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Il digiuno aiuta il sistema immunitario a uccidere i tumori in test di laboratorio

Un team di ricerca internazionale ha dimostrato che il digiuno migliora l’azione anti cancro delle cellule immunitarie chiamate Natural Killer (NK), specializzate nel dare la caccia e uccidere patogeni, cellule anormali e tumorali. L’effetto è stato osservato in modelli animali, ma gli scienziati ritengono che possa essere efficace anche nell’essere umano.
A cura di Andrea Centini
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Gli scienziati hanno dimostrato che il digiuno ciclico o intermittente è in grado di migliorare in modo significativo l'azione del sistema immunitario contro i tumori, potenziando l'azione di speciali globuli bianchi chiamati cellule Natural Killer (NK). Sono cellule che riconoscono e uccidono agenti patogeni esterni come virus e batteri, così come cellule danneggiate e cellule tumorali. Si differenziano dai linfociti T (o cellule T) per il fatto che a differenza di questi ultimi non hanno bisogno di una precedente esposizione al “nemico” (antigene) per attivarsi e colpirlo; le cellule Natural Killer sono progettate per attaccare e uccidere direttamente le minacce. Non a caso, un maggior numero di cellule NK associato ai tumori è legato a una prognosi migliore nei pazienti oncologici. Ora sappiamo che il digiuno è in grado di potenziarle favorendone l'azione contro il cancro. La scoperta è stata fatta su modelli murini (topi), ma i ricercatori sono fiduciosi che lo stesso meccanismo possa essere osservato anche nell'essere umano. Chiaramente andrà dimostrato attraverso studi clinici ad hoc. Gli autori dello studio sottolineano che ogni variazione del modello alimentare e soprattutto introduzioni del digiuno devono sempre e comunque essere valutate dal medico e da un esperto della nutrizione. No al fai da te, insomma.

A determinare che il digiuno ciclico è in grado di migliorare la risposta del sistema immunitario contro il cancro è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi del Memorial Sloan Kettering Cancer Center (MSK) di New York, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Imperial College di Londra (Regno Unito) e del Programma di Immunologia e Patologia Microbiologica del Weill Cornell Medical College. I ricercatori, coordinati dai dottori Joseph C. Sun e Rebecca B. Delconte del Programma di Immunologia, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sottoposto uno specifico modello alimentare a gruppi di roditori affetti da cancro. In parole semplici, i topi potevano mangiare liberamente per cinque giorni alla settimana su sette, mentre negli altri due dovevano seguire 24 ore di digiuno con sola acqua a disposizione.

Negli animali coinvolti è stato osservato un calo dei livelli di glucosio nel sangue con un contestuale aumento di acidi grassi, un “carburante alternativo” che le cellule Natural Killer hanno iniziato a utilizzare per migliorare la propria azione antitumorale. “Durante ciascuno di questi cicli di digiuno, le cellule NK hanno imparato a utilizzare questi acidi grassi come fonte di combustibile alternativa al glucosio”, ha dichiarato la dottoressa Delconte in un comunicato stampa. “Ciò ottimizza davvero la loro risposta antitumorale perché il microambiente tumorale contiene un'alta concentrazione di lipidi e ora sono in grado di entrare nel tumore e sopravvivere meglio grazie a questo allenamento metabolico”, ha aggiunto l'esperta. In pratica, l'esposizione agli acidi grassi ha dato ai globuli bianchi una sorta di scudo per affrontare al meglio il complesso ambiente delle massa tumorale e uccidere le cellule malate.

Se ciò non bastasse, questa riprogrammazione metabolica è risultata associata a una migliore produzione di citochine, molecole proinfiammatorie legate alle risposte antitumorali. Durante il digiuno, infatti, le cellule NK tendevano a migrare nel midollo osseo dove venivano esposte a una proteina di segnalazione chiamata Interleuchina-12 che le spingeva a produrre più citochine (nello specifico interferone gamma). Nel frattempo le cellule NK nella milza diventavano brave anche a usare i lipidi come fonte di energia. “Mettendo insieme entrambi questi meccanismi, scopriamo che le cellule NK sono pre-innescate per produrre più citochine all'interno del tumore. E con la riprogrammazione metabolica, sono più capaci di sopravvivere nell'ambiente del tumore e si specializzano per avere proprietà antitumorali migliorate”, ha chiosato la dottoressa Delconte.

È noto che le cellule cancerose sono particolarmente affamate e spesso i medici chiedono ai pazienti di limitare o eliminare il consumo di determinati alimenti perché potrebbero catalizzare la proliferazione e l'aggressività delle stesse, migliorando al contempo l'azione di alcuni trattamenti chemioterapici. Il digiuno, come evidenziato dagli autori del nuovo studio, è in grado di riprogrammare le cellule immunitarie più letali rendendole meglio attrezzate per sopravvivere nell'ambiente tumorale ostile e combattere le cellule cancerose. Ciò potrebbe favorire anche le recenti tecniche di immunoterapia. “I nostri risultati identificano un legame tra restrizione dietetica e risposte immunitarie innate ottimizzate, con il potenziale per migliorare le strategie immunoterapeutiche”, spiegano Delconte e colleghi.

I ricercatori sottolineano l'importanza di valutare il digiuno ciclico e cambiamenti alimentari solo ed esclusivamente sotto stretto controllo medico, raccomandando di non fare scelte individuali e deliberate che potrebbero essere controproducenti, tenendo presente che ogni paziente fa storia a sé. Inoltre i risultati sono stati osservati solo nei topi, pertanto sarà necessario attendere i risultati degli studi clinici (test sull'uomo) per sapere se effettivamente il digiuno migliori anche l'azione delle cellule Natural Killer nella nostra specie. I dettagli della ricerca “Fasting reshapes tissue-specific niches to improve NK cell-mediated anti-tumor immunity” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Immunity.

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