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Esplosione sull’enorme cometa 29P crea una magnifica “chiocciola cosmica”: le immagini dal cielo d’Italia

La cometa 29P/Schwassmann–Wachmann è uno degli oggetti più affascinanti del Sistema solare, un oggetto di 60 chilometri che dà vita a potentissime esplosioni criovulcaniche. L’ultima di esse ha generato una meravigliosa “chiocciola cosmica” nello spazio, che il nostro lettore e astrofilo Fabrizio Montanucci ha immortalato nel cielo di Roma.
A cura di Andrea Centini
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La cometa 29P/Schwassmann–Wachmann con la sua spettacolare forma a chiocciola, ripresa nel cielo di Roma. Credit: Fabrizio Montanucci
La cometa 29P/Schwassmann–Wachmann con la sua spettacolare forma a chiocciola, ripresa nel cielo di Roma. Credit: Fabrizio Montanucci

Una gigantesca cometa ha dato vita nello spazio a una spettacolare “chiocciola cosmica”, un fenomeno che molti astrofotografi stanno immortalando con i propri telescopi. Fra essi vi è anche il nostro lettore e astrofilo Fabrizio Montanucci, che ringraziamo gentilmente per le splendide immagini che ha deciso di condividere con noi, catturate sotto il cielo di Roma nei giorni scorsi. Protagonista di questa bellissima struttura a spirale è la cometa 29P/Schwassmann–Wachmann, uno degli oggetti più affascinanti e misteriosi che orbitano nel Sistema solare. Questa “palla di ghiaccio”, scoperta a novembre del 1925 – quindi un secolo fa – dagli astronomi tedeschi Arnold Schwassmann e Arno Arthur Wachmann dell'Osservatorio di Amburgo, è infatti piuttosto diversa dalle comuni comete che talvolta transitano nel firmamento, con le loro lunghe e spettacolari code di ioni e polveri.

Un’altra ripresa della cometa 29P. Credit: Fabrizio Montanucci
Un’altra ripresa della cometa 29P. Credit: Fabrizio Montanucci

Innanzitutto la cometa 29P è un oggetto molto, molto più grande; parliamo infatti di un colosso con un diametro stimato di 60 chilometri, quanto una città. Un nucleo del genere è circa cinque volte più grande di quello dell'asteroide responsabile dell'evento di Chicxulub, quello che 66 milioni di anni fa fece estinguere i dinosauri non aviani. Un impatto contro la Terra avrebbe esiti assolutamente apocalittici. Fortunatamente 29P orbita molto lontano dal nostro pianeta, restando intrappolata nello spazio gravitazionale tra Giove e Saturno (ha un periodo di circa 14 anni). Al momento, come indicato da TheSkyLive, l'oggetto si trova nel cuore della costellazione del Leone, a circa 800 milioni di chilometri da noi e con una magnitudine (luminosità apparente) di +11.2; ciò significa che è visibile solo tramite telescopi, tenendo presente che la soglia di visibilità per l'occhio umano è +6.0 (la scala è inversa: più è basso il valore, maggiore è la luminosità).

Una caratteristica significativa di questo oggetto risiede nel fatto che, come spiegato dall'Associazione Astronomica Britannica (BAA – British Astronomical Association), nel corso dell'anno si verificano 20–30 improvvise eruzioni criovulcaniche che ne aumentano sensibilmente la luminosità. Una delle più potenti degli ultimi anni è stata registrata dalla campagna di osservazione della BAA martedì 10 febbraio 2026, e ha comportato un aumento della luminosità di circa 100 volte (+5 di magnitudine). Al momento non è chiaro cosa provochi le eruzioni criovulcaniche su questo affascinante oggetto, ma sappiamo che l'apertura di una nuova bocca sulla superficie del nucleo dà vita a potentissime espulsioni di “magma”. Non va però confuso con il magma incandescente che conosciamo qui sulla Terra: “Si pensa che sia una miscela fredda di idrocarburi liquidi (CH₄, C₂H₄, C₂H₆ e C₃H₈) mescolati con CO₂ disciolta”, ha spiegato l'astrofisico Tony Phillips, che gestisce il portale specializzato in meteo spaziale spaceweather.com. “La cometa è come una lattina di soda, agitata e pronta a scoppiare ogni volta che si apre una bocca”, ha aggiunto l'esperto.

La struttura a chiocciola che si è formata recentemente è legata proprio all'espulsione di questo materiale, che ha “avvolto” il nucleo a causa della sua rotazione. La giusta prospettiva dalla Terra ha fatto il resto, dando vita al bellissimo fenomeno a spirale, che ad alcuni ricorda il fossile di un ammonite, un mollusco cefalopode estinto alla fine del Cretaceo come i dinosauri non aviani (del resto l'asteroide spazzò via il 75 percento delle specie dell'epoca).

Fabrizio Montanucci ha tentato la ripresa della bellissima struttura nel cielo di Roma più di una volta, sfruttando quel poco di sereno dopo settimane di maltempo persistente. Nel primo caso la cometa è transitata innanzi a una stella, pertanto non è stato possibile ottenere l'inconfondibile silhouette spiraleggiante; nel secondo caso, invece, la chiocciola si è mostrata in tutto il suo splendore, come mostrano gli scatti che vi presentiamo nell'articolo. “Manca solo che spunti la testa della lumachina con le due antenne”, ha commentato divertito a Fanpage.it, riferendosi alle immagini che è riuscito a cogliere grazie alla sua strumentazione.

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