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Epidemia di mortale virus Nipah in India, Bassetti: “Si teme rapida diffusione”. Cento persone in quarantena

In India è comparso un focolaio di infezione da virus Nipah, una malattia a elevata mortalità per la quale non esistono né una cura né un vaccino. Le autorità hanno già predisposto quarantene e altre restrizioni per i contatti stretti dei pazienti positivi, al fine di scongiurare il propagarsi dell’epidemia. Come si trasmette, quali sono i sintomi e perché l’infezione è considerata prioritaria dall’OMS.
A cura di Andrea Centini
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Un pipistrello coinvolto nella trasmissione del virus Nipah. Credit: Getty
Un pipistrello coinvolto nella trasmissione del virus Nipah. Credit: Getty

L'infezione da virus Nipah (NiV) ad alta mortalità torna a spaventare l'India. Secondo le ultime informazioni che giungono dallo Stato del Bengala Occidentale, alla data di venerdì 23 gennaio cinque persone risultano positive all'aggressivo patogeno, per il quale non esistono né una cura né un vaccino. Il focolaio è legato ai contagi avvenuti in un ospedale privato a Barasat, come indicato da outbreaknewstoday.com, un portale specializzato nel monitoraggio delle malattie infettive. Il paziente indice sarebbe un uomo morto prima dell'arrivo dei risultati dei test di laboratorio, mentre gli individui infetti sono tutti operatori sanitari, medici e infermieri. Sono state individuate circa 200 persone entrate in contatto con i positivi e un centinaio di esse sono state poste in quarantena: al momento sono tutte negative e senza sintomi. Resteranno in isolamento per 21 giorni, al termine dei quali si procederà con un nuovo test.

Il periodo di incubazione dell'infezione da virus Nipah, cioè il tempo che intercorre tra l'esposizione al patogeno e la comparsa dei primi sintomi, come spiegato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) varia da 4 a 14 giorni, tuttavia in alcuni casi si può arrivare anche a 45 giorni. Le infezioni nell'uomo possono essere asintomatiche oppure, nella fase iniziale della patologia, manifestarsi con sintomi aspecifici simili a quelli di una sindrome influenzale. come febbre, mialgia (dolori muscolari), problemi gastrointestinali (vomito, nausea), mal di gola, mal di testa e brividi.

L'infezione, tuttavia, può evolvere rapidamente verso complicazioni come alterazione dello stato di coscienza, gravi problemi respiratori, convulsioni ed encefalite (infiammazione al cervello) che può portare al coma e alla morte. La mortalità è elevatissima, essendo stimata tra il 40 e il 75 percento, a seconda delle epidemie.

L'OMS) indica che l'infezione da virus Nipah è una zoonosi – cioè una malattia trasmessa all'uomo dagli altri animali – che può “anche essere trasmessa attraverso alimenti contaminati o direttamente da persona a persona”. Le specie principalmente coinvolte nei contagi sono i pipistrelli della frutta dei generi Pteroptus e Hipposideros, come il grande pipistrello dal naso a foglia di Ceylon (Hipposideros Lankadiva). Questi chirotteri sono portatori del patogeno e possono trasferirlo ad altri animali – come i maiali – favorendo così il contagio umano. Un'altra causa comune di esposizione al virus è il consumo di alimenti infettati dai pipistrelli positivi, in particolar modo di origine vegetale provenienti da palme e alberi da frutto. Il virus è stato isolato per la prima volta nel 1999 in Malesia e Singapore tra gli allevatori di suini, come indicato da evrimagaci.org; da allora ha dato vita ad alcune epidemie in India, Bangladesh e Filippine. Tra gli stati indiani più colpiti il Kerala, dove negli ultimi otto anni sono state registrate circa dieci epidemie.

Come spiegato in un post su X dal professor Matteo Bassetti, docente di malattie infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell'Ospedale Policlinico San Martino di Genova, l'India “si sta muovendo rapidamente per contenere un’epidemia di virus Nipah nello stato orientale del Bengala Occidentale, dopo la conferma di cinque casi, tra cui medici e infermieri infettati.” “Sono state adottate tempestivamente misure locali di quarantena e sorveglianza, ma si teme una rapida diffusione”, ha aggiunto l'infettivologo. Due dei pazienti positivi, un uomo e una donna, sono stati trasferiti presso l'ospedale per malattie infettive di Beleghata, a Calcutta. Fortunatamente le condizioni dell'infermiera sembrano essere in miglioramento, nonostante la situazione sia ancora molto difficile: “Le condizioni dell'infermiera stanno migliorando, ma la paziente rimane in condizioni molto critiche. Entrambi sono ricoverati in terapia intensiva coronarica”, ha affermato il Dipartimento sanitario del Bengala Occidentale.

Come spiegato nell'articolo “Research and development priorities for Nipah virus outbreak preparedness” pubblicato su Nature Health, il virus Nipah è incluso nell'elenco dei patogeni prioritari della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), un'organizzazione che collabora direttamente con l'OMS. Le ragioni sono elevata letalità, potenziale epidemico e assenza di vaccini autorizzati. Come indicato, manca anche una cura specializzata e la terapia è di supporto per i pazienti positivi.

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