I ragazzi di Crans-Montana usano la “comunicazione aumentativa” per parlare con i loro cari: come funziona

Dopo giorni di ricovero alcuni dei feriti nell'incendio di Crans-Montana ricoverati al Niguarda di Milano stanno mostrando lenti ma progressivi segni di miglioramento. Oggi l'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso ha spiegato che alcuni di loro, se le condizioni continueranno a migliorare, potrebbero anche essere dimessi nei prossimi giorni. Sempre Bertolaso, ieri, ha raccontato alla stampa come due di loro, entrambi sedicenni, siano stati svegliati da poco dalla sedazione profonda e stiano riprendendo pian piano i contatti con il mondo esterno. Nonostante siano fasciati e non possano parlare, riescono infatti a comunicare – spiega il Corriere della Sera – attraverso videomessaggi e computer.
"Come tutti ha le mani completamente fasciate, c’è però questo strumento incredibile che permette di dialogare con lui", ha spiegato l'assessore al Welfare parlando di uno di loro. Bertolaso ha infatti spiegato come il ragazzo sia stato in grado di comunicare con la madre utilizzando un particolare dispositivo che gli permette di selezionare le icone corrispondenti alle emozioni che prova in quel momento, come paura, ansia, dolore o preoccupazione. "Alla fine è apparsa la felicità e l'ha cliccata. Mi sono molto emozionato", ha detto Bertolaso.
Cos'è la comunicazione aumentativa
Come hanno spiegato fonti del Niguarda a Fanpage.it, il dispositivo di cui parla Bertolaso è un macchinario utilizzato da diversi anni per permettere alle persone con disabilità (o comunque impossibilitate a parlare) di comunicare. In termini tecnici si chiama "comunicazione aumentativa e alternativa", anche detta CAA. Recentemente però sempre più esperti preferiscono chiamarla soltanto "comunicazione aumentativa".
Si tratta di un ambito della pratica clinica che comprende tecniche, strumenti, pratiche e tecnologie volte a rendere possibile o incrementare la comunicazione per tutte quelle persone che hanno difficoltà, temporanee o permanenti, a esprimersi attraverso i canali tradizionali, soprattutto il linguaggio orale e la scrittura.
Il termine "aumentativa" esprime proprio questo obiettivo: non sostituire, ma supportare e accrescere le possibilità comunicative naturali. L'aggettivo "alternativa" invece – spiega la neuropsichiatra infantile Aurelia Rivarola – viene usato sempre meno in ambito medico perché sembra sottendere che la CAA punti a sostituire le possibilità comunicative già esistenti.
Quando viene usata
L'obiettivo di questo eterogeneo gruppo di tecniche e strumenti – spiega il Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa di Milano e Verdello – è quindi quello di sfruttare tutte le competenze comunicative della persona, compresi i gesti o le vocalizzazioni, per formare un sistema comunicativo flessibile e su misura, che punti quanto più possibile a compensare le difficoltà comunicative della persona. Queste tecniche possono essere utilizzate sia nelle persone con difficoltà della comunicazione che si sono affermate durante l'età evolutiva, con o senza disabilità motorie o cognitive.
Ma vi si può fare ricorso anche in quelle situazioni in cui le difficoltà comunicative insorgono più tardi, ad esempio a causa di disabilità sviluppate in età adulta dopo incidenti, ictus o altre malattie. Questa è ad esempio la situazione in cui si trovano alcuni dei ragazzi feriti di Crans-Montana, che stando agli ultimi aggiornamenti, pur essendo in miglioramento non possono né parlare né scrivere.
Come ha spiegato a Fanpage.it il professore Franco Bassetto, direttore dell’UOC Grandi Ustionati dell’ospedale di Padova, il percorso per gli ustionati gravi non è né semplice né breve. Nei giorni seguenti alla tragedia di Crans-Montana, dove hanno perso la vita 41 persone, di cui la maggior parte giovanissimi, abbiamo raccontato la storia di Elena Benatti, una ragazza sopravvissuta a un grave incendio in cui è rimasta coinvolta quando aveva solo 26 anni.