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Come fanno le zanzare a scegliere chi pungere

Lo spiega uno studio sulle preferenze olfattive delle zanzare che potrebbe portare a nuovi interventi per controllare la malaria.
A cura di Valeria Aiello
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Anopheles gambiae, una zanzara che si trova nell'Africa sub-sahariana vettore del pericoloso parassita della malaria, il Plasmodium falciparum / Credit: Wikipedia
Anopheles gambiae, una zanzara che si trova nell'Africa sub-sahariana vettore del pericoloso parassita della malaria, il Plasmodium falciparum / Credit: Wikipedia

Le zanzare sembrano essere attratte da alcune persone più di altre. Ma in base a quali fattori scelgono chi pungere? E come fanno a trovarci sulle lunghe distanze? Uno nuovo studio fornisce una spiegazione che fa davvero capire come questi insetti siano in grado di individuare e scegliere il loro pasto di sangue umano anche a cento metri di distanza, fornendo nuove basi per lo sviluppo di interventi in grado di controllare la malaria, tra le più pericolose malattie infettive trasmesse dalle zanzare, diffusa principalmente nei paesi tropicali. L’obiettivo degli studiosi è stato infatti quello di identificare le preferenze olfattive di Anopheles gambiae, la zanzara africana della malaria che ama cacciare di notte, quando gli esseri umani dormono. E valutare come specifici componenti dell’odore corporeo umano modulino il loro comportamento in condizioni naturali.

I test degli studiosi, dettagliati in uno studio appena pubblicato su Current Biology, si sono infatti svolti in una gabbia di volo all’aperto del volume di circa 1.000 metri cubi allestita in un’area di savana boschiva a Macha, in Zambia, simulando dunque l’esperienza delle zanzare in natura. “In laboratorio, la maggior parte degli studi volti a testare le preferenze olfattive delle zanzare vengono eseguiti su scale molto piccole, utilizzando piccole scatole con volumi di circa 0,5 metri cubi o meno – ha spiegato l’autore corrispondente dello studio, il dottor Conor McMeniman della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, nel Maryland – . Per lo studio in Zambia, abbiamo utilizzato una struttura chiamata semi-field flight cage, una struttura schermata che ha un volume che è circa 2.000 volte quello utilizzato per i normali test di laboratorio”.

Le zanzare scelgono chi pungere in base all'odore corporeo

In questa gabbia di volo, gli studiosi hanno potuto convogliare gli odori corporei di esseri umani che dormivano in tende vicine, eseguendo un’analisi del comportamento di atterraggio delle zanzare su diversi bersagli riscaldati alla temperatura della pelle umana, ciascuno dei quali veicolava un differente odore corporeo. Questi esperimenti, condotti rilasciando 200 zanzare affamate nella gabbia di volo, hanno permesso di valutare l’importanza della temperatura nell’attirare le zanzare (un fattore che, da solo, senza neppure anidride carbonica emessa con il respiro, non le ha attratte) e di confrontare fino a sei odori umani alla volta, rivelando che gli insetti, notte dopo notte, sceglievano sempre uno stesso odore, preferendolo a quello di altri umani.

Sintesi grafica di come la temperatura della pelle umana e il nostro odore corporeo attirino le zanzare della malaria verso bersagli riscaldati / Credit D. Giraldo, S. Rankin-Turner, et al. Current Biology 2023.
Sintesi grafica di come la temperatura della pelle umana e il nostro odore corporeo attirino le zanzare della malaria verso bersagli riscaldati / Credit D. Giraldo, S. Rankin-Turner, et al. Current Biology 2023.

Oltre a registrare le preferenze delle zanzare, i ricercatori hanno raccolto campioni di questi odori direttamente dall’aria delle tende, per caratterizzare e confrontare le componenti chimiche presenti. “Queste zanzare in genere cacciano gli esseri umani nelle ore prima e dopo la mezzanotte – ha aggiunto McMeniman – . Seguono scie olfattive e correnti convettive emanate dagli esseri umani, e in genere entrano nelle case e pungono tra le 22:00 e le 2:00 circa. Volevamo valutare le preferenze olfattive delle zanzare durante il periodo di massima attività, quando sono in giro e attive, e valutare anche l’odore degli esseri umani addormentati durante quella stessa finestra temporale”.

Complessivamente, il team ha identificato 40 diverse sostanze chimiche emesse da tutti gli esseri umani, anche se a velocità diverse. “Probabilmente le zanzare seguono una miscela specifica” ha affermato Stephanie Rankin-Turner, borsista post-dottorato presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e co-autrice principale dello studio che, insieme ai colleghi, ha identificato alcune delle miscele più frequenti.

In particolare, le persone che erano più attraenti per le zanzare emettevano costantemente più acidi carbossilici, compreso l’acido butirrico, che sono probabilmente prodotti da microbi della pelle. Al contrario, la persona meno attraente per le zanzare emetteva meno acidi carbossilici ma circa il triplo della quantità di eucaliptolo, un composto presente in molte piante.

I ricercatori ipotizzano che livelli elevati di eucaliptolo possano essere correlati alla dieta della persona, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per capire esattamente quali componenti dell’odore corporeo, dei metaboliti microbici e delle emissioni del respiro siano davvero responsabili di questo comportamento. Ciò che però suggeriscono i risultati è che alti livelli di eucaliptolo nell’organismo possano essere un ottimo deterrente per le punture di zanzara. “È probabile che questa persona avesse mangiato cibi ricchi di questa sostanza chimica, che si trova comunemente nelle erbe e nelle spezie – affermano gli autori – . Ma è anche possibile che abbia usato prodotti che lo contengono, come dentifricio e collutorio”.

Capire quali sostanze chimiche nel profumo umano guidano l’attrazione differenziale per determinati esseri umani è importante, perché se siamo in grado di identificare queste sostanze chimiche, possiamo prevedere il rischio di morsi di zanzare di ciascuna persone – ha concluso McMeniman – . Questa ricerca potrebbe anche aiutare a sviluppare esche o trappole migliori”.a

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