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Cos’è il coltan, il minerale necessario per smartphone e missili: il Venezuela ne è ricco e fa gola agli Usa

L’offensiva di Trump ha travolto il Venezuela, ma dietro il blitz militare e le accuse di narcotraffico potrebbe celarsi l’interesse per le riserve petrolifere e il coltan, un minerale raro e vitale per il primato tecnologico globale.
A cura di Niccolò De Rosa
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Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio gli Stati Uniti hanno lanciato un'offensiva militare contro il Venezuela, colpendo diversi siti strategici e catturando il presidente venezuelano Nicolás Maduro, insieme la moglie Cilia Flores sarebbero stati catturati e portati fuori dal Paese. L'attacco rappresenta però l'ultimo atto di un'escalation che covava da diverso tempo. Negli ultimi mesi Washington aveva alzato l'asticella delle tensioni, colpendo imbarcazioni venezuelane, rafforzando il controllo sulle rotte caraibiche e annunciando un embargo totale contro le petroliere in entrata e in uscita dal Paese.

Ufficialmente, l'amministrazione Trump ha sempre giustificato questa linea accusando il governo Maduro di aver trasformato il Venezuela in un narco-Stato (versione ridimensionata dallo stesso World Drug Report 2025 dell' Office on Drugs and Crime delle Nazioni Uniti), ma per molti analisti internazionali questa narrazione solo una parte del quadro. A pesare davvero sarebbero le straordinarie risorse energetiche e minerarie del Venezuela, in un contesto globale segnato dalla competizione per l'accesso alle materie prime strategiche, sempre più centrali per la sicurezza economica e tecnologica delle grandi potenze.

Petrolio, gas e oro

Il regime di Maduro siede (o forse è già ora di dire "sedeva") infatti su un autentico tesoro di materie prime. Secondo l'Organization of the Petroleum Exporting Countries (OPEC), il Venezuela detiene le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, con oltre 300 miliardi di barili. Un primato che però, complice l'isolamento internazionale, una serie di scelte politiche fallimentari e l'inefficienza delle infrastrutture, non si è mai tradotto in un pieno sviluppo economico per il Paese.

Il Venezuela possiede anche ingenti riserve di gas naturale e secondo il World Gold Council figura nella Top 30 mondiale per produzione di oro, risorse che negli ultimi anni hanno rappresentato una delle poche valvole di sopravvivenza per l’economia nazionale. A rendere il sottosuolo venezuelano particolarmente appetibile è però un materiale poco conosciuto ma dall'importanza vitale: il coltan.

Cos'è il coltan, il minerale che cambia gli equilibri

Considerato da molti analisti il "futuro petrolio”, il coltan è diventato noto nella violentissima guerra tra Ruanda e Congo, inaspritasi proprio a causa della necessità di controllare l'estrazione e il commercio di questo materiale. Si presenta sotto forma di sabbia nera o frammenti rocciosi scuri e il suo nome deriva dalla crasi dei minerali che lo compongono, la columbite e la tantalite, ricchi rispettivamente di niobio e tantalio, due metalli rari e strategici.

Il coltan è considerato un minerale fondamentale per la produzione delle componenti usati nelle tecnologie di ultima generazione.
Il coltan è considerato un minerale fondamentale per la produzione delle componenti usati nelle tecnologie di ultima generazione.

Il tantalio, in particolare, è un superconduttore naturale. Resiste a temperature estreme, non si corrode e ha un’elevatissima capacità di accumulare carica elettrica. Queste proprietà lo rendono indispensabile per la produzione di microcondensatori ad alta capacità e dimensioni ridotte, componenti essenziali per la maggior parte delle tecnologie moderne: smartphone, computer, console per videogiochi, satelliti, sistemi di posizionamento globale, apparati aeronautici e missilistici. Tale super-materiale è inoltre utilizzato in ambito medico, dalle apparecchiature diagnostiche avanzate fino ad alcuni impianti chirurgici.

Senza il tantalio, insomma, gran parte dell'attuale miniaturizzazione tecnologica che ci sta permettendo di ottenere prestazioni sempre più performanti da dispositivi sempre più piccoli, semplicemente non sarebbe possibile. Non a caso, la stessa Unione europea ha inserito il niobio e il tantalio nell'elenco delle materie prime critiche, il cui approvvigionamento è considerato a rischio.

Venezuela e coltan: una nuova frontiera contesa

Poiché, a livello globale, circa l'80%  delle riserve conosciute si trova in un'area geografica politicamente instabile come la Repubblica Democratica del Congo, la scoperta di nuovi giacimenti in Venezuela, ha assunto un valore strategico enorme. Negli ultimi anni, Caracas ha individuato grossi depositi naturali di coltan nell'area dell'Orinoco, anche se finora il governo di Maduro non è mai riuscito utilizzarli per attirare investimenti esteri, alimentare un traffico illegale di materie prime con le bande armate non statali che controllano la zona, come raccontato nel 2016 da un'analisi del The Guardian.

Mappa del Center for Strategic and International Studies (CSIS) che mostra le attività minerarie illegali nell’area dell’Orinoco. | Credits: CSIS
Mappa del Center for Strategic and International Studies (CSIS) che mostra le attività minerarie illegali nell’area dell’Orinoco. | Credits: CSIS

Si può dunque intuire facilmente come la zona abbia inevitabilmente attirato l' attenzione delle grandi potenze industriali. Per gli Stati Uniti, impegnati da decenni a contrastare lo strapotere della Cina nel controllo delle terre rare e dei materiali chiave per l’industria tecnologica e militare, il Venezuela può dunque rappresentare una pedina molto utile.

Il controllo delle filiere del coltan non riguarda infatti solo l'economia civile, ma tocca direttamente la sicurezza nazionale, visto che i semiconduttori sono indispensabili per la produzione di sistemi missilistici e apparecchiature aerospaziali. Se gli Stati Uniti dovessero rimanere indietro nella corsa all'approvvigionamento di queste risorse, anche il suo primato militare vacillerebbe. E Trump lo sa perfettamente.

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