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Deformazione rilevata sotto lo Yellowstone, il supervulcano che può innescare l’apocalisse

Grazie a rilevazioni radar e GPS i ricercatori del Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) hanno rilevato un’anomalia nella caldera del supervulcano di Yellowstone, un sollevamento nel bordo settentrionale del sistema. Cosa significa e quali sono i rischi di eruzione.
A cura di Andrea Centini
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In un'area della caldera del supervulcano di Yellowstone, nell'omonimo Parco Nazionale degli Stati Uniti, si è verificata una deformazione del suolo, che gli strumenti hanno rilevato a luglio dello scorso anno. Ad annunciare l'esistenza della nuova anomalia il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS). Nello specifico, è stato osservato un sollevamento del suolo di 1,5 – 2 centimetri, un cambiamento lieve ma che viene comunque attentamente monitorato dagli scienziati.

La ragione è semplice: il supervulcano di Yellowstone è infatti potenzialmente molto pericoloso e, in caso di eruzione, può innescare una catastrofe a livello globale. Al momento, tuttavia, il rischio è considerato molto basso e questa deformazione rilevata non cambia di certo le carte in tavola; si tratta infatti di un'anomalia che rientra nel comportamento previsto di un gigante attivo. Al momento non c'è alcun segnale di potenziale eruzione imminente. Lo Yellowstone è un gigantesco sistema vulcanico che continua a produrre attività idrotermale – come geyser e fumarole – e terremoti, ma non ci sono pericoli immediati. All'inizio dello scorso anno i ricercatori rilevarono che il magma si stava spostando e accumulando sotto una specifica zona a nord est; proprio qui si ritiene che in futuro possa verificarsi la prossima eruzione.

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Ma torniamo al sollevamento di 1,5 – 2 centimetri rilevato nell'estate del 2025. Come spiegato dal dottor Michael Poland – un geofisico dell'USGS e responsabile scientifico dello Yellowstone Volcano Observatory – nella rubrica Yellowstone Caldera Chronicles, la recente anomalia rientra in una serie di eventi di deformazione (sia di sollevamento che di abbassamento) che si sono verificati nella caldera nell'ultimo secolo. Tra i fattori scatenanti si segnalano i movimenti delle faglie, l'accumulo o ritiro di magma o fluidi idrotermali e anche il raffreddamento dei fluidi sotterranei.

L'area interessata dal sollevamento si trova lungo il bordo settentrionale della caldera, poco più a sud del famoso Norris Geyser Basin, una delle zone più antiche, calde e attive del supervulcano, dove tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025 si è formata una nuova voragine. Proprio qui, tra il 1996 e il 2004, si è verificato un sollevamento del terreno di 12 centimetri, quello che è passato alla storia come “Anomalia del Sollevamento di Norris” o NUA. Come spiegato dal dottor Poland, i ricercatori ritengono che si sia innescata a causa dell'accumulo di magma a 14 chilometri di profondità. Un tipo di attività considerata “probabilmente piuttosto comune”, che tuttavia può essere indagata a fondo solo grazie alle nuove tecnologie.

Il nuovo buco formato al Parco di Yellowstone. Credit: US Geological Survey / Mike Poland
Il nuovo buco formato al Parco di Yellowstone. Credit: US Geological Survey / Mike Poland

Dopo il 2004 l'area dell'anomalia si è abbassata di 7 centimetri e poi è rimasta stabile per una decina di anni, come evidenziato dall'esperto. Tra il 2013 e il 2020 ha invece alternato fasi di sollevamento e abbassamento, questa volta a causa di acqua rilasciata dal magma. I dati più recenti, raccolti sia dalle stazioni GPS che attraverso il radar interferometrico ad apertura sintetica (InSAR), hanno intercettato il nuovo sollevamento di 2 centimetri nella zona della NUA. L'evento, spiega il dottor Poland, è stato accompagnato anche da un aumento dell'attività sismica associato a questa area, sebbene nel complesso in tutto il 2025 ci siano stati meno terremoti del solito, “solo 1.113 terremoti, rispetto ai tassi tipici di 1.500-2.500 terremoti all'anno”. Il più forte è stato registrato a novembre ed è stato di magnitudo 2.7. I ricercatori credono che questi eventi siano associati al sollevamento rilevato dalla strumentazione a luglio.

L’area del sollevamento nello Yellowstone. Credit: USGS
L’area del sollevamento nello Yellowstone. Credit: USGS

Lo scienziato dell'USGS ha sottolineato che, alla luce della nuova anomalia, non c'è comunque da preoccuparsi per una potenziale eruzione imminente, dato che si tratta solo “un altro esempio della natura dinamica di Yellowstone”, utile per studiare le caratteristiche del sottosuolo grazie alla nuova tecnologia. “L'attuale deformazione è anche di entità minore (impallidisce in confronto alle deformazioni osservate in altri sistemi calderici) e prima di qualsiasi attività pericolosa i tassi di deformazione accelererebbero drasticamente, un fenomeno che può ovviamente essere monitorato dalla rete GPS continua”, ha chiosato Poland.

Ma perché i supervulcani sono potenzialmente così pericolosi? La ragione è legata al fatto che queste eruzioni possono rilasciare in atmosfera una quantità immensa di gas venefici e ceneri, il cui pericolo maggiore – se consideriamo la scala planetaria – è rappresentato dall'oscuramento della luce solare. Ciò può comportare un crollo delle temperature e delle catene alimentari, ad esempio attraverso il blocco della fotosintesi. Non è tanto l'effetto dell'eruzione in sé, quanto il potenziale “inverno vulcanico” simile a quello innescato dall'impatto di grandi asteroidi a essere così minaccioso, come quello dell'evento di Chicxulub che 66 milioni di anni fa determinò l'estinzione dei dinosauri non aviani.

Un'eruzione prolungata può avere effetti catastrofici per anni con conseguenze disastrose su tutta la biosfera e ovviamente l'umanità. Ma, lo ribadiamo, al momento non c'è alcun segnale di eruzione imminente per lo Yellowstone, così come per altri supervulcani potenzialmente pericolosi come i Campi Flegrei in Italia e il Toba in Indonesia. L'ultima eruzione (effusiva, non esplosiva) dello Yellowstone c'è stata circa 70.000 anni fa, mentre eruzioni più violente da supervulcano ci sono state 2,1 milioni di anni fa, 1,3 milioni di anni fa e 630.000 anni fa.

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