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IA svela il mistero di una strana pietra di epoca romana: il significato delle incisioni

Grazie all’intelligenza artificiale (IA) i ricercatori sono riusciti a svelare il mistero dell’oggetto 04433, una strana pietra incisa di epoca romana trovata nel sito archeologico di Coriovallum, nei Paesi Bassi. Ecco di cosa si tratta.
A cura di Andrea Centini
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L’antica e misteriosa pietra romana di Coriovallum. Credit: Antiquity
L’antica e misteriosa pietra romana di Coriovallum. Credit: Antiquity

Nel Museo Het Romeins di Heerlen, nei Paesi Bassi, è custodita una strana pietra calcarea ovoidale, bianca e liscia, con incisioni nette che formano un disegno geometrico sulla sua superficie superiore. Si tratta del campione 04433, recuperato presso il sito archeologico di Coriovallum, una città di epoca romana che fu florida tra il I e il V secolo dopo Cristo. Sin da quando è stata rinvenuta la pietra ha incuriosito molto gli archeologi, dato che risulta piuttosto diversa da qualunque altra del periodo. Nel corso del tempo sono state avanzate diverse ipotesi sulla sua funzione; ora, grazie a una specifica intelligenza artificiale (IA) chiamata Ludii, gli studiosi sono praticamente certi che si tratti di un gioco da tavolo di tipo “a blocco”, nel quale l'obiettivo è intrappolare l'avversario fino a impedirgli di muovere le pedine. È un po' come l’italiano Gioco dell'Orso, lo scandinavo Haretavl o La liebre perseguida della Spagna. Sono noti diversi giochi da tavolo degli antichi Romani, documentati sia nei manoscritti sia attraverso “tavoli” e pedine recuperati nei siti archeologici, ma nessuno somigliava alla pietra di Coriovallum. Ora non solo sappiamo che è un gioco da tavolo, ma conosciamo anche le sue probabili regole.

La pietra di Coriovallum vista da ogni lato. Credit: Antiquity
La pietra di Coriovallum vista da ogni lato. Credit: Antiquity

A svelare il mistero della pietra romana incisa recuperata nei Paesi Bassi è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati olandesi dell'Università di Leida, che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi di diversi istituti. Fra quelli coinvolti figurano l'Istituto di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, elettronica e matematica applicata (ICTEAM) dell'Università Cattolica di Louvain (Belgio), il Museo Het Romeins, il Dipartimento di Informatica Avanzata dell'Università di Maastricht, la Facoltà di Scienze e Ingegneria dell'Università Flinders (Australia) e altri. I ricercatori, coordinati dal dottor Walter Crist del Centro per le discipline umanistiche digitali dell’ateneo olandese, hanno avanzato varie ipotesi su questa particolare pietra, scartandole una dopo l'altra fino a essere praticamente certi che si tratti di un gioco da tavolo. Ad esempio, si è pensato che potesse essere una sorta di schema per un progetto architettonico, ma è stato ritenuto poco verosimile per l'imprecisione delle linee, la scala e la forma; anche le ipotesi di una guida per intagliare la pietra o di un elemento di opus sectile (una tecnica decorativa romana simile al mosaico ma con pezzi più grandi) sono state scartate per dimensioni e scarsa coerenza con ciò che già sappiamo. L'ipotesi più plausibile è quella del gioco da tavolo, che è stata praticamente confermata dall'IA.

Le abrasioni sulla pietra emerse con tecniche di imaging. Credit: Antiquity
Le abrasioni sulla pietra emerse con tecniche di imaging. Credit: Antiquity

Analizzando l'oggetto 04433 con tecniche di imaging tridimensionale, i ricercatori si sono accorti che lungo certe linee erano presenti abrasioni compatibili con lo scivolamento di pedine in vetro o pietra. A questo punto hanno fornito i dati raccolti all'IA Ludii, già addestrata sulle regole di antichi giochi romani noti, facendo così emergere il possibile regolamento del “nuovo” gioco. Sono state individuate oltre cento configurazioni di gioco possibili, tra schemi di gioco di blocco e di allineamento (come il tris), ma solo quelli di blocco risultano compatibili con le abrasioni.

Il computer ha prodotto decine di possibili set di regole. Poi ha giocato contro se stesso e ha identificato alcune varianti che risultano divertenti per gli esseri umani”, ha affermato all'AFP il coautore dello studio Dennis Soemers. Tuttavia non possiamo sapere quali fossero le reali regole del gioco, dato che l'IA, basandosi sullo schema delle linee, può trovarne molteplici. Come indicato, il blocco dell'avversario appare il più probabile. “Non possiamo essere certi che i Romani giocassero esattamente in quel modo”, ha chiosato il dottor Soemers, sottolineando comunque che si trattasse di un gioco di strategia “apparentemente semplice ma avvincente”. I dettagli della ricerca “Ludus Coriovalli: using artificial intelligence-driven simulations to identify rules for an ancient board game” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Antiquity

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