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Bambino morto dopo il trapianto, Bassetti: “Errori di comunicazione inaccettabili. Donate gli organi”

In un accorato video pubblicato sui social network, il professor Matteo Bassetti ha commentato la tragica vicenda di Domenico, il bambino di 2 anni morto stamattina all’Ospedale Monaldi di Napoli circa due mesi dopo il trapianto di cuore fallito. Ecco cosa ha detto l’infettivologo.
A cura di Andrea Centini
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Il professor Matteo Bassetti. Credit: Matteo Bassetti / Facebook
Il professor Matteo Bassetti. Credit: Matteo Bassetti / Facebook

Domenico, il bambino di due anni sottoposto a un trapianto di cuore poco prima di Natale 2025, è morto la mattina di sabato 21 febbraio, dopo quasi due mesi trascorsi attaccato a una macchina in una sala di terapia intensiva dell’Ospedale Monaldi di Napoli. Le indagini sono attualmente in corso, ma da ciò che si apprende al piccolo sarebbe stato trapiantato un organo deteriorato a causa di modalità di trasporto (da Bolzano) ritenute inadeguate. Il quadro clinico si era deteriorato a tal punto che un team di medici aveva escluso che sarebbe riuscito a sopravvivere a un ulteriore trapianto. Anche un cuore artificiale non sarebbe stato d’aiuto. Su ciò che è accaduto farà piena luce la magistratura; ciò che è certo è che ora il piccolo Domenico non c’è più, una vita breve conclusasi in modo tragico, la cui storia, balzata per giorni agli onori della cronaca nazionale, ha lasciato sgomenta l’Italia intera.

Tra chi è intervenuto con un commento su questa triste vicenda vi è anche il professor Matteo Bassetti, docente di malattie infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Il medico, divulgatore scientifico attivo sui social network, in un post preparato poco prima che circolasse la notizia della morte – l’incipit si riferisce alle cure palliative e al fatto che non ci fosse quasi più nulla da fare – ha voluto fare alcune considerazioni su questo caso diventato mediatico. Il professor Bassetti evidenzia innanzitutto la serie di errori, “errori tecnici”, di cui si parla da giorni: “Conservazione dell’organo probabilmente inadeguataalmeno da quello che si dice – su cui sta indagando la procura; ghiaccio secco anziché ghiaccio normale, così si dice”. Poi punta il dito contro la decisione di espiantare il cuore del bambino prima ancora che arrivasse a Napoli l’organo da Bolzano. Domenico soffriva infatti di una grave patologia cardiaca congenita ed era per questo in lista d’attesa per un cuore. Il professor Bassetti sottolinea che è stato un altro errore rimuovere quello malato prima dell’arrivo dell’organo donato. Del resto, anche un incidente – non necessariamente il trasporto inadeguato di cui si parla – avrebbe potuto comprometterlo; per questo, nella pratica clinica standard, si aspetta che il nuovo organo sia fisicamente presente in sala operatoria prima dell’espianto. Non è così raro che l’ultima ispezione possa dare esito negativo.

Al di là di questa sequela di errori, quelli su cui si è soffermato di più il professor Bassetti sono stati gli errori di comunicazione. “Si apprende dagli avvocati della mamma che nessuno ha detto nulla a questa signora, fino a che lei non lo ha appreso dai giornali. Ecco, evidentemente tutto questo è inaccettabile. È inaccettabile perché si può anche sbagliare. Ci può anche essere un errore, ma bisogna evidentemente dirlo alle persone; questo fa parte della comunicazione medico-paziente, in questo caso medico-parenti di questo bambino”, ha spiegato l’infettivologo. La comunicazione medico-paziente è considerata un pilastro della pratica sanitaria e offre molteplici benefici (finanche un miglioramento dell’aderenza alla terapia e degli esiti di cura). A maggior ragione un discorso del genere dovrebbe valere per gli errori sanitari, dove una comunicazione trasparente, onesta e responsabile è alla base del rapporto di fiducia con gli assistiti.

Il professor Bassetti conclude il suo ragionamento esortando tutti a fornire il consenso per la donazione degli organi, un vanto dell’assistenza sanitaria in Italia. In base ai dati del Centro Nazionale Trapianti (CNT), nel nostro Paese si effettuano poco meno di 4.000 trapianti d’organo ogni anno, soprattutto reni (circa 2.000) e fegato (1.300), mentre quelli di cuore si attestano su alcune centinaia. Siamo tra i Paesi più virtuosi di questa pratica e tra i primi tre in Europa (per numeri) rispetto alla popolazione, grazie all’eccellente sistema di coordinamento e alla rete ospedaliera specializzata.

Mi auguro che si faccia presto luce su questo fenomeno, anche perché i trapianti d’organo in Italia sono una grande eccellenza ed è bene che tutti noi pensiamo al trapianto con la donazione degli organi”, ha sottolineato il professor Bassetti. “Quindi mi raccomando, quando tutti voi fate la carta d’identità o la patente date il consenso all’espianto degli organi nel caso malaugurato dovesse succedere qualcosa. Sappiate che donare un organo vuol dire donare la vita”, ha concluso il medico.

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