Fino a cinque tazze di caffè per 400 mg di caffeina al giorno: la soglia considerata sicura secondo Circulation

Il caffè è la bevanda più consumata al mondo e per milioni di persone è un vero e proprio rito quotidiano irrinunciabile, soprattutto al mattino (ma non solo). Trattandosi di un composto stimolante, alla luce della presenza dell'alcaloide caffeina e di molte altre sostanze bioattive, si dibatte da tantissimi anni sulle dosi sicure da poter consumare ogni giorno. Ora gli autori di una nuova, approfondita revisione pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Circulation dell'American Heart Association (AHA) sono giunti alla conclusione che fino a un massimo di 5 tazze al giorno per un totale di 400 milligrammi di caffeina sono considerate "generalmente sicure per la maggior parte degli adulti". Questo quantitativo di caffeina, aggiunge l'AHA in un comunicato stampa condiviso di concerto con l'articolo, "sembra essere collegato a un minor rischio di diverse patologie cardiovascolari, tra cui insufficienza cardiaca, malattie cardiache e ictus in alcuni individui". Poiché in un tipico caffè espresso ci sono dai 60 ai 90 milligrammi di caffeina (media 75 mg), 5-6 espressi normali o 4 piuttosto forti nell'arco di un giorno rientrano nel range di sicurezza identificato dai medici statunitensi. Chiaramente si tratta di un'indicazione generale, pertanto, prima di cambiare le proprie abitudini sul consumo di caffè è sempre doveroso consultare il proprio medico.
A determinare che 3-5 tazze al giorno di caffè per un totale massimo di 400 milligrammi di caffeina sono una dose “generalmente sicura” per la maggior parte degli adulti è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università della California di San Francisco (UCSF), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di molteplici istituti. Fra quelli coinvolti la Scuola di Salute Pubblica T.H Chan dell'Università di Harvard, il College di Infermieristica dell'Università del Kentucky, il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell'Università di Uppsala (Svezia), l'Ospedale Universitario di Copenaghen (Danimarca), la Scuola di Medicina dell'Università Yale e l'Università di Adelaide (Australia). I ricercatori, coordinati dal cardiologo elettrofisiologo Gregory M. Marcus dell'ateneo californiano, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto una revisione dei risultati di numerose ricerche (soprattutto recenti, ma non solo) dedicate all'impatto della caffeina sulla salute.
Il primo aspetto rilevante evidenziato da Marcus e colleghi, al di là della dose, è la fonte della caffeina. Il composto è infatti presente in numerose sostanze naturali e prodotti diversi, inoltre può essere ottenuta sinteticamente. Gli scienziati, ad esempio, sottolineano che bevande come gli energy drink contenenti dosi molto elevate di caffeina (anche 4 volte in più del caffè) dovrebbero essere evitate perché possono avere effetti potenzialmente dannosi sul cuore, aumentando il rischio di ipertensione e aritmie cardiache. Senza dimenticare l'aggiunta di altre sostanze stimolanti come ad esempio la taurina. Chiaramente anche dosi di caffè superiori a quelle raccomandate possono avere i medesimi effetti. Gli scienziati sottolineano anche che l'aggiunta di zucchero, sciroppi, panna e altri additivi possono annullare gli effetti benefici sul minor rischio di patologie cardiovascolari. È doveroso ricordare che il caffè contiene centinaia di sostanze bioattive come clorogenici, diterpeni, melanoidine e trigonellina, alcune delle quali con noti effetti antiinfiammatori e antiossidanti, pertanto i ricercatori ritengono che i benefici sulla salute del caffè possano essere legati a questi composti.
Per quanto concerne la pressione sanguigna, i ricercatori dell'AHA hanno rilevato che la caffeina può aumentarla temporaneamente soprattutto in coloro che non ne fanno consumo abituale. Con 1-3 tazze al giorno è stato rilevato un rischio leggermente superiore di ipertensione, mentre con più di 3 tazze il rischio è risultato leggermente inferiore, probabilmente per una questione di tolleranza e altri composti presenti nel caffè. Gli energy drink, d'altro canto, sono stati associati ad aumenti significativi della pressione, in particolar modo in chi era già iperteso. La caffeina riduce la sensibilità insulinica e il consumo regolare di caffè è stato associato a un rischio inferiore di diabete di tipo 2, col beneficio probabilmente legato agli altri composti come i clorogenici. La caffeina non è associata nemmeno a un aumento del colesterolo o al rischio di fibrillazione atriale o aritmie con 1 – 3 tazze al giorno, sebbene sia stato osservato un possibile aumento delle extrasistoli ventricolari (PVC). Dosi molto elevate come quelle degli energy drink innescano aritmie anche nei giovani. Dalle 2 alle 4 tazze al giorno sono state invece associate a un minor rischio di coronaropatia, insufficienza cardiaca e ictus.
“La caffeina assunta con il caffè è una componente fondamentale della vita quotidiana di milioni di persone e, secondo la nostra analisi delle ricerche più recenti, per la maggior parte degli adulti un'assunzione fino a 400 mg di caffeina al giorno, equivalente a un massimo di 5 tazze di caffè al giorno senza zuccheri aggiunti o additivi, è sicura e non aumenta il rischio cardiovascolare”, ha affermato il professor Marcus. È doveroso sottolineare che molte delle ricerche sulla caffeina si basano su studi osservazionali che non possono far emergere un rapporto di causa-effetto, pertanto dovranno essere confermati da indagini approfondite. I dettagli dell'articolo “Caffeine and Cardiovascular Disease: A Scientific Statement From the American Heart Association” sono stati pubblicati su Circulation.