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Enorme e minacciosa macchia solare apparsa sul Sole: è così grande che un rover NASA l’ha ripresa da Marte

Sul margine sinistro del Sole è spuntata un’immensa macchia solare, che ha già dato vita a un violento brillamento. Nei prossimi giorni la struttura ruoterà direttamente verso la Terra. La macchia solare AR 4294 era stata ripresa dal rover Perseverance della NASA il 25 novembre, quando si trovava sul lato della stella non visibile dal nostro pianeta.
A cura di Andrea Centini
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L’enorme macchia sola AR 4294 ripresa dal rover Perseverance su Marte. Ora sta ruotando verso la Terra. Credit: JPL/NASA/Spaceweather.com
L’enorme macchia sola AR 4294 ripresa dal rover Perseverance su Marte. Ora sta ruotando verso la Terra. Credit: JPL/NASA/Spaceweather.com

Una gigantesca macchia solare è apparsa sul margine sinistro del Sole, rappresentando una potenziale minaccia – e fonte di possibili aurore boreali – nei prossimi giorni, quando si avvicinerà al centro del disco solare e punterà direttamente la Terra. La struttura, classificata con il nome di AR 4294, è decine di volte più grande del nostro pianeta e risulta già molto attiva. Alle 22:22 del Tempo Coordinato Universale – UTC (le 23:22 in Italia) di venerdì 28 novembre, infatti, ha scagliato un potentissimo brillamento di classe M 6.0, come mostrano le immagini catturate dalla sonda Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA. Secondo il fisico Tony Phillips, che gestisce il portale specializzato in meteo spaziale Spaceweather.com, l'eruzione solare potrebbe essere stata anche più violenta, forse addirittura una classe X. L'incertezza è dovuta al fatto che quando la macchia solare è “esplosa” quando era praticamente nascosta sul lato del Sole, pertanto gli strumenti potrebbero aver colto una misura imprecisa e inferiore del fenomeno.

A rendere particolarmente interessante la macchia solare AR 4294 vi è il fatto che è talmente grande che nei giorni scorsi era stata immortalata persino dal rover Perseverance della NASA, che sta esplorando il cratere Jezero su Marte, un immenso cratere da impatto nel cuore della Isidis Planitia che un tempo ospitava un grande lago e forse vita aliena. Il robot analizza il Sole di tanto in tanto nel contesto delle indagini su meteo marziano e tempeste di polvere, che possono essere problematiche per la strumentazione. Per farlo sfrutta lo strumento Mastcam-Z, che è composto da una duplice fotocamera posizionata sull'“albero” principale del rover. Non è uno strumento progettato per studiare la stella in modo specifico, pertanto cattura immagini a bassa risoluzione. Nelle riprese del 25 novembre, come indicato dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA che gestisce il rover, è comunque riuscita a cogliere l'enorme macchia solare AR 4294. I ricercatori sapevano che questa grande e instabile struttura sarebbe ruotata fino a riemergere dal lato opposto, per poi puntare la Terra. Ora ha iniziato a manifestarsi sulla faccia visibile del disco solare, con i fuochi d'artificio come mostra il brillamento di classe M.

Le macchie solari, spiega la NASA, sono regioni più fredde rispetto a quelle circostanti della fotosfera, la superficie visibile della stella. La loro temperatura è di circa 4.000-4.500 °C contro i 5.500 °C delle aree limitrofe. Sono più fredde – e quindi appaiono scure nella luce visibile – perché sono caratterizzate da turbolenti campi magnetici che intrappolano il calore delle reazioni nucleari negli strati sottostanti del Sole. Le linee di campo possono rompersi e riconnettersi repentinamente, liberando un'enorme quantità di energia, che può arrivare anche a quella di 1 milione di bombe atomiche all'idrogeno che esplodono simultaneamente. Questi eventi innescano i brillamenti solari che a loro volta possono sfociare nelle tempeste di radiazioni e geomagnetiche sulla Terra, nel caso in cui i flussi di particelle, plasma e campi magnetici siano diretti verso il nostro pianeta. Proprio in questi giorni è balzata agli onori della cronaca internazionale la messa a terra di migliaia di aerei Airbus della famiglia A320, i cui controlli di volo rischierebbero di essere danneggiati proprio dalle eruzioni solari (il 30 0ttobre 2025 un velivolo avrebbe inclinato pericolosamente il muso per questa ragione).

I brillamenti possono dar vita alle espulsioni di massa coronale (CME) che sono responsabili delle tempeste solari, potenzialmente catastrofiche. La macchia solare AR 4294 risulta già molto attiva e potrebbe dar vita a intensi brillamenti di classe X rivolti verso la Terra; in quel caso potrebbe comparire nuovamente l'aurora boreale sull'Italia (come accaduto l'11 novembre) e, nella rara e peggiore delle ipotesi, provocare danni estesi a satelliti, reti elettriche e comunicazioni radio in caso di tempesta solare estrema (G5) come il famigerato Evento di Carrington del 1859.

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