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Covid 19
16 Febbraio 2022
10:24

I non vaccinati guariti da Omicron non sono immuni alle altre varianti del coronavirus

Analizzando il plasma di 20 non vaccinati e 7 vaccinati, tutti contagiati da Omicron, un team di ricerca ha determinato che i primi sono a rischio reinfezione.
A cura di Andrea Centini
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I non vaccinati che hanno contratto la variante Omicron non risultano efficacemente protetti da altri ceppi del coronavirus SARS-CoV-2, a differenza di chi è stato contagiato ma da vaccinato. In altri termini, guarire da un'infezione da Omicron non garantisce immunità crociata contro altre varianti se non si è stati immunizzati col vaccino, aumentando il rischio di reinfezione. Questa mancata copertura immunitaria per i non vaccinati sarebbe dovuta al peculiare profilo genetico della variante Omicron (B.1.1.529), caratterizzata da oltre 30 mutazioni sulla proteina S o Spike, il gancio che il patogeno pandemico sfrutta per legarsi al recettore ACE-2 delle cellule umane, invaderle e avviare il processo di infezione che determina la malattia (COVID-19). Sottolineiamo che si tratta dei risultati di uno studio non ancora sottoposto a revisione paritaria, pertanto devono essere ancora confermati.

A determinare che i guariti da Omicron e non vaccinati sono più esposti al rischio di contagio da altre varianti è stato un team di ricerca sudafricano guidato da scienziati dell'Istituto Nazionale per le Malattie Trasmissibili dei Servizi di Laboratorio Sanitario Nazionale, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Programma Zoonotic Arbo and Respiratory Virus del Dipartimento di Virologia Medica dell'Università di Pretoria, del Tshwane District Hospital e del KwaZulu-Natal Research Innovation and Sequencing Platform. I ricercatori, coordinati dal dottor Simone I. Richardson, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sottoposto a vari esami di laboratorio il plasma di 20 contagiati da Omicron non vaccinati e di 7 positivi che avevano ricevuto il vaccino (Pfizer-BionTech o Johnson & Johnson). I campioni sono stati raccolti tra il 25 novembre e il 20 dicembre 2021, nel periodo in cui Omicron era responsabile della quasi totalità dei casi di COVID-19 nel Paese. La variante è stata identificata per la prima volta proprio in Sudafrica, prima di essere classificata come variante di preoccupazione (VoC) dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Credit: MedrXiv
Credit: MedrXiv

Il dottor Richardson e i colleghi hanno sottoposto i campioni al test ELISA (acronimo di Enzyme-Linked Immunosorbent Assay) per valutare le concentrazioni di anticorpi leganti, la fagocitosi cellulare anticorpo-dipendente (ADCP), la citotossicità cellulare anticorpo-dipendente (ADCC) e la capacità di neutralizzazione indotta dalla variante Omicron verso altri ceppi del coronavirus SARS-CoV-2. Tra quelli indagati la variante Delta (ex seconda indiana), la variante Beta (ex sudafricana), il ceppo ancestrale D614G e C.1.2. Dalle analisi è emerso che il plasma dei contagiati da Omicron non vaccinati, rispetto a quello dei vaccinati, aveva una capacità cross-reattiva contro le altre varianti dalle 20 alle 43 volte inferiore. In parole semplici, risultava molto meno efficace nel neutralizzarle. Ciò suggerisce che i guariti da Omicron non vaccinati siano più suscettibili alla reinfezione da parte di altri ceppi del virus, a differenza di ciò che accade nei vaccinati. Per quanto concerne gli altri test, i campioni dei vaccinati hanno mostrato riduzioni trascurabili dell'ADCP contro Delta, Beta e D614G rispetto alla variante Omicron, mentre è stata riscontrata attività contro tutte le varianti sottoposte alle analisi. Inoltre i titoli ADCC contro la variante Beta e il ceppo D614G risultavano più elevati nei contagiati da Omicron vaccinati rispetto ai positivi non vaccinati (i livelli di ADCC contro la variante Delta erano invece comparabili nei due gruppi).

In conclusione, la ricerca evidenzia che un'infezione da Omicron nei non vaccinati non innesca una risposta cross-reattiva (neutralizzante) efficace nei confronti di altri ceppi del SARS-CoV-2, determinando un rischio maggiore di reinfezione. I dettagli dello studio “SARS-CoV-2 Omicron triggers cross-reactive neutralization and Fc effector functions in previously vaccinated, but not unvaccinated individuals” sono stati caricati nel database online MedRXiv, in attesa della revisione fra pari e la pubblicazione su una rivista scientifica.

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