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C’è una “piramide” su Marte: cos’è il Tetraedro di Candor fotografato dalla NASA

La condivisione di un video su Marte ha riacceso l’interesse per Tetraedro di Candor, una struttura dalla forma piramidale sita in una valle dell’equatore marziano. Alcuni sostengono che sia artificiale, ma tutto indica che si tratta di un rilievo naturale. Le immagini della NASA.
A cura di Andrea Centini
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Il Tetraedro di Candor, la struttura a piramide su Marte. Credit: NASA/JPL–Caltech/UArizona
Il Tetraedro di Candor, la struttura a piramide su Marte. Credit: NASA/JPL–Caltech/UArizona

Nella zona equatoriale di Marte, in uno spettacolare complesso di valli lungo migliaia di chilometri chiamato Valles Marineris, si trova una struttura affascinante dalla forma a piramide: il Tetraedro di Candor. In questi giorni è diventata virale grazie a una tempesta di condivisioni sui social network e agli articoli pubblicati da alcuni tabloid, come il Daily Star. Tutto sarebbe stato innescato da un video su X (il compianto Twitter) caricato da Brian Cory Dobbs, regista e documentarista statunitense specializzato proprio in contenuti sul Pianeta Rosso. Tra le sue opere più note c’è Blue Planet Red, che ha recentemente conquistato il secondo premio nella categoria "Miglior Documentario" al Down East Flick Fest. In questo lavoro Dobbs non solo si è concentrato sull'evoluzione di Marte, con riferimenti alla presenza di acqua e potenziale vita, ma anche su strutture anomale (come le piramidi), eventi apocalittici e gli immancabili UFO (o, come vengono chiamati oggi, UAP). Nel suo post, pubblicato il 16 marzo, il regista ha sottolineato che su Marte “si trova una piramide a tre lati delle dimensioni della Grande Piramide d'Egitto”, “scoperta da Keith Laney”. Fu infatti il ricercatore, nel maggio 2002, a scovare il Tetraedro di Candor nell'immagine MOC E0-600269 pubblicata dalla NASA.

Le recenti condivisioni del video e delle immagini del Tetraedro di Candor hanno riacceso le speculazioni sulla possibilità che sulla superficie del Pianeta Rosso possano esserci strutture artificiali, ma la realtà è completamente diversa. Siamo infatti innanzi a un piccolo rilievo naturale i cui lati sono tutto fuorché regolari, modellato nel corso del tempo da venti forti, processi di erosione e probabilmente anche da una passata attività tettonica marziana. La struttura fu immortalata per la prima volta nelle immagini del Mars Global Surveyor (MGS) nel 2001 e da allora è stata osservata anche da altre sonde, in particolare dalla potente fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) installata a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA. Questo sofisticato strumento, costato decine di milioni di dollari e dal peso di oltre 60 kg, ha una risoluzione massima di circa 30 cm per pixel quando riprende immagini da una quota di 300 chilometri, sufficiente a elaborare oggetti lunghi circa 1 metro.

Una ripresa complessiva della valle Candor Chasma. Il tetraedro è visibile al limite del lato destro. Credit: NASA/JPL–Caltech/UArizona
Una ripresa complessiva della valle Candor Chasma. Il tetraedro è visibile al limite del lato destro. Credit: NASA/JPL–Caltech/UArizona

Nell'articolo “Three-Sided Pyramidal Formation in the Western Region of Candor Chasma” pubblicato nel 2017 da alcuni ricercatori indipendenti si evidenzia che la piramide possiede caratteristiche paragonabili a quelle di una piramide di Reuleaux (dal nome dell'ingegnere tedesco Franz Reuleaux), cioè una figura a tre lati con curvature e ampiezza costanti. Secondo gli autori della controversa ricerca, la morfologia del terreno attorno alla struttura, la direzione dei venti, i processi erosivi ed eventuali effetti della tettonica non spiegherebbero una simile forma; pertanto giungono alla conclusione che potrebbe non essere di origine naturale. A “suffragare”  questa ipotesi, secondo gli appassionati di UFO e simili, ci sarebbero anche le dimensioni della struttura — circa 145 metri di altezza e 290 metri di larghezza — simili a quelle di alcune piramidi terrestri.

Un’altra immagine di Candor Chasma. Credit: NASA/JPL–Caltech/UArizona
Un’altra immagine di Candor Chasma. Credit: NASA/JPL–Caltech/UArizona

Ma osservando in dettaglio le immagini ad alta risoluzione – come quelle ottenute da HiRISE – la struttura della Valles Marineris appare tutto fuorché regolare. Tutto indica che si tratta di un “semplice” rilievo naturale presente in un'area (la valle chiamata Candor Chasma) in cui venti, frane e l’azione dell'acqua hanno modellato il paesaggio. In particolare, come spiegato nell'articolo “Geomorphic knobs of Candor Chasma, Mars: New Mars Reconnaissance Orbiter data and comparisons to terrestrial analogs”, guidato da scienziati statunitensi e spagnoli, il Tetraedro di Candor fa parte dei positive relief knobs, strutture con picchi – alti anche decine e decine di metri – particolarmente resistenti rispetto ai depositi stratificati circostanti, che vengono più facilmente erosi. Basta osservare le immagini a largo campo per notare gli effetti del vento marziano attorno alla "piramide" per capire che ci troviamo in un ambiente altamente dinamico e plasmato da processi naturali. Si distinguono chiaramente anche le increspature eoliche sul materiale eroso.

Il Tetraedro di Candor, con le increspature eoliche nei suoi pressi. Credit: NASA/JPL–Caltech/UArizona
Il Tetraedro di Candor, con le increspature eoliche nei suoi pressi. Credit: NASA/JPL–Caltech/UArizona

In sostanza, ci troviamo di fronte al classico caso di pareidolia, in cui il nostro cervello associa a una forma astratta con determinate caratteristiche (incluse le ombre) qualcosa di familiare, come appunto le piramidi egizie. Era successa una cosa simile con il famoso Volto di Cydonia, immortalato su Marte dalla sonda Viking 1. Più recentemente, la fotocamera HiRISE della sonda MRO ha fotografato quello che sembra essere la faccia di un orso, con tanto di occhi, bocca e naso sporgente.

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