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Il cetriolo di mare sfida l’immortalità: le parti amputate vivono per anni, la scoperta su Science Advances

Uno studio pubblicato su Science Advances documenta la sopravvivenza dei tessuti amputati di cetriolo di mare, con frammenti che hanno continuato a crescere e riorganizzarsi per anni dopo la separazione dall’animale.
Il cetriolo di mare Psolus fabricii, la specie i cui tessuti amputati sono rimasti vivi e biologicamente attivi per anni. Credit: Rebecca Evans/Wikimedia Commons
Il cetriolo di mare Psolus fabricii, la specie i cui tessuti amputati sono rimasti vivi e biologicamente attivi per anni. Credit: Rebecca Evans/Wikimedia Commons

Le parti amputate del cetriolo di mare possono continuare a vivere autonomamente per anni, anche al di fuori di ambienti controllati e sterilizzati. È quanto hanno osservato da un team di ricerca internazionale studiando il Psolus fabricii, una specie di cetriolo di mare originaria dell’Oceano Atlantico settentrionale. In un nuovo studio pubblicato su Science Advances, gli scienziati hanno documentato la vitalità di tessuti amputati e mantenuti in acqua di mare per oltre tre anni.

Si tratta della prima segnalazione nota di sopravvivenza a lungo terminespiegano gli studiosi. “Questa scoperta mette in discussione le attuali conoscenze sui limiti dell’immortalità dei tessuti e apre interessanti prospettive in campo biomedico”.

Tutto è iniziato da un’osservazione inattesa. Gli scienziati hanno notato che un frammento di un pedicello di un cetriolo di mare era rimasto intatto per settimane dopo essersi separato dall'animale. Invece di deteriorarsi, il tessuto sembrava continuare a svilupparsi. Da quell'osservazione è partita una serie di esperimenti che ha portato alla documentazione della sopravvivenza a lungo termine di tessuti amputati in normale acqua di mare.

Non siamo ancora riusciti a far crescere un nuovo cetriolo di mare completo, ma stiamo osservando una crescita e una diversificazione cellulare davvero sorprendenti, letteralmente anni dopo la rimozione di questo tessuto” ha affermato Rachel Sipler, ricercatrice senior del Bigelow Laboratory for Ocean Sciences e co-autrice dello studio.

I frammenti del cetriolo di mare vivi per oltre tre anni

Evoluzione del tessuto amputato di Psolus fabricii: a un anno dall’escissione (sinistra) e dopo diversi anni (destra). Visibile la progressiva guarigione della ferita e la formazione di nuovo tessuto. Credit: Sara Jobson/Memorial University
Evoluzione del tessuto amputato di Psolus fabricii: a un anno dall’escissione (sinistra) e dopo diversi anni (destra). Visibile la progressiva guarigione della ferita e la formazione di nuovo tessuto. Credit: Sara Jobson/Memorial University

Per verificare il fenomeno, i ricercatori hanno prelevato tessuti dal corpo e dai tentacoli di tre esemplari di Psolus fabricii, mantenendoli in acqua di mare. Le analisi hanno mostrato segni di attività immunitaria, riorganizzazione dei tessuti e diversificazione cellulare anche molto tempo dopo la separazione dall’organismo originario.

Pur essendo privi di bocca o di un apparato digerente, i frammenti riuscivano comunque a ottenere nutrienti assorbendo amminoacidi disciolti nell'acqua marina attraverso le cellule.

Quando gli esperimenti sono stati interrotti per pubblicare i risultati, dopo più di tre anni, il tessuto era ancora vivo e biologicamente attivo.

Perché la scoperta è importante per la medicina

Gli echinodermi, il gruppo a cui appartengono i cetrioli di mare, sono già noti per le loro capacità rigenerative. Finora, però, si riteneva che i tessuti persi andassero incontro alla morte o alla decomposizione. Le osservazioni riportate nello studio suggeriscono invece che alcuni frammenti possano mantenere a lungo la propria organizzazione biologica e continuare a svilupparsi.
Resta però da capire fino a che punto possa spingersi questa capacità di sopravvivenza e crescita: “È come una lucertola che perde la coda” osserva Sipler. “Sappiamo che alcune lucertole possono rigenerare la coda, e noi stiamo cercando di capire se la coda può far crescere una nuova lucertola”.

Le osservazioni sul cetriolo di mare potrebbero offrire un nuovo modello sperimentale per studiare la rigenerazione dei tessuti e la guarigione delle ferite. Inoltre, trattandosi di un invertebrato, il sistema sarebbe più semplice da utilizzare rispetto a molte linee cellulari di vertebrati e potrebbe risultare utile anche in contesti di ricerca con minori infrastrutture.

Per Sipler, il risultato mette in luce il potenziale ancora nascosto negli ecosistemi marini. “I progressi scientifici più significativi si ottengono quando si trova un analogo naturale di ciò che si sta studiando” ha aggiunto la ricercatrice. “Ecco una specie che possiede questa capacità rivoluzionaria, e noi non ne avevamo idea. È un promemoria di quanto ancora ci sia da scoprire nell'ambiente marino e di quanto sia importante proteggere queste risorse che potrebbero custodire conoscenze davvero preziose per noi”.

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