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Il pinguino nichilista, da meme virale su TikTok al post di Trump in Groenlandia: ma c’è un errore

Il meme del pinguino nichilista, ispirato a un documentario del 2007 di Werner Herzog, spopola sui social. Ma l’immagine IA rilanciata da Trump per riaccendere l’attenzione sulla Groenlandia è sbagliata: ecco perché.
A cura di Valeria Aiello
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L’immagine generata dall’intelligenza artificiale, pubblicata dall’account ufficiale della Casa Bianca sui social, che raffigura Donald Trump accanto a un pinguino in Groenlandia / Credit: @TheWhiteHouse
L’immagine generata dall’intelligenza artificiale, pubblicata dall’account ufficiale della Casa Bianca sui social, che raffigura Donald Trump accanto a un pinguino in Groenlandia / Credit: @TheWhiteHouse

Un pinguino solitario, che cammina sul ghiaccio verso un’enorme montagna innevata, è diventato uno dei meme più riconoscibili delle ultime settimane sui social, in particolare su TikTok. È il cosiddetto “pinguino nichilista”, che ha assunto un significato simbolico ben oltre il filmato da cui nasce.

Il successo del meme non è casuale ma affonda le radici in un immaginario più ampio. Il riferimento è un documentario del 2007 diretto dal regista tedesco Werner Herzog, che mostrava un comportamento raro e inquietante: un pinguino che, invece di dirigersi verso il mare, si allontanava dalla colonia, addentrandosi nell’entroterra antartico. L’immagine del pinguino è stata interpretata come metafora di rifiuto delle convenzioni e simbolo della ricerca di un senso, soprattutto da utenti che si riconoscono in una narrazione di distacco e silenziosa ribellione. Ma il fenomeno non si è fermato ai social.

Il meme è stato ripreso anche in ambito politico: un’immagine generata dall’intelligenza artificiale, che mostra il presidente Donald Trump che cammina accanto a un pinguino in Groenlandia, è stata pubblicata dall’account ufficiale della Casa Bianca, alimentando ulteriormente le minacce di annessione del territorio artico agli Stati Uniti.

Al di là del valore comunicativo, quell’immagine contiene però un errore evidente dal punto di vista scientifico e naturalistico: i pinguini non vivono nell’Artico né in Groenlandia. Per capire come si sia arrivati a questo cortocircuito, è utile distinguere tra l’origine del meme e la realtà biologica degli animali polari.

Il pinguino nichilista, dal documentario di Werner Herzog a TikTok

La scena che ha ispirato il meme del pinguino nichilista proviene dal documentario Encounters at the End of the World (“Incontri ai confini del mondo”), girato in Antartide. In una clip compare un pinguino di Adelia che si allontana dalla propria colonia e, invece di dirigersi verso il mare — unica direzione che garantirebbe cibo e sopravvivenza — si incammina verso montagne remote e ghiacciate.

Un comportamento estremamente raro. Herzog definì quella camminata una “marcia della morte, spiegando che l’animale, una volta intrapreso quel percorso, difficilmente avrebbe potuto sopravvivere. Anche gli esperti interpellati nel documentario confermarono che il pinguino morì poco dopo essere stato ripreso: avrebbe percorso decine di chilometri in solitudine prima di soccombere nel gelido entroterra antartico.

Negli anni successivi, quella scena è rimasta impressa come immagine potente e disturbante. Nel gennaio 2026 è stata riscoperta e reinterpretata sui social, soprattutto su TikTok, dove è diventata la base di meme accompagnati da frasi esistenziali, nichiliste o ironicamente rassegnate. Non si tratta di una semplice clip naturalistica, ma di un simbolo culturale riletto alla luce di un disagio diffuso.

Il pinguino nichilista non “sceglie” davvero di andarsene, ma viene percepito come tale: un animale che si allontana dal rumore, dalla collettività, da un percorso già tracciato. È questa proiezione umana a spiegare il successo del meme più della scena in sé.

L’errore di Trump: i pinguini non vivono in Groenlandia

Nell’immagine generata dall’intelligenza artificiale e pubblicata dall’account ufficiale della Casa Bianca, il presidente Donald Trump cammina sul ghiaccio accanto a un pinguino, in una Groenlandia immaginaria. È una scena costruita per essere solenne e simbolica. Ma dal punto di vista naturalistico, qualcosa non torna.

I pinguini non vivono nell’Artico e non sono mai stati presenti in Groenlandia: sono uccelli che appartengono all’emisfero sud e sono legati agli ecosistemi antartici, non a quelli polari del nord.

Nell’Artico vivono specie completamente diverse — orsi polari, volpi artiche, foche — mentre i pinguini popolano l’Antartide e alcune coste dell’emisfero australe. Collocarli in Groenlandia è una rappresentazione che ignora la reale distribuzione della specie.

In questo senso, l’immagine rilanciata da Trump mostra come un elemento naturale possa essere ridotto a puro segno visivo, slegato dal contesto scientifico. Un corto circuito in cui l’efficacia comunicativa dell’immagine cresce proprio quando diminuisce la sua aderenza alla realtà.

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