Il fossile di un bellissimo spinosauro con la cresta emerge dal Sahara: “Come un airone infernale”

Non è conosciuto quanto il tirannosauro (Tyrannosaurus rex), ma sin dalla sua comparsa nel terzo capitolo della saga di Jurassic Park, lo spinosauro (Spinosaurus aegyptiacus) ha indubbiamente raccolto molteplici estimatori. Da quando è diventato “famoso” per il grande pubblico, fra l'altro, questo dinosauro teropode è stato protagonista di numerose revisioni sul suo comportamento e sul suo aspetto, caratterizzato da una grande vela sul dorso e dal lungo muso che ricorda quello di un coccodrillo (un adattamento alla cattura dei pesci). Nell'ultimo film Jurassic World: La Rinascita, che fra l'altro presenta diversi errori paleontologici, lo spinosauro è stato mostrato come un animale a vita semiacquatica, in grado di nuotare anche al largo grazie alla sua potente coda a “pagaia”. È interessante notare che non esiste un solo spinosauro, ma un'intera famiglia di animali (Spinosauridae) che comprende diversi generi, tra cui anche Baryonyx.
I paleontologi hanno appena presentato la scoperta di una nuova specie di spinosauro, Spinosaurus mirabilis, che possiamo tradurre in italiano con “meravigliosa lucertola spinosa”. L'aggettivo “meravigliosa” non è casuale: la nuova specie, infatti, presentava una splendida cresta (probabilmente ricoperta da cheratina) che adornava il capo come una lama e che, secondo gli scienziati, forse era colorata come il becco di un tucano. Una meraviglia, appunto, mai vista prima in un dinosauro di questa famiglia.

A scoprire e descrivere la nuova specie è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi dell'Università di Chicago, che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi di istituti di tutto il mondo. Fra quelli coinvolti figurano il Gruppo di Biologia Evolutiva UNED di Madrid (Spagna); il Dipartimento di Scienze Fisiologiche dell'Università della Florida; il Dipartimento di Scienze Biomediche e Anatomiche dell'Università Statale dell'Arkansas; l'Istituto di Ricerca in Scienze Umanistiche dell'Università Abdou Moumouni di Niamey (Niger); l'Istituto Reale Belga di Scienze Naturali di Bruxelles (Belgio) e altri. Tra gli autori dello studio anche il paleontologo italiano Filippo Bertozzo, affiliato all’istituto belga e recentemente coinvolto in varie scoperte significative: fra esse la descrizione di due nuove specie di dinosauri erbivori (Cariocecus bocagei e il "drago spinoso" Haolong dongi) e di un comportamento riproduttivo piuttosto irruento.
La storia di Spinosaurus mirabilis inizia nel novembre del 2019, quando nel cuore del deserto del Sahara, in Niger, i paleontologi guidati dal professor Paul Sereno, docente presso il Dipartimento di Biologia e Anatomia degli Organismi dell’Università di Chicago, trovano i resti di una cresta assieme ai frammenti di una mandibola. I reperti sono stati rinvenuti nell'area fossilifera di Jenguebi, nella Formazione Farak, risalente al Cenomaniano (95 milioni di anni fa), ovvero la prima parte del Cretaceo superiore. All'epoca non sapevano con che cosa avessero a che fare e solo in una spedizione successiva, condotta nel 2022, durante la quale sono stati trovati altri reperti, si sono resi conto della loro importanza. Oltre ad aver identificato la splendida cresta, sospettata di essere ricoperta di cheratina per la presenza di canali vascolari, i frammenti del cranio hanno mostrato anche robuste file di denti sporgenti simili a quelle dei coccodrilli, utili per serrare al meglio i viscidi e sfuggenti pesci (un adattamento tipico dei piscivori).

“Questa scoperta è stata così improvvisa e sorprendente, è stata davvero emozionante per il nostro team”, ha affermato in un comunicato stampa il professor Sereno. “Ricorderò per sempre il momento in cui, al campo, ci siamo riuniti attorno a un computer portatile per osservare per la prima volta la nuova specie, dopo che un membro del nostro team aveva generato modelli digitali 3D delle ossa trovate per assemblare il cranio, sfruttando l'energia solare nel bel mezzo del Sahara. È stato allora che l'importanza della scoperta è diventata davvero evidente.”
“La nuova specie di Spinosaurus, S. mirabilis, pubblicata su Science dal team del Prof. Paul Sereno, è il prodotto di un lungo lavoro di concerto tra tutti noi, partito proprio dalla spedizione di tre mesi del 2022 e successivamente magistralmente guidato da Paul e da Daniel Vidal, i due principali autori dello studio”, ha dichiarato a Fanpage.it il dottor Bertozzo. “È il primo lavoro che descrive alcuni dei reperti recuperati durante la spedizione nel deserto del Sahara in Niger di quell'anno (insieme ad altri precedentemente scoperti), e prossimamente ci saranno ulteriori sviluppi anche su altre specie estinte della zona. S. mirabilis evidenzia ancora di più la stravagante biodiversità che caratterizzava la sua famiglia – gli spinosauridi – dimostrando come ogni singola scoperta paleontologica possa essere un tesoro di informazioni inaspettate.”

Il riferimento, oltre alla spettacolare cresta, è al luogo in cui questo animale è stato trovato: un sito di fossili che si trovava fino a 1.000 chilometri di distanza dalla costa, dunque nell'entroterra. È interessante perché tutti i fossili di spinosauridi rinvenuti fino a oggi si trovavano proprio a ridosso dell'ambiente costiero, elemento che ha ulteriormente rafforzato l'idea di un animale semiacquatico (o addirittura completamente acquatico) e le più recenti ricostruzioni viste in Jurassic World. Secondo gli autori dello studio, questi animali vivevano in un ambiente boschivo attraversato da grandi fiumi, dove potevano catturare grossi pesci come i celacanti, uno dei fossili viventi più straordinari mai scoperti (la comunità scientifica impazzì quando nel 1938 fu identificato un esemplare pescato nel fiume Chalumna in Sudafrica: fu come trovare un dinosauro vivente del Mesozoico).
Per quanto concerne la cresta, il dottor Bertozzo ha affermato che essa aveva probabilmente una funzione di display – cioè per la comunicazione intraspecifica, con uno scopo non noto – e non serviva per il nuoto. “Anzi, questo spinosauro sembra indicare, dato l'ambiente di deposizione e la comparazione con altri predatori, che fosse più legato a uno stile di vita semiacquatico ‘wading shoreline ambush piscivore’, più simile agli aironi che ai coccodrilli.” Anche il professor Sereno ha equiparato Spinosaurus mirabilis a un “airone infernale”, un gigantesco dinosauro teropode piscivoro che tendeva agguati alle sue prede in acqua, poggiando le sue possenti zampe su fondali profondi anche 2 metri.
Il dottor Bertozzo ha affermato di aver partecipato alla spedizione in virtù della sua esperienza con i dinosauri erbivori del Niger, come Ouranosaurus – “l'iguanodonte con la vela, di cui un esemplare originale è esposto al Museo di Storia Naturale ‘Giancarlo Ligabue’ di Venezia” – e animali simili. “Ouranosaurus proviene da un habitat e da un'era geologica differente rispetto a Spinosaurus mirabilis, ovvero da Gadoufaoua, un altro sito fossilifero del Niger ma di una decina di milioni di anni più antico del nuovo spinosauro”, ha chiosato l'esperto. I dettagli della nuova ricerca “Scimitar-crested Spinosaurus species from the Sahara caps stepwise spinosaurid radiation” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Science.