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Mistero sulle sfere di pietra preistoriche: nessuno riesce a capire a cosa servono

Trovate principalmente in Scozia, ma anche in Inghilterra, Irlanda e Norvegia, risalgono al tardo Neolitico e sono scolpite con diversi motivi geometrici.
A cura di Valeria Aiello
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Tre sfere di pietra ritrovate in Scozia e conservate nella Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow / Credit: Johnbod, Wikipedia
Tre sfere di pietra ritrovate in Scozia e conservate nella Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow / Credit: Johnbod, Wikipedia

Da quando, più di 200 anni fa, le prime sfere di pietra furono inizialmente scoperte nel Regno Unito, soprattutto in Scozia, ma poi anche in Inghilterra, Irlanda e persino in Norvegia, questi misteriosi manufatti sono un enigma per gli archeologi. Per spiegarne l’uso o il significato, sono state formulate diverse teorie, senza però che nessuna sia stata ampiamente accettata. Le sfere risalgono al tardo Neolitico, circa 5.000 anni fa, e la maggior parte è stata trovata nell’Aberdeenshire, a est dei Monti Grampiani. Ad oggi, sono state riportate alle luce un numero significativo (oltre 400), ma nessuno ha ancora esattamente capito quale fosse il loro impiego.

Realizzate con vari tipi di pietra, tra cui arenaria e granito (una è addirittura rivestita da una pasta nera a base di pesce) queste palline condividono tutte notevoli somiglianze: la maggior parte ha un diametro di circa 70 mm, con l’eccezione di una più grande, che misura 114 mm, e tutte mostrano diversi livelli di lavorazione, caratterizzati da un diverso numero di protuberanze sulla superficie (chiamate dischi o pomelli). Si va dalle tre alle 160 protuberanze, sei delle quali sono più comuni. Alcune presentano motivi geometrici complessi, principalmente cerchi concentrici e vortici, mentre altre sono lasciate vuote. Gli esperti ritengono che per scolpire le sfere ci siano voluti diversi anni, e alcuni esemplari potrebbero aver richiesto anche più generazioni. Una delle più complesse, ben conservate e conosciute è la palla di Towie, che prende il nome dal luogo della sua scoperta, sulle pendici di Glaschul Hill, a Towie, in Scozia.

La palla di Towie

Decorata in modo eccezionalmente elaborato, la palla di Towie misura circa 73 mm di diametro, pesa 500 grammi ed è realizzata con una pietra nera a grana fine. La sua superficie presenta quattro dischi, di cui tre finemente scolpiti e il quarto lasciato vuoto, che ha portato molti archeologi a ritenere che la sua lavorazione non sia stata completata, anche se alcuni suggeriscono che la mancanza di decorazione fosse intenzionale, probabilmente perché il quarto disco era pensato per essere usato come base della sfera. Ma a cosa serviva la palla di Towie?

Rappresentazione artistica della palla di Towe, donata nel 1860 all'allora National Museum of Antiquities of Scotland da James Kesson, un agricoltore di Drumellachay, che la trovò in uno scavo alle pendici di Glaschul Hill, a Towie, in Scozia / Credit: Wikipedia
Rappresentazione artistica della palla di Towe, donata nel 1860 all'allora National Museum of Antiquities of Scotland da James Kesson, un agricoltore di Drumellachay, che la trovò in uno scavo alle pendici di Glaschul Hill, a Towie, in Scozia / Credit: Wikipedia

Secondo i National Museums Scotland, dove la sfera è attualmente conservata ed è stato creato anche un modello virtuale 3D che consente di osservare nel dettaglio la sua intricata lavorazione, la sfera era di un agricoltore benestante vissuto nel Neolitico. “Poteva benissimo essere un’arma fantasiosa, capace di infliggere un doloroso colpo alla testa se lanciata da una fionda. Ma era prima di tutto un simbolo di potere, un’arma d’elite adornata con simboli sacri che ricordano quelli scolpiti nelle pietre di una lontana tomba a Newgrange nella Valle del Boyne, nell’Irlanda orientale”.

Alcune teorie indicano infatti che l’uso della sfera fosse legato alle credenze religiose che le comunità agricole avevano all’epoca, basate sui periodi dell’anno come il solstizio d’inverno e d’estate. Questo supporterebbe un loro utilizzo come calendari lunisolari e delle maree, che potrebbero aver aiutato le comunità a rilevare i cambiamenti stagionali. D’altra parte, i simboli scolpiti su alcune delle pietre potrebbero essere correlati a usi religiosi e cerimoniali, per  cui le sfere potrebbero essere state utilizzate specificamente per pratiche spirituali.

Altre teorie suggeriscono invece che potrebbero essere state impiegate in un antico gioco del lancio, oppure sparate da una fionda come arma contundente, sebbene non ci siano prove fisiche sulle pietre che indichino l’usura che queste attività avrebbero indubbiamente avuto. Qualsiasi ipotesi sull’uso di queste misteriose sfere non è quindi esaustiva, ma le straordinarie condizioni di conservazione mostrano che, senza dubbio, queste misteriose sfere di pietra erano particolarmente amate dalle loro comunità.

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