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Fortissima tempesta solare in corso: le probabilità di vedere l’aurora boreale in Italia oggi 20 gennaio

Un brillamento di classe X 1.9 ha scatenato una fortissima tempesta geomagnetica la sera del 19 gennaio 2026, facendo comparire l’aurora boreale anche in Italia. L’attività magnetica è ancora molto elevata e stamattina è stata registrata una nuova tempesta solare acuta (G4). Speranze di aurora boreale anche per la sera tra il 20 e il 21 gennaio.
A cura di Andrea Centini
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L’aurora boreale del 19 gennaio 2026. Credit: Getty
L’aurora boreale del 19 gennaio 2026. Credit: Getty

Attorno alle 20:30 ora italiana di ieri, lunedì 19 gennaio 2026, un velocissimo flusso di vento solare ha scatenato una tempesta geomagnetica acuta (G4) i cui effetti sono visibili ancora in queste ore. Basti sapere che, come indicato dal portale specializzato SpaceWeatherLive.com, alle 09:43 del Tempo Coordinato Universale (UTC) di oggi, le 10:43 in Italia, è stata registrata una tempesta solare forte (G3) con un indice Kp pari a 7, mentre alle 11:22 si è scatenata una nuova tempesta G4 e l'indice è balzato nuovamente a 8. Ricordiamo che l'indice Kp è un valore che misura l'intensità dell'attività magnetica e si basa una scala da 0 a 9. Un valore pari a 8 permette la comparsa dell'aurora boreale anche nel nostro Paese, e così è stato ieri sera. La vedremmo anche in questo momento se il cielo fosse buio.

La sera del 19 gennaio l'impatto del vento solare a velocità estrema – oltre 1.600 chilometri al secondo – contro la magnetosfera terrestre ha dato vita a magnifici archi aurorali nei cieli del Bel Paese, fotografati in diverse regioni del Settentrione. Purtroppo il maltempo diffuso su Centro, Meridione e isole maggiori ha impedito a tantissimi di godere dello spettacolo ottico, che per l'occasione si è manifestato con meravigliosi colori rossi, verdi, violetti e azzurri. La perturbazione del campo magnetico, come indicato, è ancora in corso, pertanto non si può escludere che l'aurora boreale possa manifestarsi nuovamente anche la sera tra il 20 e il 21 gennaio. I parametri sono ancora elevati e continuano a scendere e risalire; la speranza è che nelle prossime ore non crollino troppo, permettendo di nuovo la comparsa dell'aurora boreale sullo Stivale.

Tutto ha avuto inizio la sera di domenica 18 gennaio, quando alle 19:09 ora italiana la macchia solare AR 4341 ha scagliato un violentissimo brillamento di classe X 1.9. Potete vederlo nel video sottostante. Questa immensa esplosione di energia, pari a quella di centinaia di migliaia di bombe atomiche che esplodono simultaneamente, ha innescato un'espulsione di massa coronale (CME) rivolta direttamente verso il nostro pianeta. Si tratta, in parole semplici, di materiale strappato dallo strato esterno dell'atmosfera del Sole (la corona) composto da particelle cariche elettricamente (plasma) e campi magnetici, che combinati danno vita al vento solare.

Il brillamento X 1.9 che ha scatenato le tempeste solari del 19–20 gennaio 2026. Credit: NASA SDO
Il brillamento X 1.9 che ha scatenato le tempeste solari del 19–20 gennaio 2026. Credit: NASA SDO

In genere il vento solare impiega 2 o 3 giorni per arrivare, ma a causa della velocità estrema con cui è stato scagliato, è giunto sulla Terra in circa 24 ore, ben prima delle previsioni. Il brillamento, oltre ad aver innescato una tempesta di radiazioni S4, ha dato vita alla tempesta geomagnetica G4, un fenomeno in grado di provocare blackout elettrici, problemi di tensione diffusi alle reti elettriche, danni alle operazioni satellitari, blocchi nelle comunicazioni radio e sistemi GPS. Può avere anche un impatto sugli aerei – come dimostra un nuovo studio e il caso del richiamo degli Airbus A320 – e sul comportamento migratorio degli animali. Una tempesta solare G4 è appena un gradino al di sotto della G5, estrema, che ha un potenziale catastrofico.

Un “effetto collaterale” delle tempeste solari è rappresentato dalle aurore polari (boreali nell'emisfero nord, australi in quello sud), che emergono quando le particelle del vento solare interagiscono con gli atomi dell'alta atmosfera (la ionosfera). In parole semplici, gli atomi vengono eccitati da questa interazione e danno vita a bellissimi colori; gli archi aurorali simili a sinuosi tendaggi non sono altro che flussi di queste particelle che si dispongono lungo le linee del campo magnetico terrestre. Più è forte la tempesta geomagnetica, più è bassa la latitudine in cui è possibile ammirare il fenomeno ottico, che è visibile solo al buio.

Come indicato, a causa della velocissima CME arrivata la sera del 19 gennaio l'aurora boreale ha fatto nuovamente capolino anche in Italia: il fenomeno è stato visto in diverse regioni del Nord, come Valle d'Aosta, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Tra gli scatti più suggestivi quelli catturati nella Val Gardena, sulle Dolomiti, nella Val di Fassa e al confine tra Italia e Austria. Magnifiche le fotografie scattate anche in Francia, Germania e altri Paesi del Nord Europa.

Purtroppo lo spettacolo è stato precluso in molte regioni italiane del Centro e del Sud per via del maltempo, ma non si può escludere che il fenomeno possa ripetersi anche stasera. C'è il rischio che i parametri di attività magnetica si attenuino, ma al momento continuano a scendere e salire vertiginosamente.  “Il campo magnetico del nostro pianeta sta ancora riverberando a causa dell'impatto, causando tempeste geomagnetiche da lievi (G1) a forti (G3) il 20 gennaio”, ha scritto l'astrofisico Tony Phillips di Spaceweather.com. “Gli osservatori del cielo alle alte latitudini dovrebbero rimanere in allerta per le aurore. Ma stamattina si manifestata una nuova G4, indice che la perturbazione è ancora molto forte.

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