“Ho trovato un baby dinosauro?”: il segreto della magnifica roccia presentata al paleontologo

I paleontologi che studiano i dinosauri e altri animali preistorici ricevono spesso materiale per una consulenza rapida, soprattutto quelli più attivi e conosciuti sui social network. Una roccia dalla forma strana, con una peculiare trama o un'apparente orma impressa sulla superficie, del resto può essere un vero fossile o qualcosa che gli somiglia molto, quindi non c'è niente di meglio che chiedere consiglio a un esperto. In tal senso, ciò che è accaduto al famoso paleontologo e divulgatore scientifico Dean Lomax dell'Università di Bristol, un esperto di ittiosauri (rettili marini del Mesozoico, ma non dinosauri), è a dir poco emblematico. In un post pubblicato su Instagram e Facebook il 7 gennaio, il ricercatore ha infatti condiviso la foto di una strana roccia marrone ovoidale, ricevuta dal signor Stuart Shaw. È lunga poco più di un pallone da football americano e su di essa si staglia l'immagine bianca di quello che sembra essere un “baby tirannosauro”, o comunque un piccolo teropode, cioè un dinosauro appartenente a un gruppo di bipedi e carnivori.
La testa con il dettaglio dell'occhio e la bocca aperta, la coda, le zampe e persino i residui di un presunto sacco vitellino sembrano davvero suggerire che su questa roccia sia impresso un dinosauro. Non a caso lo scienziato l'ha presentata al suo pubblico come “la migliore roccia ‘Ho trovato un cucciolo di dinosauro?' che io abbia mai visto!”. In realtà siamo innanzi a un classico effetto di pareidolia o illusione pareidolitica, un fenomeno psicologico legato al modo in cui il nostro cervello va a caccia di immagini familiari in forme casuali, come le trame sulle piastrelle, le nuvole, la carta da parati o la corteccia di un albero.
Come spiegato dall'Università John Hopkins, il termine pareidolia deriva dalle parole greche para (che significa accanto, oltre, anomalo) ed eidolon (che significa immagine o forma): “Spesso è associato alla scoperta o all'assegnazione di caratteristiche fisiche umane in natura”, come il famosissimo volto umano su Marte. Questa tendenza a riconoscere schemi famigliari in forme casuali, secondo i biologi evoluzionisti, è un meccanismo che si è sviluppato per permettere alla nostra specie di identificare rapidamente schemi e pattern, in particolar modo quelli pericolosi, come ad esempio la sagoma di un predatore. In sostanza, il nostro cervello può vedere cose che non esistono, come appunto il dinosauro impresso sulla roccia del dottor Lomax.
Come spiegato dallo scienziato sui social, infatti, ciò che si vede “non è un piccolo di dinosauro, né tantomeno un fossile”, ma si tratta di “mineralizzazione nella roccia, che può assumere forme molto diverse.” “In questo caso sembra un piccolo di dinosauro”, sottolinea l'esperto di ittiosauri, aggiungendo che l’immaginazione è uno strumento potentissimo e che siamo innanzi alla pareidolia “al suo massimo.” La mineralizzazione è quel processo che porta i fluidi ricchi di minerali a depositarsi dentro o sopra le rocce, in particolar modo nelle fratture, e quando cristallizzano danno vita a venature spettacolari e talvolta preziose. Le strutture bianche in genere sono legate a quarzo o calcite, ma in questo caso non c'è alcun riferimento sulle qualità geologiche della roccia; sappiamo solo che questo processo ha portato alla forma del dinosauro (e a quella di una scamorza rovesciata) sulla roccia oblunga.
“Ricevo spesso messaggi di persone che chiedono di identificare fossili che poi si rivelano essere, beh, rocce dalla forma strana. La cosa divertente, in questo caso, è che questa roccia è probabilmente anche due volte più antica dei primi dinosauri.”, ha chiosato il dottor Lomax. Poiché i primi dinosauri risalgono a circa 240 milioni di anni fa – l'antichissimo sauropodomorfo Huayracursor jaguensis di recente scoperta risale a 230 milioni di fa, al tardo Triassico – questa roccia trovata dal Stuart Shaw potrebbe avere anche quasi mezzo miliardo di anni. Purtroppo non sappiamo dove, come e quando è stato raccolto questo spettacolare campione geologico.