Il Lago Erie squarciato da un’enorme crepa nel ghiaccio di 128 chilometri: si è formata in un lampo

Il gigantesco e affascinante Lago Erie del Nord America – si trova tra il Canada e gli Stati Uniti – è stato protagonista di un fenomeno tanto spettacolare quanto inquietante. Sulla sua superficie quasi completamente ghiacciata a causa delle rigidissime temperature del periodo, infatti, si è formata una spaccatura gigantesca di ben 128 chilometri. A rendere questo fenomeno incredibile è stata la velocità con cui si è aperta da un lato all’altro, congiungendo Port Burwell, nella provincia canadese dell’Ontario, a un’area nei pressi di Cleveland, nell’Ohio (USA). Le immagini satellitari catturate dal satellite GOES-19 della NOAA, l’agenzia federale statunitense che si occupa di clima, oceani e meteo spaziale, mostrano infatti che l’enorme spaccatura ha impiegato soltanto quattro ore per unire idealmente le due città.
Poiché ha impiegato quattro ore per aprirsi per 128 chilometri, questo dato indica che la gigantesca frattura – ben visibile dallo spazio – si è spostata a una velocità di 32 chilometri orari. Se si pensa che la camminata veloce di una persona è di 6-7 chilometri all’ora e la corsa di un corridore allenato arriva a circa 18 km/h, veder emergere una crepa del genere sotto i propri occhi deve essere a dir poco spaventoso. Anche il suono del “crack” deve essere stato piuttosto sinistro. Solo un velocista professionista dei 100 metri (che arriva fino a 45 km/h) avrebbe potuto tenere testa all’enorme spaccatura, ma soltanto per pochi secondi.
A rendere il tutto ancor più inquietante è il fatto che il Lago Erie, uno dei cinque Grandi Laghi fra USA e Canada, in questo periodo è popolato da molte persone che lo attraversano per praticare hobby di vario genere, dalla pesca allo sci di fondo, passando per corse in motoslitta e persino partite di hockey su ghiaccio (in tema con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina attualmente in corso). I rischi sono significativi e le autorità raccomandano a tutti la massima attenzione.
Attualmente il Lago Erie ha una copertura di ghiaccio del 95 percento e solo raramente raggiunge la completa copertura glaciale. L’ultima volta è successo una trentina di anni fa. Non è detto che anche quest’anno riesca a ghiacciarsi del tutto; dipenderà dalla persistenza delle temperature rigide che stanno imperversando sul Nord America. Tra i Grandi Laghi è quello che ghiaccia più rapidamente perché, pur essendo esteso per oltre 25.000 chilometri quadrati (all’incirca le stesse dimensioni del Piemonte, della Sicilia o della Sardegna), il Lago Erie è meno profondo, quindi le sue acque superficiali tendono a ghiacciare prima di altre e soprattutto viene interessato uno spessore maggiore. Anche per questo molte persone si avventurano – a loro rischio e pericolo – sulla sua superficie gelata per praticare sport e altre attività all’aperto, ma non è sempre sicuro, come dimostra il gigantesco “mostro” di 128 chilometri apertosi in un lampo.
Secondo i ricercatori, spaccature come queste sono principalmente dovute allo stress termico cui è sottoposta la copertura glaciale, con il blocco di ghiaccio che si contrae e si restringe sulla base delle fluttuazioni delle temperature. Possono formarsi crepe conosciute come “pressure ridges” dovute al ghiaccio in espansione che spinge contro se stesso. Sul Lago Erie il fenomeno è accentuato proprio dal fatto che è molto esteso e poco profondo, rendendolo particolarmente incline alle spaccature. Anche lo spessore irregolare del ghiaccio, i forti venti che spazzano la superficie ghiacciata (in grado di formare montagne di ghiaccio, come quelle nel video soprastante) e le correnti dell’acqua possono catalizzare la formazione delle aperture, che poi possono estendersi per chilometri. In precedenza il Lago Erie era balzato agli onori della cronaca internazionale per essere diventato completamente verde.