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Cosa sono le torri a fungo che vediamo nelle città e perché hanno questa forma

A tutti è capitato di imbattersi in grandi torri a forma di fungo all’interno delle città o appena al di fuori dei centri abitati. Ecco a cosa servono e perché hanno questa aspetto particolare.
A cura di Andrea Centini
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Torre idrica a fungo
Torre idrica a fungo

In molte città italiane (e non solo) è possibile imbattersi in imponenti e curiose strutture a forma di fungo. In alcuni casi sono alte diverse decine di metri e troneggiano sull'abitato limitrofo. Senza entrate troppo in dettagli ingegneristici, questi giganteschi "funghi" non sono altro che torri idriche, elementi fondamentali degli acquedotti che permettono all'acqua di raggiungere le nostre case. Come spiegato nell'articolo “An overview of storage tank types” pubblicato nel giugno del 2025 da scienziati dell'Università di Belgrado e del Central Institute for Conservation, esistono molte tipologie di serbatoi: fra essi serbatoi cilindrici con tetto fisso (piano, conico, geodetico etc etc); orizzontali su selle; emisferici; sferoidali; “bullet tank” e le sopracitate torri idriche. Queste ultime sono sopraelevate perché non servono solo a stoccare l'acqua (i depositi interrati fanno benissimo questo lavoro), ma anche a garantire una pressione costante nella rete idrica, sfruttando proprio il peso dell'acqua e la gravità.

Torre idrica
Torre idrica

Non c'è da stupirsi che vediamo queste torri soprattutto nelle città pianeggianti – come lo sono spesso quelle affacciate sulla costa – dove non è possibile realizzare un serbatoio interrato in una posizione altimetrica favorevole. La gravità è infatti il modo più vantaggioso e affidabile per generare pressione nell’acquedotto, senza costosi meccanismi automatizzati. Inoltre questi serbatoi pensili posti a decine di metri di altezza possono fornire acqua anche se si guastano le pompe (usate solo per “ricaricarli”), se manca la corrente o se ci sono picchi dei consumi. Ma perché hanno la forma di un gigantesco fungo?

Torri idriche in Kuwait
Torri idriche in Kuwait

Ci sono diverse ragioni perché le torri idriche con un simile aspetto sono così diffuse. Come spiegato nell'articolo guidato da Marko S. Jarić e Sanja Petronic, le “Mushroom-shaped water towers” sono semplicemente una variante delle classiche torri idriche, spesso cilindriche e a forma di casetta. Possono essere realizzate in acciaio, cemento, calcestruzzo armato e rinforzate da altri materiali. Come indicato, il "gambo"del fungo può essere altissimo, anche 40-50 metri (l'altezza è decisa in base alla pressione necessaria per servire una determinata area). Una struttura caratterizzata da una vasca superiore ampia (il “cappello” del fungo) e un fusto robusto e stretto offre molteplici benefici strutturali, idraulici e funzionali rispetto alla classica struttura cilindrica.

Per quanto concerne i vantaggi strutturali, la vasca larga scarica e distribuisce meglio il peso dell'acqua nella sezione del fusto, che pertanto può essere più snello e meno ingombrante – a parità di capacità – rispetto alle “impalcature” necessarie per sostenere una torre idrica classica. Questa forma, fra l'altro, offre una migliore stabilità innanzi all'impatto degli agenti atmosferici (come il vento). Poiché una vasca larga mantiene un livello dell'acqua più costante, inoltre, ne beneficia anche la pressione della rete idrica, che risulta più uniforme. In sostanza, si determinano meno fluttuazioni pressorie rispetto alle torri classiche, riducendo al contempo anche i rischi di ristagni e infiltrazioni.

Una vecchia torre idrica davanti a nuovi palazzi
Una vecchia torre idrica davanti a nuovi palazzi

Come spiegato dall'ingegner Lex Larkin su Quora, un serbatoio del genere "non serve solo ad accumulare acqua, ma anche a immagazzinare l'energia necessaria per distribuirla agli utenti. Un serbatoio a fungo mantiene la maggior parte dell'acqua immagazzinata a una pressione di utilizzo conveniente". "Se si immagazzinasse l'acqua in una buca nel terreno – prosegue l'esperto – ogni volta che qualcuno aprisse un rubinetto, una pompa da qualche parte dovrebbe attivarsi per fornire l'energia necessaria a pressurizzare l'acqua. Lo stesso varrebbe se l'acqua fosse immagazzinata alla stessa altezza dell'utente. Se, tuttavia, si immagazzina l'acqua in un luogo ben al di sopra delle teste di tutti gli utenti, la pressione idrostatica – la pressione che si crea sul fondo di una colonna d'acqua in virtù del peso di tutta l'altra acqua che agisce su di essa – fornisce la forza motrice per spingere l'acqua attraverso le tubature fino all'utente senza l'intervento diretto di una pompa."

La torre piezometrica dell’Eur. Credit: blackcat/wikipedia
La torre piezometrica dell’Eur. Credit: blackcat/wikipedia

La forma a fungo offre vantaggi anche dal punto di vista delle ispezioni da parte degli operatori, che avrebbero maggiori difficoltà a controllare e manutenere un imponente blocco cilindrico. Ne beneficiano anche la prefabbricazione e la modularità, rendendo le infrastrutture più facili da realizzare ed economiche (anche per la necessità di meno materiali). Non va infine sottovalutato l'impatto paesaggistico delle torri idriche, laddove i funghi, grazie agli ingombri ridotti del fusto, si integrano meglio nel contesto urbano, talvolta sfruttando soluzioni architettoniche ardite e spettacolari che rendono questi giganti un elemento distintivo del panorama. Tra i "funghi" più famosi d'Italia c'è sicuramente la torre piezometrica dell'Eur a Roma, costruita negli anni '50 in vista delle Olimpiadi del 1960. Sulla sua sommità è ospitato persino un ristorante, da cui si gode un'ottima vista della città.

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