica, protezione dai raggi ultravioletti e strati ermetici. Sensori ad hoc misureranno i livelli delle radiazioni, pressurizzazione, temperatura e altri parametri vitali.

Nel contesto della medesima missione verrà inviato anche un piccolo strumento per estrarre la regolite lunare e amalgamarla con un composto inviato dalla Terra, al fine di produrre un gel strutturale N-A-S-H o K-A-S-H, il “cemento lunare” alla base dei mattori che sosterranno l'hotel v2. Ma non solo: l'obiettivo di GRU (Galactic Resource Utilization) Space è collaborare con la NASA anche per costruire strade e altre infrastrutture legate alla prima base lunare.

Evoluzione delle strutture sulla Luna. Credit: GRU Space
Evoluzione delle strutture sulla Luna. Credit: GRU Space

La seconda parte della missione, nel 2031, prevede l'invio delle stesse tecnologie e strutture della prima ma in dimensioni maggiori, da far gonfiare all'interno di uno dei famosi “lava tubes”, le grandi caverne nel sottosuolo lunare dove si pensa sia possibile costruire intere città (molto più protette dagli agenti esterni estremi come radiazioni e temperature, ma anche meteoroidi). Nel 2032 verrebbe lanciato il primo hotel gonfiabile a dimensioni reali, in grado di ospitare quattro persone per diversi giorni. Sarà corredato di sistemi per la rimozione dell'anidride carbonica, riciclo dell'acqua, generatori di ossigeno e altro, oltre a un sistema di evacuazione di emergenza e a un rifugio per proteggersi dalle tempeste solari. Successivamente si punterà a costruire l'hotel v2 con i mattoni realizzati in loco grazie all'ausilio dei robot. Secondo la roadmap tracciata da GRU Space, non solo si tratta di soluzioni tecnicamente possibili, ma anche economicamente sostenibili. A patto naturalmente che qualcuno voglia spendere 10 milioni di dollari per stare rinchiuso in una struttura di questo tipo (servono 12 ospiti all'anno, quindi tre lanci, per fare impresa).

GRU Space accetta prenotazioni dei posti per il primo hotel con depositi da 250.000 a 1 milione di dollari. Nel caso tutto andasse secondo i piani, la stessa procedura sarebbe applicata anche su Marte fino a quando non diventerà "accettabile" acquisire proprietà e diritti sia sulla Luna che sul Pianeta Rosso (o su grandi asteroidi). L'obiettivo finale è portare l'umanità verso una civiltà di Tipo III nella scala di Kardashev, cioè capace di usare tutta l'energia della nostra galassia, la Via Lattea. “Viviamo in un momento di svolta in cui potremmo effettivamente raggiungere lo spazio interplanetario prima di morire”, ha dichiarato Skyler Chan in un comunicato stampa. “Se ci riusciremo – ha chiosato – miliardi di vite umane nasceranno sulla Luna e su Marte e potranno sperimentare la bellezza della vita lunare e marziana.

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