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Il “drago spinoso” aveva una corazza di aculei mai vista prima nei dinosauri: paleontologi stupiti

Da una formazione geologica del Cretaceo in Cina è emerso il fossile straordinariamente conservato di una nuova specie di Iguanodonte. Il dinosauro, soprannominato “drago spinoso”, aveva la pelle costellata da aculei cavi simili a quelli degli istrici. Ecco a cosa servivano secondo gli studiosi.
A cura di Andrea Centini
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Render del "drago spinoso". Credit: FM
Render del "drago spinoso". Credit: FM

Gli scienziati hanno descritto una nuova specie di dinosauro scoperta in Cina con una caratteristica mai vista prima in questi animali. Il fossile perfettamente conservato di Haolong dongi, appartenente all'infraordine degli Iguanodonti (Iguanodontia) e soprannominato “drago spinoso”, presenta infatti i segni di un'armatura fatta di aculei di cheratina, non troppo dissimili da quelli che possiamo osservare negli istrici. I ricercatori ritengono che queste strutture appuntite giocassero un ruolo significativo nel dissuadere la predazione, tuttavia non si esclude che potessero avere funzioni nella termoregolazione – il controllo della temperatura corporea – e sensoriali (meccanorecezione).

Ciò che è certo è che si tratta di una novità assoluta nel campo della paleontologia, che permette di ampliare sensibilmente le conoscenze su questo affascinante gruppo di dinosauri erbivori noto da un paio di secoli. Gli iguanodonti, originati nel Giurassico e radiati nel Cretaceo in una grande varietà di forme e dimensioni, si sono diffusi praticamente su tutto il pianeta e hanno dato vita agli adrosauri, i cosiddetti “dinosauri dal becco d'anatra” come Parasaurolophus.

Il fossile di Haolong dongi. Credit: Thierry Hubin, Institute of Natural Sciences
Il fossile di Haolong dongi. Credit: Thierry Hubin, Institute of Natural Sciences

A descrivere il cosiddetto “drago spinoso” caratterizzato da una corazza di aculei è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Museo geologico dell'Anhui (Cina) e dell'Istituto di scienze naturali di Bruxelles (Belgio), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti la Facoltà di Scienze della Terra dell'Università di Jilin, il Dipartimento di Biologia e Chimica dell'Università Grenoble-Alpes, l'Università cinese di Hong Kong e altri. Tra i co-autori dello studio anche il paleontologo italiano Filippo Bertozzo, esperto di dinosauri erbivori che recentemente ha descritto una nuova specie di adrosauro del Cretaceo inferiore (Caricocecus bocagei) e gli esiti dell'irruento accoppiamento in questo gruppo di dinosauri.

Le strutture tegumentarie di Haolong dongi. Credit:
Le strutture tegumentarie di Haolong dongi. Credit:

Il fossile della nuova specie di iguanodonte è stato recuperato presso una formazione geologica del Cretaceo inferiore (125 milioni di anni fa) nella Cina Nord-orientale; il nome scientifico Haolong dongi è un omaggio allo scomparso professor Dong Zhiming, tra i pionieri negli studi paleontologici in Cina. Ciò che rende così eccezionale questo reperto – appartenente a un giovane esemplare – è la qualità della conservazione, con la pellesquisitamente fossilizzata”, come indicato nell'abstract dello studio. Il tegumento è così ben preservato che la struttura cellulare è ancora ben visibile fino a livello del nucleo. I ricercatori hanno rilevato delle grandi squame scutate sulla coda e tubercolate su collo e torace, molto diverse da quelle presenti in altri iguanodonti. A sorprendere, però, è la presenza degli aculei cutanei cavi fatti di cheratina, diversi sia dalle protopiume dei dinosauri non aviani che dalle spine epidermiche nei rettili moderni (come i tubercoli delle iguane). Ciò suggerisce “un'origine evolutiva distinta”, spiegano gli esperti, evidenziando che morfologia e distribuzione “implicano un ruolo primario nella deterrenza dei predatori, con potenziali funzioni secondarie nella termoregolazione o nella meccanorecezione.”

La struttura microscopica degli aculei del dinosauro. Credit:
La struttura microscopica degli aculei del dinosauro. Credit:

Trovare pelle conservata a livello cellulare in un dinosauro è straordinario. Ci offre una finestra sulla biologia di questi animali a un livello che non avremmo mai pensato possibile”, ha dichiarato in un comunicato stampa il professor Godefroit dell’Istituto di Scienze Naturali belga. “Questa scoperta dimostra che anche gruppi ben studiati come gli iguanodonti possono ancora sorprenderci. La complessità della pelle dei dinosauri è molto maggiore di quanto immaginassimo”, gli ha fatto eco il professor Jiandong del Museo Geologico dell’Anhui.

Interpellato da Fanpage.it, il dottor Bertozzo ha affermato che Haolong dongiscuote prepotentemente le nostre idee sull'aspetto di questi dinosauri.” “Solo una specie più antica dal Giurassico Medio, Kulindadromeus, mostrava la presenza di strutture tegumentarie simili a piume, ma la scoperta di queste spine rivoluziona il paradigma degli iguanodonti caratterizzati solo da ‘pelle glabra'”, ha proseguito il paleontologo, aggiungendo di essere “personalmente esaltato dall'aspettativa di future scoperte in questo ambito per questi meravigliosi animali del passato.” I dettagli della ricerca “Cellular-level preservation of cutaneous spikes in an Early Cretaceous iguanodontian dinosaur” sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Ecology & Evolution.

Render del "drago spinoso". Credit: FM
Render del "drago spinoso". Credit: FM
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