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Farmaco anti-obesità di Novo Nordisk: perché si parla del nuovo CagriSema e del confronto con tirzepatide

I dati dello studio clinico REDEFINE 4 mostrano un’efficacia del 23% nella perdita di peso per il nuovo farmaco anti-obesità CagriSema di Novo Nordisk, ma il confronto con la tirzepatide di Eli Lilly accelera la ricerca sui tripli agonisti.
A cura di Valeria Aiello
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Il nuovo farmaco anti–obesità CagriSema di Novo Nordisk è stato testato nello studio di fase 3 REDEFINE 4 per valutarne efficacia e confronto con la tirzepatide di Eli Lilly.
Il nuovo farmaco anti–obesità CagriSema di Novo Nordisk è stato testato nello studio di fase 3 REDEFINE 4 per valutarne efficacia e confronto con la tirzepatide di Eli Lilly.

Un nuovo farmaco anti-obesità di Novo Nordisk ha riportato al centro dell’attenzione la ricerca sulle terapie contro l’obesità. Si chiama CagriSema ed è una combinazione a dose fissa di cagrilintide 2,4 mg e semaglutide 2,4 mg. Secondo i dati appena diffusi dello studio clinico di fase 3 REDEFINE 4, ha mostrato un’elevata efficacia in termini di perdita di peso, con una riduzione media del 23% dopo 84 settimane di trattamento. Un risultato clinicamente rilevante.. Un risultato clinicamente rilevante.

Eppure, nello stesso studio di confronto diretto, CagriSema non ha raggiunto l’endpoint primario di dimostrare la non inferiorità rispetto alla tirzepatide 15 mg della concorrente Eli Lilly, già commercializzata con il nome Mounjaro per il diabete e approvata in diversi Paesi anche per la gestione del peso (Zepbound). È questo il motivo per cui se ne parla: una perdita di peso elevata, ma un confronto diretto che non ha centrato l’obiettivo statistico fissato dal protocollo.

REDEFINE 4 è uno studio di fase 3, in aperto, che ha coinvolto 809 persone con obesità e almeno una comorbilità, con un peso medio iniziale di 114,2 chilogrammi. Dopo 84 settimane di trattamento settimanale sottocutaneo, la riduzione media del peso è stata del 23% con CagriSema contro il 25,5% con tirzepatide.

Non raggiungere l’endpoint di non inferiorità non significa che il farmaco non funzioni, ma che, secondo i criteri statistici stabiliti prima dell’avvio dello studio, non è stato possibile dimostrare che fosse almeno equivalente al comparatore nel confronto diretto.

Per chi vive con l’obesità, è importante ricordare che questi farmaci rappresentano uno strumento terapeutico, non una soluzione isolata. Le principali agenzie sanitarie internazionali, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sottolineano che il trattamento farmacologico deve essere inserito in un percorso più ampio che includa modifiche dello stile di vita, monitoraggio medico e gestione delle comorbilità.

CagriSema e tirzepatide: cosa mostrano i dati di efficacia

CagriSema è un farmaco combinato sperimentale che unisce semaglutide, agonista del recettore GLP-1, e cagrilintide, analogo dell’amilina. L’obiettivo è agire su due vie ormonali complementari coinvolte nel controllo dell’appetito e della sazietà, potenziando l’effetto già osservato con la sola semaglutide, principio attivo di farmaci come Wegovy e Ozempic.

La tirzepatide, invece, è un doppio agonista dei recettori GLP-1 e GIP e ha già mostrato nei suoi studi registrativi riduzioni di peso superiori al 20%. Il confronto diretto tra i due farmaci era quindi particolarmente atteso.

Nel trial REDEFINE 4, entrambi i trattamenti sono stati somministrati una volta alla settimana per via sottocutanea per 84 settimane. Lo studio, essendo in aperto, prevedeva che partecipanti e ricercatori fossero a conoscenza del trattamento assegnato, un elemento metodologico che va considerato nell’interpretazione dei risultati.

La perdita di peso del 23% osservata con CagriSema è clinicamente significativa. Per una persona con un peso iniziale superiore ai 110 chilogrammi, significa una riduzione di oltre 25 chili. Tuttavia, l’obiettivo primario dello studio era dimostrare la non inferiorità rispetto alla tirzepatide 15 mg. Questo criterio non è stato soddisfatto.

Dal punto di vista della sicurezza, il profilo di CagriSema è risultato coerente con quello degli altri farmaci che agiscono sul recettore GLP-1. Gli effetti collaterali più comuni sono stati gastrointestinali, prevalentemente lievi o moderati e tendenti a ridursi nel tempo.

La nuova generazione di farmaci anti-obesità: il ruolo dei tripli agonisti

Il confronto tra CagriSema e tirzepatide si inserisce in un contesto di rapida evoluzione scientifica. La ricerca si sta spostando verso molecole capaci di agire su più recettori contemporaneamente, con l’obiettivo di modulare in modo più completo i meccanismi che regolano appetito, metabolismo e bilancio energetico.

Un esempio è UBT251, un triplo agonista dei recettori GLP-1, GIP e glucagone sviluppato congiuntamente da Novo Nordisk e United Biotechnology. A differenza delle terapie a singolo o doppio bersaglio, questo approccio mira a intervenire su tre vie ormonali chiave, ampliando l’effetto metabolico.

In uno studio di fase 2 condotto in Cina su persone in sovrappeso o obese, UBT251 ha mostrato una perdita di peso media fino al 19,7% dopo 24 settimane di trattamento, pari a circa 17,5 chilogrammi, rispetto al 2% nel gruppo placebo. Sono stati inoltre osservati miglioramenti significativi su parametri metabolici come glicemia, pressione arteriosa, circonferenza vita e profilo lipidico.

Anche in questo caso, il profilo di sicurezza è apparso coerente con quello osservato per altri farmaci della stessa area terapeutica, con effetti gastrointestinali per lo più lievi o moderati.

Il passaggio dalla doppia alla tripla modulazione ormonale rappresenta un’evoluzione importante nella strategia terapeutica contro l’obesità. In questo scenario, CagriSema e UBT251 si inseriscono in una pipeline di ricerca di Novo Nordisk, che punta a migliorare ulteriormente l’efficacia delle terapie contro l’obesità, attraverso combinazioni sempre più mirate dei meccanismi ormonali coinvolti nel controllo del peso.

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