25 Ottobre 2022
20:31

Come calmare il bambino che piange e farlo dormire: il metodo più efficace secondo la scienza

Testato da un team di ricerca che ha coinvolto anche lo psicologo italiano Gianluca Esposito in collaborazione con gli esperti del Centro giapponese RIKEN, il metodo ha fornito una prova diretta di come una semplice routine permetta al bambino di rilassarsi, favorendo il sonno.
A cura di Valeria Aiello

Il modo migliore per far calmare e addormentare il bambino che piange è prenderlo in braccio e camminare per cinque minuti, per poi sedersi e continuare a tenerlo in braccio per altri cinque-otto minuti, prima di adagiarlo nel lettino. Ad affermarlo è un team di ricerca che ha coinvolto anche lo psicologo italiano Gianluca Esposito dell’Università di Trento, in collaborazione con gli esperti del RIKEN Center for Brain Science di Saitama, in Giappone, dove il metodo è stato testato nell’ambito di uno studio scientifico, dando una prova diretta di come questa semplice routine permetta al bambino di rilassarsi, favorendo il sonno. Camminare per cinque minuti con il bambino in braccio, spiegano i ricercatori, favorisce il sonno del bebé che piange non solo di notte, ma anche durante il giorno. Sedersi per altri cinque-otto minuti, continuando a tenerlo in braccio, tende invece a prevenire il suo risveglio nel momento del distacco, ovvero quando andremo a sistemarlo nella culla una volta addormentato.

Il metodo per calmare e favorire il sonno del bambino che piange / Current Biology
Il metodo per calmare e favorire il sonno del bambino che piange / Current Biology

Come calmare e favorire il sonno del bambino che piange

Per arrivare a delineare questo schema, gli studiosi hanno esaminato le reazioni di 21 bambini di età compresa tra 0 e 7 mesi in quattro diverse situazioni – in braccio alla mamma che cammina, in braccio alla mamma seduta, sdraiati in una culla e sdraiati in un lettino a dondolo – , valutando la frequenza cardiaca e il comportamento sonno/veglia dei piccoli. I diversi test, svolti per metà in Italia e per metà in Giappone, sia a casa del bebè sia in laboratorio, a seconda della preferenza delle madri, hanno indicato che appena dopo 30 secondi dal momento in cui si inizia a camminare con il bambino in braccio, la frequenza cardiaca dei piccoli che piangono diminuisce, il bambino si calma e smette di piangere. Un effetto simile è stato riscontrato anche con il lettino a dondolo, ma non quando le madri hanno tenuto i neonati in braccio rimanendo sedute o quando i bambini erano adagiati nella culla.

Questo ha suggerito che tenere il bambino in braccio non è sufficiente a calmare il suo pianto e, allo stesso tempo, che il movimento ha un effetto calmante, risultato più evidente in risposta a una camminata di cinque minuti. Tutti i bambini tenuti in braccio hanno smesso di piangere durante la passeggiata, e quasi la metà si è addormentata.

Tuttavia, quando le madri hanno cercato di mettere a letto i loro piccoli addormentati, gli studiosi hanno osservato che più di un terzo dei bambini si è risvegliato nel giro di 20 secondi, mostrando un cambiamento nella frequenza cardiaca che può verificarsi nel momento del distacco dalla madre. Se però, prima di essere adagiati nella culla, i bambini dormivano per un periodo di tempo più lungo, i ricercatori hanno scoperto che la probabilità di risveglio era inferiore. “Da madre di quattro figli, sono rimasta molto sorpresa nel vedere questi risultati – ha affermato la dottoressa Kumi Kuroda del Laboratorio per il comportamento sociale di affiliazione del RIKEN Center for Brain Science e autrice corrispondente dello studio – . Pensavo che il risveglio del bambino nel momento in cui viene disteso fosse correlato al modo in cui viene messo sul letto, alla sua postura o alla delicatezza del movimento. Ma il nostro esperimento non ha confermato queste ipotesi”.

Sulla base di queste osservazioni, pubblicate in un report sulla rivista Current Biology, il team ha dunque proposto un metodo per calmare e favorire il sonno dei bambini che piangono, suggerendo non solo alle mamme (ma anche ai papà, ai nonni e agli altri familiari, con i quali i ricercatori ritengono che la tecnica funzioni ugualmente) di:

  • prendere in braccio il bebè che piange, camminando per 5 minuti,
  • sedersi, continuando a tenere il bambino in braccio per altri 5-8 minuti
  • adagiare il bambino a letto.

Questo schema, a differenza di altri approcci popolari, come ad esempio lasciare che il bambino pianga fino a quando non si addormenta da solo, mira a fornire una soluzione immediata al pianto del bambino – ha aggunto Kuroda – . Spesso, molti genitori si affidano al loro intuito o ascoltano i consigli di altre persone. Abbiamo invece bisogno di un approccio scientifico per capire i comportamenti dei bambini, perché sono molto più complessi di quanto pensiamo”.

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